Roma, 28 febbraio 2026 – L’auto resta il mezzo preferito dagli italiani, usata per più del 60% degli spostamenti quotidiani. Ma cresce chi sceglie di muoversi a piedi o con i mezzi pubblici. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Consumers’ Forum, un organismo indipendente che riunisce associazioni di consumatori, imprese e categorie del settore. I dati, aggiornati al 2025, mostrano un’Italia che cambia abitudini, anche se lentamente.
Auto ancora al comando, ma cresce la mobilità sostenibile
Nel 2025, più di 40 milioni di italiani escono ogni giorno di casa per lavoro, scuola o commissioni. Gli spostamenti quotidiani hanno raggiunto quota 102,7 milioni, con una media di oltre 2,5 movimenti a testa. Chi guida l’orchestra è sempre l’automobile: “Più del 60% degli spostamenti avviene su quattro ruote”, spiega un portavoce di Consumers’ Forum.
Eppure, qualcosa si sta muovendo. Il 9% dei viaggi avviene con i mezzi pubblici – autobus, tram, metropolitane –, mentre oltre il 20% degli italiani si sposta a piedi. “Rispetto a dieci anni fa, la mobilità sostenibile è cresciuta molto”, sottolinea l’organizzazione. Nel 2015, solo il 27,6% degli spostamenti era “green” (a piedi, in bici o con i mezzi pubblici); nel 2025 la quota è salita al 34,7%. In pratica, oggi uno spostamento su tre avviene con mezzi a basso impatto sull’ambiente.
Distanze più brevi, meno chilometri percorsi
Un dato interessante riguarda la distanza media percorsa ogni giorno dagli italiani. Nel 2015, ogni persona copriva in media 36,1 chilometri al giorno. Dieci anni dopo, nel 2025, la distanza è scesa a 23,3 chilometri, con un calo netto del 35,4%. “Ci si muove meno lontano rispetto al passato”, spiegano gli analisti. La diffusione dello smart working e la riorganizzazione della vita quotidiana dopo la pandemia hanno giocato un ruolo importante.
Insieme a questo, il numero totale degli spostamenti giornalieri è calato del 4,1% rispetto al 2015. Un segnale di cambiamento nelle abitudini: “Molti hanno imparato a concentrare più attività in un unico viaggio o a ridurre gli spostamenti non indispensabili”, osserva una rappresentante delle associazioni dei consumatori.
Il dietro le quinte del cambiamento: lavoro agile e nuove priorità
Dietro questi numeri ci sono cambiamenti sociali importanti. Il lavoro agile ha ridotto la necessità di spostamenti lunghi tra casa e ufficio. Allo stesso tempo, l’attenzione all’ambiente e al bilancio familiare ha spinto molti verso soluzioni più economiche e sostenibili. “Non è solo una questione di traffico o costi – racconta un pendolare romano alla stazione Tiburtina – ormai cerco di camminare quando posso, anche per sentirmi meglio”.
Le città provano a stare al passo: nuove piste ciclabili, zone pedonali e servizi di sharing sono sempre più diffusi. Ma la strada per una mobilità davvero sostenibile è ancora lunga. “L’auto resta fondamentale soprattutto fuori dalle grandi città”, ammette un dirigente di una società di trasporti pubblici.
Cosa ci aspetta: incentivi e infrastrutture da migliorare
Guardando al futuro, le associazioni chiedono investimenti mirati su infrastrutture e mezzi pubblici più affidabili. “Serve un salto di qualità nei collegamenti e nei servizi”, dice Consumers’ Forum. Solo così si potrà davvero ridurre la dipendenza dall’auto privata.
Intanto i numeri raccontano una realtà in movimento: gli italiani si spostano meno e scelgono più spesso modi di trasporto sostenibili, ma l’auto resta protagonista. Un equilibrio delicato, che nei prossimi anni potrebbe cambiare ancora, spinto da nuove tecnologie e politiche ambientali.
