Fulminacci conquista il Premio della Critica Mia Martini

Fulminacci conquista il Premio della Critica Mia Martini

Fulminacci conquista il Premio della Critica Mia Martini

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Sanremo, 1 marzo 2026 – Fulminacci si aggiudica il Premio della Critica Mia Martini con il brano “Stupida sfortuna”. Il riconoscimento, assegnato dalla Sala Stampa del Roof dell’Ariston, è arrivato nella tarda serata di ieri, poco dopo le 23, quando la direzione artistica ha reso noti i risultati delle votazioni dei giornalisti accreditati al Festival di Sanremo 2026. Un premio che spesso anticipa o affianca il giudizio del pubblico, e che quest’anno ha raccolto un consenso molto netto tra i cronisti presenti.

Premio della Critica Mia Martini: un premio che conta davvero

Il Premio della Critica Mia Martini è uno dei momenti più attesi del Festival, soprattutto per chi lavora dietro le quinte. Nato nel 1982 e intitolato a Mia Martini dal 1996, viene assegnato ogni anno dalla stampa specializzata che segue la kermesse dalla sala stampa del Roof dell’Ariston. Quest’anno, secondo gli organizzatori, la partecipazione è stata alta: oltre 150 schede scrutinate, con una netta preferenza per Fulminacci. “È un premio che sentiamo molto nostro – ha detto una giornalista di Radio Italia – perché ci permette di valorizzare la scrittura e l’originalità, al di là delle logiche televisive”.

“Stupida sfortuna”: il brano che ha conquistato tutti

“Stupida sfortuna”, presentato da Fulminacci nella seconda serata del Festival, ha colpito per il suo testo semplice e la melodia che richiama la tradizione dei cantautori italiani. La canzone, tra ironia e malinconia, racconta piccoli incidenti quotidiani e sentimentali con uno sguardo disincantato. “Ho scritto questa canzone pensando a tutte le volte in cui ci sentiamo vittime di coincidenze – ha spiegato Fulminacci in conferenza stampa – ma poi ci accorgiamo che forse siamo noi a cercarle”. Al Teatro Ariston il brano ha ricevuto un lungo applauso, mentre sui social si sono moltiplicati i commenti positivi. “È una canzone che ti resta in testa”, ha scritto un utente su X (ex Twitter), e molti hanno apprezzato la capacità dell’artista romano di raccontare “senza retorica”.

Fulminacci: una carriera in ascesa

Nato a Roma nel 1997, Fulminacci, nome d’arte di Filippo Uttinacci, è ormai una delle voci più interessanti della scena italiana. Dopo il debutto nel 2019 con l’album “La vita veramente”, premiato con la Targa Tenco come miglior opera prima, ha raccolto consensi da critica e pubblico. Nel 2021 ha già calcato il palco dell’Ariston tra le Nuove Proposte, arrivando in finale. “Sanremo è sempre una sfida – ha ammesso ieri sera – ma anche un’occasione per mettersi in gioco davanti a un pubblico diverso”. Il Premio della Critica si aggiunge a riconoscimenti importanti come il Premio MEI e il Premio Lunezia.

Sala Stampa e artisti: applausi per Fulminacci

La proclamazione di Fulminacci ha scatenato applausi nella sala stampa del Roof. Molti colleghi hanno sottolineato come la scelta sia un segnale chiaro di attenzione verso la scrittura, mentre altri hanno ricordato che il Premio Mia Martini spesso anticipa tendenze poi confermate dal mercato discografico. Tra gli artisti in gara non sono mancati i complimenti. “Se lo merita – ha detto Diodato – perché sa raccontare cose difficili con leggerezza”. Anche la direzione artistica del Festival, guidata da Amadeus, ha espresso soddisfazione per il risultato.

Sanremo 2026: tradizione e novità in equilibrio

Il Festival di Sanremo 2026 si sta giocando su un equilibrio tra tradizione e novità. Oltre al Premio della Critica andato a Fulminacci, la gara vede in testa nomi noti ma anche diverse sorprese tra i giovani. La finale è attesa per sabato sera, con il teatro che si preannuncia gremito e una copertura mediatica senza precedenti. “C’è voglia di musica vera”, ha commentato un tecnico Rai dietro le quinte, mentre fuori dall’Ariston i fan continuano ad affollare via Matteotti in cerca di autografi e selfie.

In attesa del verdetto finale, il Premio della Critica Mia Martini conferma ancora una volta il ruolo centrale della stampa nel raccontare e indirizzare la musica del Paese. E per Fulminacci, questa “stupida sfortuna” sembra essersi trasformata – almeno per una notte – in una vera fortuna.