San Diego, 1 marzo 2026 – La portaerei americana USS Abraham Lincoln non ha subito danni né è stata colpita da missili, come invece aveva sostenuto il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nelle scorse ore. A chiarirlo, nella notte, è stato il Comando Centrale degli Stati Uniti (US Central Command), che ha smentito le voci provenienti da Teheran, confermando che la nave continua a operare regolarmente nel Golfo Persico a supporto delle missioni statunitensi nella zona.
Gli Stati Uniti smentiscono l’attacco
Il portavoce del Central Command ha spiegato che nessuno dei missili lanciati ha raggiunto la portaerei. “La USS Abraham Lincoln non è stata colpita. I missili non l’hanno neanche sfiorata. La nave sta continuando a operare per proteggere gli americani”, ha detto, rispondendo direttamente alle affermazioni diffuse poco prima dai media iraniani. In particolare, la tv di Stato di Teheran aveva rilanciato la notizia di un attacco riuscito contro la nave americana, citando fonti militari delle Guardie Rivoluzionarie.
Tensione alta nel Golfo Persico
Questo episodio arriva in un momento di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran nell’area del Golfo. Negli ultimi mesi, la presenza navale americana è stata rafforzata proprio per garantire la sicurezza delle rotte marittime e difendere gli interessi occidentali nella regione. La USS Abraham Lincoln, partita a gennaio dalla base di San Diego, è una delle principali navi della flotta statunitense schierate in zona. A bordo, secondo fonti del Pentagono, ci sono oltre 5.000 militari e decine di velivoli.
La versione iraniana e la replica americana
Ieri sera, il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, generale Ramezan Sharif, aveva detto che “un attacco missilistico coordinato ha colpito una nave americana nel Golfo”, senza però fornire dettagli su danni o vittime. La notizia è stata ripresa da diverse agenzie internazionali, alimentando per alcune ore il timore di un’escalation militare. Solo in tarda serata è arrivata la smentita ufficiale degli Stati Uniti. “Non ci sono stati danni né feriti tra l’equipaggio”, ha ribadito il Central Command in un secondo comunicato.
Le reazioni degli esperti
La vicenda ha subito attirato l’attenzione degli analisti militari. Michael O’Hanlon, esperto di sicurezza alla Brookings Institution, ha detto che “queste dichiarazioni fanno parte di una guerra psicologica che ormai si gioca anche sui social e nei media”. O’Hanlon ha sottolineato come “la presenza della USS Abraham Lincoln nel Golfo sia un segnale chiaro della volontà americana di tenere alta la pressione sull’Iran”. Dall’altra parte, invece, le dichiarazioni iraniane sono viste come un modo per mostrare forza all’opinione pubblica interna.
Situazione sotto controllo, ma l’allerta resta alta
Al momento, dicono fonti della Marina americana, la situazione nel Golfo Persico è sotto controllo. Le operazioni della portaerei proseguono senza intoppi e non sono stati segnalati nuovi incidenti nelle ultime ore. Però il livello di allerta resta alto: “Monitoriamo ogni movimento sospetto nella zona”, ha confidato un ufficiale della Marina contattato da alanews.it. “La sicurezza dell’equipaggio e della nave è la nostra priorità”.
Cosa potrebbe succedere
Sul fronte diplomatico, al momento non ci sono reazioni ufficiali da parte del governo iraniano dopo la smentita americana. Gli osservatori internazionali invitano alla prudenza: “Ogni episodio del genere rischia di scatenare una spirale difficile da fermare”, ha detto una fonte diplomatica europea a Doha. Solo nelle prossime ore si potrà capire se l’episodio avrà conseguenze reali sugli equilibri già fragili della regione.
Intanto, la presenza della USS Abraham Lincoln nel Golfo Persico resta un punto fermo nella strategia americana per la sicurezza dell’area. Ma come spesso accade in questi casi, le notizie sono ancora frammentarie e il clima resta teso.
