Mps: 16 miliardi ai soci e utili in crescita, Meloni annuncia la fine del governo

Mps: 16 miliardi ai soci e utili in crescita, Meloni annuncia la fine del governo

Mps: 16 miliardi ai soci e utili in crescita, Meloni annuncia la fine del governo

Giada Liguori

Febbraio 28, 2026

Milano, 28 febbraio 2026 – Monte dei Paschi di Siena ha svelato oggi il suo nuovo piano industriale, un progetto ambizioso che punta a distribuire 16 miliardi di euro agli azionisti in cinque anni. L’obiettivo è chiaro: arrivare a un utile netto rettificato di 3,3 miliardi entro il 2028, che salirà a 3,7 miliardi nel 2030, e mantenere 3 miliardi in cassa per future acquisizioni o per eventuali restituzioni ai soci. Al centro del piano c’è la prevista fusione con Mediobanca entro il 2026, un passaggio decisivo per la banca senese, ormai fuori dalla lunga stagione dei salvataggi pubblici.

Un nuovo gigante della finanza italiana

“Da radici profonde a nuove frontiere” è il nome del piano presentato questa mattina da Luigi Lovaglio, amministratore delegato, nella storica sede di Rocca Salimbeni. La fusione con Mediobanca darà vita al terzo polo bancario italiano, con un fatturato previsto di 8 miliardi di euro nel 2025, oltre 7 milioni di clienti e una quota dell’8% nel mercato dei prestiti. Gli asset finanziari della clientela dovrebbero superare i 300 miliardi di euro.

Lovaglio ha precisato che la fusione sarà completata entro il 2026. I dettagli sul concambio verranno annunciati il 10 marzo, quando i consigli di amministrazione delle due banche si incontreranno tra Siena e Milano. Ma in Borsa la notizia ha fatto scattare un campanello d’allarme: il titolo Mps ha perso il 6,7% chiudendo a 8,3 euro, mentre Mediobanca ha lasciato sul terreno il 6,24%, finendo a 18,47 euro. Gli analisti hanno evidenziato la mancanza di dettagli concreti e la delusione per l’assenza di un buyback extra.

Governo fuori dal gioco, il Tesoro si defila

Sul fronte politico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto a Bloomberg che “il ruolo del governo è finito”. Il dossier Mps, ha sottolineato, è stato “gestito con successo” dall’attuale esecutivo, ereditandolo da chi c’era prima. Il Tesoro resta con una quota del 4,9%, ma “troppo piccola per influenzare la governance”, ha spiegato Meloni. Per questo, il Ministero dell’Economia non sarà coinvolto nella nomina del nuovo consiglio d’amministrazione, prevista per aprile.

Il consiglio uscente sta preparando una lista di candidati, che dovrebbe essere pronta tra domenica e lunedì. Nel frattempo, le opposizioni, soprattutto Pd e Movimento 5 Stelle, hanno criticato la premier per le sue “uscite improvvide a mercati aperti”, considerate fuori luogo in un momento delicato.

Tagli, investimenti e nuova organizzazione

Il piano punta a realizzare 700 milioni di sinergie grazie a una struttura più snella, divisa in cinque aree: banca commerciale, credito al consumo, gestione del risparmio, private banking e investment banking. L’obiettivo è portare i ricavi a 9,5 miliardi di euro entro il 2030, mettendo a frutto le reti e le competenze di entrambi i gruppi.

Sul fronte degli investimenti, sono previsti un miliardo di euro per la digitalizzazione e l’assunzione di mille nuovi dipendenti, soprattutto in ruoli commerciali. Lovaglio ha spiegato che “tecnologia e rigore sui costi” permetteranno di abbassare il rapporto costi-ricavi dal 46% al 38%. Il patrimonio Cet1 è previsto al 16%, assicurando “flessibilità strategica” e risorse per cogliere occasioni in Italia e all’estero.

Generali e il valore di una partecipazione strategica

Tra i punti chiave c’è anche la partecipazione in Generali, che rimarrà a Piazzetta Cuccia con il 13%. Lovaglio ha spiegato che questa scelta “offre diversificazione e stabilità negli utili del gruppo” ed è una riserva importante di capitale. Il contributo di Generali agli utili dovrebbe salire da 0,6 a 0,8 miliardi entro il 2030.

Per trattenere i manager di Mediobanca e unire le reti di Widiba e Mediobanca Premier, Mps investirà tra i 60 e i 70 milioni. L’obiettivo è crescere da 1.300 a 1.750 promotori finanziari nei prossimi cinque anni.

Mercati cauti, il futuro resta da scrivere

Morgan Stanley si è mostrata prudente sui target a lungo termine e sulle difficoltà dell’integrazione. “Mantenere la quota in Generali aiuta a vedere con più chiarezza gli utili e rafforza la solidità nel tempo”, ha detto Lovaglio durante la presentazione. Il piano prevede che tutti gli utili vengano distribuiti agli azionisti: in cinque anni incasseranno l’equivalente del 60% del valore di Borsa della banca.

“Entriamo in una nuova fase, pronti a diventare un attore di primo piano nel settore bancario”, ha concluso Lovaglio. Ma sarà il mercato a decidere se questa trasformazione avrà successo.