Ghiaccio secco e cuore bruciato: la verità della cardiochirurga Farina sui medici di Bolzano

Ghiaccio secco e cuore bruciato: la verità della cardiochirurga Farina sui medici di Bolzano

Ghiaccio secco e cuore bruciato: la verità della cardiochirurga Farina sui medici di Bolzano

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Napoli, 1 marzo 2026 – La cardiochirurga Gabriella Farina, sospesa dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, due anni, il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli, rompe il silenzio e risponde alle accuse. Attraverso i suoi avvocati, Dario Gagliano e Anna Ziccardi, punta il dito contro il personale dell’ospedale di Bolzano, dove il cuore destinato al trapianto era stato espiantato. Al centro della polemica c’è la presenza di ghiaccio secco nel contenitore usato per trasportare l’organo, materiale che, secondo la difesa, sarebbe stato fornito proprio dallo staff altoatesino.

Farina: “Il ghiaccio secco? Non l’ho scelto io”

Nella nota dei legali si legge che «fa specie come non venga minimamente considerata la posizione del personale di sala che, su richiesta di ghiaccio per il trasporto dell’organo, avrebbe consegnato un prodotto completamente diverso: anidride carbonica allo stato solido». Il ghiaccio secco, spiegano, «a occhio nudo sembra ghiaccio normale» e il personale di Bolzano avrebbe sottovalutato «i rischi di ustioni» legati a questo materiale. Secondo la ricostruzione della difesa, Farina non ha mai toccato direttamente il ghiaccio: «Era concentrata a finire il confezionamento dell’organo per farlo partire verso Napoli nel minor tempo possibile».

Sospensioni e clima teso al Monaldi

Intanto, l’Azienda dei Colli ha sospeso Farina per un mese a scopo cautelativo. Per il primario Guido Oppido, che il 23 dicembre aveva impiantato il cuore danneggiato, la misura è più dura: sospensione dall’incarico e stop allo stipendio fino alla conclusione del procedimento penale. In ospedale si respira un’aria tesa. Alcuni infermieri, in chat interne finite agli atti, hanno raccontato lo stupore e la confusione davanti al contenitore con il cuore “bruciato”. «Un casino», avrebbe scritto uno di loro. Solo allora, forse, si è capito l’errore.

La difesa: niente disorganizzazione da parte dell’équipe napoletana

Gli avvocati di Farina respingono con forza l’idea che l’équipe napoletana fosse impreparata o disorganizzata. «Dipingerli come sprovveduti è ingiusto», si legge nel comunicato. «Soprattutto se messi a confronto con la presunta efficienza dei medici austriaci e dello staff di Bolzano». La difesa invita a mettere da parte «logiche campanilistiche o stereotipi» che potrebbero distorcere il giudizio sulle professionalità coinvolte. Secondo i medici dell’équipe di Innsbruck, presenti all’espianto, «a parte qualche incomprensione iniziale, tutto si è svolto in un clima tranquillo e nel rispetto dei protocolli».

Il nodo del contenitore e delle procedure

Un altro punto chiave riguarda il contenitore usato per il trasporto del cuore. I legali di Farina assicurano che era «in regola con le norme» e che i medici che hanno fatto l’espianto «non erano stati avvisati dell’esistenza di contenitori più moderni». La procedura seguita sarebbe stata quella consolidata da anni. Le foto diffuse online, con un frigorifero dell’ospedale di Bolzano etichettato “ghiaccio secco”, sarebbero «fuorvianti». Lascierebbero pensare che Farina non avesse letto l’etichetta, ma in realtà, spiegano, la chirurga non ha mai avuto accesso diretto al materiale refrigerante.

Indagini e scontro sulla perizia

Sul fronte giudiziario, la vicenda si complica. L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, ha annunciato che chiederà la ricusazione del cardiochirurgo Mauro Rinaldi dal collegio dei periti scelti dal gip per l’incidente probatorio. Il motivo? Rinaldi avrebbe parlato pubblicamente dei fatti prima di ricevere l’incarico ed è coautore di uno studio scientifico con uno degli indagati. «Così si perde la garanzia di imparzialità», ha detto Petruzzi. Inoltre, ha segnalato presunte discrepanze nella cartella clinica di Domenico che, a suo avviso, potrebbero configurare un falso. La Procura di Napoli, per ora, procede solo per omicidio colposo.

Una tragedia che lascia molte domande

Resta ancora un mistero come sia finito il ghiaccio secco nel contenitore del cuore e chi abbia davvero gestito quella fase delicata. Le indagini vanno avanti tra sospensioni, accuse incrociate e un clima di forte tensione nei reparti coinvolti. Sullo sfondo, il dolore della famiglia Caliendo e una comunità medica chiamata a fare chiarezza su una tragedia che ha scosso profondamente l’opinione pubblica.