Hamas in lutto per Khamenei, vittima di un attacco terribile

Hamas in lutto per Khamenei, vittima di un attacco terribile

Hamas in lutto per Khamenei, vittima di un attacco terribile

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Roma, 1 marzo 2026 – Hamas ha annunciato la morte di Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, definendo l’accaduto “un attacco abominevole” in un comunicato diffuso nella notte tra venerdì e sabato. La notizia, confermata dalle principali agenzie internazionali, ha scosso il Medio Oriente, già in bilico a causa delle tensioni crescenti delle ultime settimane.

Hamas: il cordoglio e la condanna

Poco dopo le 23, ora italiana, Hamas ha espresso “profondo cordoglio” per la scomparsa di Khamenei, sottolineando il suo ruolo chiave nel sostenere “la resistenza palestinese contro l’occupazione”. Nel comunicato firmato dal portavoce Abu Obeida si parla di “un attacco abominevole che colpisce non solo la Repubblica Islamica, ma tutti i popoli oppressi della regione”. Nessun dettaglio sull’attacco, solo un chiaro riferimento a “forze ostili all’Islam e alla libertà dei popoli”.

Il clima infuocato tra Iran e Israele

La morte di Khamenei arriva in un momento di forte tensione tra Iran e Israele, con scambi di accuse e minacce che si sono fatti più frequenti dopo gli ultimi raid su Gaza e Siria. Fonti diplomatiche europee raccontano di movimenti insoliti nelle basi militari iraniane vicino a Teheran nelle ultime 48 ore. “La situazione era già tesa, ma nessuno immaginava un colpo del genere”, confida un funzionario Ue, che preferisce restare anonimo.

Le prime notizie sull’attacco

Le autorità iraniane non hanno ancora fornito una versione ufficiale, ma dai media locali emergono i primi dettagli: Khamenei sarebbe stato colpito nella sua residenza di Teheran intorno alle 20.30 locali. Testimoni parlano di “forti esplosioni” e di un massiccio dispiegamento delle forze di sicurezza nel quartiere Jamaran. Poco dopo le 21, la tv di Stato ha interrotto la programmazione normale, trasmettendo immagini di lutto e messaggi di cordoglio da parte di esponenti religiosi e politici.

Reazioni nel mondo e paura per la stabilità

La notizia ha fatto subito il giro del mondo. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso “vicinanza al popolo iraniano”, mentre il Dipartimento di Stato americano ha chiesto calma, mettendo in guardia da “escalation imprevedibili”. In Israele, il premier Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione d’emergenza con i vertici militari. “Seguiamo gli sviluppi con attenzione”, ha detto un portavoce del governo.

Chi era Khamenei e il suo peso nella regione

Ali Khamenei, 86 anni, guidava la Repubblica Islamica dal 1989. Figura centrale nella politica mediorientale, aveva costruito una solida rete di alleanze con gruppi come Hezbollah in Libano e Hamas a Gaza. “Per noi era un punto di riferimento”, racconta Khaled Meshaal, ex leader palestinese. Sotto la sua guida, l’Iran è cresciuto come potenza regionale, spesso in rotta con Stati Uniti e Israele.

L’incertezza che avvolge il futuro dell’Iran

Con la morte di Khamenei, si apre una fase di grande incertezza. Gli esperti dicono che la scelta del nuovo leader potrebbe richiedere settimane, forse mesi. Il Consiglio degli Esperti si riunirà presto per iniziare le consultazioni. “È un momento delicato”, ammette Mehdi Karroubi, esponente riformista iraniano. Nel frattempo, Teheran si stringe nella morsa della sicurezza: strade controllate, voli cancellati, accessi limitati ai siti istituzionali principali.

Hamas: “La lotta continua”

Nel comunicato diffuso nella notte, Hamas ribadisce che “la resistenza non si fermerà”, nonostante la perdita del suo principale alleato. “Il sangue dei nostri martiri non sarà vano”, si legge. Un messaggio forte, che lascia intuire come la morte di Khamenei potrebbe far salire la tensione in una regione già fragile. Intanto, nelle strade di Gaza City, il silenzio pesa: negozi chiusi, poche persone in giro, sguardi incollati ai notiziari. Solo il tempo dirà quale sarà la prossima mossa.