Tel Aviv, 28 febbraio 2026 – Una serie di esplosioni e le sirene d’allarme hanno spezzato la calma di questa mattina a Tel Aviv. Intorno alle 9.45 locali, diverse detonazioni si sono propagate in vari quartieri della città. Secondo testimoni sul posto, compresi gli inviati dell’ANSA, la gente si è precipitata nei rifugi antiaerei mentre le autorità confermavano l’allerta.
Sirene, fuga e tensione in strada
Le sirene sono partite poco prima delle 10, colte di sorpresa da chi era già in giro o seduto in un bar. In pochi attimi, le strade si sono svuotate. Chi si trovava vicino a Rothschild Boulevard ha visto persone correre verso i palazzi, qualcuno con il cellulare in mano, altri che tenevano i bambini stretti. “Abbiamo sentito un boato, poi un altro subito dopo. Non capivamo se fosse vicino o lontano”, racconta una commessa di un negozio in zona Dizengoff.
Cosa è successo: Iron Dome in azione
Le prime ricostruzioni della polizia israeliana parlano di un intervento del sistema di difesa Iron Dome. Sarebbe stato attivato per intercettare alcuni razzi lanciati verso la città. Al momento non ci sono notizie ufficiali di feriti o danni agli edifici. “Stiamo controllando la situazione, invitiamo tutti a restare nei rifugi fino a nuovo avviso”, ha detto un portavoce del comune di Tel Aviv subito dopo l’allarme.
Una regione sempre più sul filo del rasoio
L’episodio arriva in un momento di crescente tensione tra Israele e le milizie della Striscia di Gaza. Negli ultimi giorni i razzi verso il territorio israeliano si sono moltiplicati, con almeno tre casi simili solo nell’ultimo mese. L’esercito avverte che “ogni attacco avrà una risposta adeguata”, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha convocato d’urgenza i vertici della sicurezza nazionale.
La città si ferma, ma la vita continua
La routine di Tel Aviv si è bloccata per circa mezz’ora. Scuole e uffici hanno sospeso le attività, i mezzi pubblici hanno subito ritardi. Un tassista fermo all’incrocio tra Allenby e King George racconta: “Non è la prima volta che succede, ma ogni volta sembra la prima. La gente si spaventa, qualcuno scoppia a piangere”. Nei supermercati del nord città, alcune famiglie hanno deciso di tornare a casa senza finire la spesa.
Controlli e messaggi dalle autorità
La polizia sta facendo accertamenti nelle zone dove si sono sentiti i boati. Per ora, secondo le forze dell’ordine, non ci sono feriti né danni gravi. I vigili del fuoco stanno verificando alcuni palazzi per escludere incendi o frammenti pericolosi. Il portavoce dell’esercito ha ribadito che “la situazione è sotto controllo” e invita tutti a seguire solo le comunicazioni ufficiali.
L’eco internazionale e le prossime mosse
La notizia si è diffusa rapidamente anche sui media internazionali. L’ambasciata americana a Tel Aviv ha lanciato un avviso ai cittadini statunitensi, consigliando prudenza e di seguire le indicazioni delle autorità locali. Intanto, la comunità diplomatica aspetta nuovi dettagli sull’attacco e su come potrebbe influire sui rapporti tra Israele e i Paesi vicini.
In attesa di chiarimenti, la città prova a tornare alla normalità. Ma il clima resta carico di tensione. “Viviamo così da anni – confida un abitante di lunga data – ma ogni volta speriamo che sia l’ultima”.
