Opec+ valuta un possibile aumento della produzione dopo le tensioni in Iran

Opec+ valuta un possibile aumento della produzione dopo le tensioni in Iran

Opec+ valuta un possibile aumento della produzione dopo le tensioni in Iran

Giada Liguori

Febbraio 28, 2026

Vienna, 28 febbraio 2026 – L’attacco all’Iran delle ultime ore rischia di cambiare le carte in tavola per l’Opec+, che domani si riunisce in videoconferenza per decidere il futuro della produzione di petrolio. L’incontro, previsto come ogni inizio mese, stavolta assume un peso diverso. Secondo un delegato citato da Bloomberg, i principali paesi dell’organizzazione – Arabia Saudita, Russia, Iraq ed Emirati Arabi Uniti – stanno considerando un aumento della produzione più alto del previsto.

Opec+ a un bivio sulla produzione

Fino a pochi giorni fa, gli esperti si aspettavano un aumento graduale della produzione da aprile, dopo tre mesi di stallo. Ma la nuova crisi internazionale potrebbe cambiare i piani. “La situazione è fluida, bisogna capire bene come le tensioni sull’Iran influiranno”, ha detto una fonte vicina ai negoziati. Un aumento più deciso della produzione non è escluso, ma la parola finale arriverà solo a fine riunione.

Petrolio ai massimi da sette mesi

Ieri, la paura che il conflitto si allarghi ha fatto volare i prezzi del petrolio ai livelli più alti da sette mesi. A Londra, il barile ha superato i 73 dollari, con un balzo netto rispetto alle ultime settimane. Gli operatori seguono con attenzione ogni mossa dei grandi esportatori. “C’è molta incertezza, ogni notizia può cambiare gli equilibri”, spiega un trader della City. Intanto, Arabia Saudita e altri produttori – compreso l’Iran – hanno accelerato le esportazioni negli ultimi giorni, secondo i dati delle agenzie specializzate.

L’Arabia Saudita prende il timone

L’Arabia Saudita, leader di fatto dell’Opec, è ancora una volta al centro delle decisioni. Già l’anno scorso, dopo i raid Usa sugli impianti nucleari iraniani, Riad aveva aumentato temporaneamente la produzione per calmare i mercati. “La stabilità è la priorità”, ha detto un funzionario saudita che ha preferito restare anonimo. Ora il timore è che nuove tensioni spingano ancora più su i prezzi, con effetti pesanti per le economie che importano petrolio.

Russia e le incognite geopolitiche

Non solo Medio Oriente. Anche la Russia, altro protagonista chiave dell’Opec+, segue con attenzione gli sviluppi. Finora Mosca ha mantenuto un atteggiamento prudente sulle quote, ma fonti diplomatiche dicono che potrebbe appoggiare un aumento per evitare scossoni troppo forti nei mercati globali. “Serve equilibrio tra domanda e offerta”, ha ricordato un portavoce del ministero dell’Energia russo. Nel frattempo, gli altri membri dell’organizzazione devono trovare un punto d’incontro tra interessi spesso diversi.

Mercati in attesa, scenari divisi

Gli analisti delle grandi banche d’affari sono divisi su cosa accadrà nelle prossime settimane. C’è chi pensa che l’Opec+ manterrà un approccio prudente, limitando gli aumenti per non far saltare i mercati. Altri invece vedono la pressione dei prezzi e il rischio di interruzioni nelle forniture spingere verso scelte più forti. “La volatilità resterà alta fino a quando non si saprà cosa decideranno”, dice un economista di JP Morgan.

Fino a domani, quando si chiuderà la videoconferenza dell’Opec+, i mercati restano in sospeso. Solo allora si capirà se la crisi iraniana segnerà davvero una svolta nella politica petrolifera mondiale.