Cinturrino cambia avvocato: la reazione dopo le scuse e il messaggio dal carcere che ha infastidito la famiglia della vittima di Rogoredo

Cinturrino cambia avvocato: la reazione dopo le scuse e il messaggio dal carcere che ha infastidito la famiglia della vittima di Rogoredo

Cinturrino cambia avvocato: la reazione dopo le scuse e il messaggio dal carcere che ha infastidito la famiglia della vittima di Rogoredo

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Milano, 1 marzo 2026 – Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia di Stato in carcere per l’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri avvenuto il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, ha deciso di cambiare difensore. Nelle ultime ore ha revocato il mandato al suo storico avvocato, Piero Porciani. La notizia è arrivata sabato mattina, con una comunicazione ufficiale dal carcere di San Vittore. Al momento non si conosce ancora il nome del nuovo legale né le ragioni precise di questa scelta.

Cinturrino cambia difesa a sorpresa

La mossa arriva a pochi giorni dal ricorso presentato al Tribunale del Riesame da Porciani, che chiedeva la scarcerazione di Cinturrino o, in alternativa, gli arresti domiciliari. Sembrava un segnale di fiducia tra assistito e legale, ma qualcosa è saltato. Fonti vicine al caso parlano di tensioni crescenti sulla strategia difensiva e sulle modalità di comunicazione adottate nelle ultime settimane.

Porciani, contattato nel pomeriggio, ha preferito non rilasciare commenti: “Non posso dire nulla in questa fase”, ha risposto secco. Intanto, la famiglia di Mansouri – assistita dagli avvocati Luca Gatti e Samira Benali – ha manifestato “sconcerto” per alcune dichiarazioni recenti dell’ex legale di Cinturrino.

Le scuse alla Polizia e il biglietto dal carcere

Dopo l’arresto, era stato proprio Porciani a riportare le prime parole di rammarico di Cinturrino. L’agente aveva chiesto scusa alla Polizia di Stato per il danno d’immagine causato dall’episodio di Rogoredo. Ma non c’è stato alcun riferimento diretto alla famiglia di Abderrahim Mansouri, il 35enne marocchino ucciso con un colpo di pistola durante un intervento nel noto boschetto dello spaccio.

Qualche giorno più tardi, sempre tramite Porciani, è stato diffuso un biglietto scritto a mano da Cinturrino, indirizzato all’opinione pubblica. Sul foglio, scritto in stampatello, l’agente definiva quanto successo un “errore”. Parola che ha scatenato la reazione dei familiari di Mansouri: “Non si può parlare di errore quando si toglie la vita a una persona”, hanno ribadito i loro legali in una nota diffusa lunedì scorso.

Famiglia Mansouri: “Manca un gesto umano”

La gestione della comunicazione da parte della difesa – con scuse rivolte solo all’istituzione e dichiarazioni affidate a biglietti dal carcere – ha irritato profondamente la famiglia Mansouri. “Ci aspettavamo almeno un gesto umano verso di noi”, ha detto l’avvocato Benali davanti al Palazzo di Giustizia. Ma la sensazione è stata quella di un muro sempre più alto tra le parti.

Da fonti giudiziarie filtrano indiscrezioni: proprio queste tensioni potrebbero aver spinto Cinturrino a cambiare avvocato. Il momento è delicato. La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, aspetta l’esito del ricorso al Riesame e sta esaminando nuovi elementi emersi nelle ultime settimane.

Un caso che scuote la città e la Polizia

L’omicidio di Rogoredo ha lasciato il segno non solo nella comunità marocchina di Milano, ma anche dentro la stessa Polizia di Stato. Il questore Giuseppe Petronzi, nei giorni dopo l’arresto di Cinturrino, aveva parlato di “ferita aperta” per tutto il corpo. La vicenda ha riacceso il dibattito su come si gestiscono gli interventi nelle zone più difficili della città e sulle condizioni in cui lavorano gli agenti impegnati nel contrasto allo spaccio.

Nel frattempo, la tensione resta alta. Il nuovo legale di Cinturrino dovrà decidere se mantenere la linea già seguita o imprimere una svolta nella difesa. Solo allora si potrà capire che piega prenderà il processo e quale sarà il futuro dell’assistente capo, mentre Rogoredo e tutta Milano restano con il fiato sospeso.