Siena, 28 febbraio 2026 – Al cantiere governance di Mps non si ferma il lavoro, nemmeno durante il weekend. Il Comitato nomine della banca senese si è riunito anche oggi, ma il nodo sulla lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione resta ancora da sciogliere. La scadenza si avvicina: la lista deve essere resa pubblica quaranta giorni prima dell’assemblea del 15 aprile, quindi entro il 5 marzo. Nonostante le riunioni serrate e le consultazioni riservate, la tanto attesa fumata bianca tarda ad arrivare.
Comitato nomine in pressing: la rosa dei candidati si assottiglia
Da fonti vicine al dossier arriva la conferma che la lista iniziale di 30 nomi, elaborata con il supporto della società di consulenza Korn Ferry e approvata dal cda il 20 febbraio scorso, deve essere ridotta a venti. Tra i candidati ci sono il presidente uscente Nicola Maione e diversi degli attuali quindici consiglieri. Non mancano volti nuovi e di peso: spuntano, tra le prime indiscrezioni, nomi come Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Massimo Caputi, Carlo Vivaldi e Paolo Boccardelli.
Il Comitato nomine – formato da quattro consiglieri più il presidente Domenico Lombardi – continua a lavorare a ritmo serrato. Non si esclude una nuova riunione già domenica, mentre il cda, che avrà l’ultima parola sulle candidature, non è ancora stato convocato ufficialmente. “Stiamo cercando di garantire la massima trasparenza e competenza nella scelta”, ha spiegato una fonte interna alla banca.
Il governo si tira fuori, ma restano le liste di minoranza
Sul fronte politico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che il governo non metterà bocca sulla nomina dei nuovi organi di Mps. “Con una quota residua del 4,9% non abbiamo margini per influire sulla governance”, ha detto Meloni incontrando la stampa a Palazzo Chigi. Una posizione che segna un cambio netto rispetto al passato, quando la presenza pubblica nell’azionariato pesava molto di più.
Resta però la possibilità per i soci con almeno l’1% del capitale di presentare liste di minoranza. Il termine scade 21 giorni prima dell’assemblea, quindi il 24 marzo. In questo quadro si attendono anche le mosse di Assogestioni, che attualmente conta tre consiglieri nel board e potrebbe decidere di schierare una propria lista.
Lovaglio verso la conferma, ma il gioco non è chiuso
Tra le poche certezze che emergono in queste ore c’è la probabile riconferma dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio nella lista del cda. Alcuni giornali nazionali hanno ipotizzato che Lovaglio possa addirittura guidare una lista di minoranza, ma fonti vicine al consiglio considerano questa ipotesi poco probabile. “Lovaglio ha fatto bene in un momento complicato”, racconta un consigliere uscente, “e la sua esperienza sarà ancora preziosa”.
Resta da vedere come si chiuderà la composizione del nuovo board e se ci saranno sorprese dell’ultimo minuto. La partita è ancora aperta: tra incontri riservati e pressioni incrociate, solo l’ufficializzazione della lista farà calare il sipario sulle speculazioni.
Si attende il cda decisivo: si gioca sul filo del tempo
Il prossimo passo sarà la convocazione del cda, attesa tra domenica e lunedì. Da quel momento la lista dei candidati sarà depositata e resa pubblica, rispettando i tempi dello statuto. Intanto, a Siena, l’attesa si fa sentire. Nei corridoi della storica sede di Rocca Salimbeni si respira un mix di cautela e tensione. “È un momento delicato”, ammette un funzionario uscendo dagli uffici nel tardo pomeriggio. “Tutti sanno che questa scelta condizionerà il futuro di Mps”.
Nei prossimi giorni si capirà se il lavoro del Comitato nomine porterà a un accordo condiviso o se spunteranno nuove fratture nell’azionariato. Per ora resta solo l’attesa – e qualche telefonata riservata che, anche nel fine settimana, continua a muovere le pedine della governance senese.
