Nuove scoperte nel sangue: le chiavi segrete della longevità

Nuove scoperte nel sangue: le chiavi segrete della longevità

Nuove scoperte nel sangue: le chiavi segrete della longevità

Giada Liguori

Febbraio 28, 2026

Durham, 28 febbraio 2026 – Nel sangue degli anziani sono stati trovati piccoli filamenti di Rna, chiamati piRna, che potrebbero cambiare le carte in tavola nella previsione della longevità. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Aging Cell, guidato da Virginia Byers Kraus del Duke Molecular Physiology Institute. Analizzando il sangue di 1.271 persone over 71, i ricercatori hanno scoperto che la presenza di certi piRna permette di prevedere con precisione la probabilità di sopravvivere nei due anni successivi.

piRna: il nuovo segnale per capire chi resiste al tempo

Come spiega Kraus, la combinazione di pochi piRna si è rivelata “il miglior indicatore della sopravvivenza a due anni negli anziani, più dell’età, dello stile di vita o di qualsiasi altro parametro sanitario esaminato”. Un risultato che ha stupito il team, soprattutto per la semplicità del metodo: “Questo segnale potente arriva da un semplice esame del sangue”, ha detto la ricercatrice durante la conferenza stampa a Durham, Carolina del Nord.

I piRna sono una forma ancora poco conosciuta di Rna, che sembrano avere un ruolo nella produzione delle cellule del sistema immunitario. Il loro funzionamento resta in parte un mistero. Eppure, incrociando centinaia di dati biologici con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, il gruppo ha isolato sei tipi di piRna strettamente legati alla sopravvivenza.

Quando meno è meglio: i livelli di piRna che contano

Avere bassi livelli di alcuni piRna è un segnale positivo”, ha spiegato Kraus ai microfoni della Duke University. “Se invece sono alti, potrebbe indicare che qualcosa nell’organismo non va”. Un dettaglio che apre nuovi orizzonti: capire perché questi livelli cambiano potrebbe portare a terapie per un invecchiamento più sano.

Il gruppo ha lavorato su dati raccolti tra il 2015 e il 2022, coinvolgendo anziani di diverse contee degli Stati Uniti. I campioni sono stati analizzati nei laboratori del Duke Molecular Physiology Institute, dove tra provette e computer si è cercato il filo rosso che collega biologia molecolare e statistiche predittive.

Test del sangue per prevedere il futuro

Se confermata, questa scoperta potrebbe portare a test del sangue in grado di stimare il rischio di sopravvivenza a breve termine negli anziani. “Stiamo solo iniziando a capire quanto siano potenti questi filamenti”, ha ammesso Kraus. “Ma questa ricerca suggerisce che presto potremo valutare il rischio di sopravvivenza con un esame semplice e poco invasivo”.

Al momento, però, i ricercatori invitano alla prudenza: servono ancora studi per capire come i piRna influenzano l’invecchiamento e per valutare se i risultati si possano usare in clinica. La comunità scientifica però guarda con attenzione a questi dati. Per il professor Giovanni Pellegrini, biologo molecolare dell’Università di Bologna non coinvolto nello studio, “è un passo avanti importante nella medicina personalizzata per gli anziani”.

Il futuro della ricerca sui piRna

Nei prossimi mesi, il team di Kraus vuole allargare l’analisi a gruppi più numerosi e diversi, anche fuori dagli Stati Uniti. L’obiettivo è capire se la relazione tra piRna e longevità vale anche in altri luoghi e culture. Solo allora, dicono i ricercatori, si potrà pensare a un’applicazione su larga scala.

Intanto, nei laboratori del Duke Molecular Physiology Institute si continua a indagare sul ruolo dei piRna nel sangue umano. Una sfida che potrebbe cambiare il modo di affrontare l’invecchiamento e la prevenzione delle malattie legate all’età.