Roma, 28 febbraio 2026 – Da ieri sera alle 21 è in corso lo sciopero del trasporto ferroviario promosso dai sindacati Sgb e Cub Trasporti, che si concluderà alle 20.59 di oggi. La protesta coinvolge tutta la rete nazionale e arriva in un giorno particolare: non essendo feriale, non ci sono le solite fasce di garanzia per i viaggiatori. Un dettaglio che, fin dalle prime ore, ha creato disagi e confusione nelle principali stazioni italiane.
Sciopero treni, notti complicate e orari da tenere d’occhio
La mobilitazione, partita ieri sera alle 21, interessa il personale aderente a Sgb e Cub Trasporti. Nel frattempo, si è concluso alle 5.59 un altro sciopero, quello dell’Usb, iniziato ieri alle 22. Questo sovrapporsi di agitazioni ha reso la notte un vero caos per chi era in viaggio o doveva partire nelle prime ore del mattino.
Secondo le comunicazioni di Trenitalia, oggi “i treni possono subire cancellazioni o variazioni”. Sul sito dell’azienda è disponibile la lista dei treni a media e lunga percorrenza garantiti, ma si raccomanda ai viaggiatori di controllare gli aggiornamenti in tempo reale. “L’agitazione può causare modifiche al servizio anche prima che inizi e dopo che finisca”, spiegano. Un messaggio che, a Roma Termini e Milano Centrale, viene diffuso dagli altoparlanti ogni venti minuti.
Sciopero senza fasce di garanzia: cosa significa per chi viaggia
La particolarità di oggi è proprio l’assenza delle fasce orarie protette, che nei giorni feriali assicurano almeno un servizio minimo per i pendolari. Così, chi aveva in programma un viaggio si è trovato senza certezze. “Non sapevo che oggi non ci fossero le fasce garantite”, racconta Marco, 34 anni, in attesa alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. “Avevo un appuntamento importante a Bologna e ora non so se riuscirò ad arrivare”.
Chi decide di rinunciare al viaggio può chiedere il rimborso del biglietto. Le regole cambiano a seconda del treno: per Intercity e Frecce la richiesta va fatta entro l’orario di partenza previsto; per i treni regionali invece fino alle 24 del giorno prima dello sciopero. In alternativa, si può riprogrammare il viaggio “a condizioni simili”, se ci sono posti disponibili.
Treni in corsa e gestione delle emergenze
Poco noto ai più è come vengono gestiti i treni già in viaggio quando scatta lo sciopero. Le disposizioni di Trenitalia dicono che se l’arrivo è previsto entro un’ora dall’inizio della protesta, il convoglio arriva comunque a destinazione. Se invece il viaggio supera quel limite, il treno può fermarsi prima, in una stazione intermedia. “Abbiamo ricevuto istruzioni precise”, spiega un capotreno a Napoli Centrale, “ma ogni caso viene valutato sul momento”.
Nelle stazioni più grandi si sono viste lunghe file agli sportelli informazioni e ai bar. Alcuni passeggeri hanno atteso aggiornamenti sulle panchine, altri hanno cercato strade alternative: autobus a lunga percorrenza o car sharing tra sconosciuti. “Ho trovato un passaggio grazie a un gruppo Telegram”, racconta Giulia, studentessa diretta a Torino.
Le ragioni della protesta e cosa aspettarsi
I sindacati alla base dello sciopero chiedono miglioramenti sulla sicurezza sul lavoro e il rinnovo dei contratti. “Vogliamo condizioni di lavoro più dignitose e veri investimenti sulla sicurezza”, dice il portavoce di Sgb in una nota. Al momento non sono previsti nuovi incontri tra le parti.
Per oggi la raccomandazione è di seguire gli aggiornamenti sui siti ufficiali delle ferrovie e pensare a soluzioni alternative. La situazione dovrebbe tornare normale solo dopo le 21 di questa sera, ma – avvertono le fonti sindacali – “i disagi potrebbero continuare anche dopo la fine dello sciopero”.
