Tel Aviv, 1 marzo 2026 – La televisione di Stato iraniana è stata colpita da un attacco informatico venerdì sera, come riportano i principali media israeliani. Intorno alle 20, ora locale, la programmazione del canale nazionale IRIB si è bloccata, lasciando milioni di spettatori davanti a uno schermo nero o a messaggi strani. Le autorità di Teheran hanno confermato il guasto, ma per ora non hanno spiegato cosa sia successo né chi potrebbe esserci dietro.
Attacco in diretta: blackout e messaggi critici
L’attacco alla tv di Stato di Teheran si è verificato durante il telegiornale serale, uno dei momenti più seguiti in Iran. Molti utenti sui social hanno raccontato di blackout improvvisi e di scritte in lingue straniere, con messaggi che criticavano il governo. “Non capivamo cosa stesse succedendo, lo schermo era completamente nero”, ha detto Farhad, che vive a nord di Teheran, contattato subito dopo l’accaduto.
Le autorità iraniane hanno parlato di “problemi tecnici”, ma senza escludere un attacco dall’esterno. Fonti interne all’IRIB, citate dall’agenzia Mehr, hanno detto che “sono in corso accertamenti per capire cosa è successo”. Nessuno ha rivendicato l’azione, ma la notizia ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali.
Reazioni a caldo e prime ipotesi
L’episodio ha scatenato reazioni dentro e fuori dall’Iran. I media israeliani, come Haaretz e Channel 12, hanno rilanciato la notizia, sottolineando che l’attacco arriva in un momento di forte tensione con l’Occidente. Un esperto di cyber-sicurezza intervistato dalla BBC Persian ha ricordato: “Non è la prima volta che gli hacker prendono di mira le infrastrutture mediatiche iraniane”. In passato, attacchi simili erano stati attribuiti a gruppi dissidenti o a operazioni di guerra informatica di Stati rivali.
Sabato pomeriggio, il portavoce del Ministero delle Telecomunicazioni iraniano, Mohammad Javad Azari Jahromi, ha detto che “le squadre tecniche stanno lavorando per riportare tutto alla normalità”. Non sono stati però forniti dettagli su eventuali danni o su possibili furti di dati.
Un quadro di tensioni sempre più alto
L’attacco alla tv di Stato iraniana si inserisce in un contesto già segnato da tensioni nella regione. Negli ultimi mesi, l’Iran è stato preso di mira più volte da attacchi informatici contro infrastrutture critiche: centrali elettriche, ferrovie e siti governativi. A novembre 2025, un episodio simile aveva bloccato per ore il sito del Parlamento iraniano, impedendo l’accesso ai documenti ufficiali.
Secondo gli esperti, i sistemi informatici del governo restano molto vulnerabili. “Gli attacchi diventano sempre più sofisticati e difficili da fermare”, spiega Amir Rashidi, ricercatore al Center for Human Rights in Iran. “Le autorità mettono soldi nella sicurezza digitale, ma spesso inseguono minacce che cambiano continuamente”.
L’effetto sull’opinione pubblica e cosa aspettarsi
Dopo l’attacco, sui social iraniani sono circolate tante teorie e commenti diversi. C’è chi teme per la sicurezza del Paese e chi invece prende in giro la lentezza delle strutture pubbliche. “Se non riescono a proteggere la tv, come faranno con il resto?”, ha scritto un utente su X (ex Twitter), post che è diventato subito virale.
Per ora, la programmazione della televisione di Stato è ripresa solo in parte. Gli osservatori internazionali aspettano di vedere come andranno avanti le indagini. Resta da capire se si è trattato di un gesto dimostrativo o dell’inizio di una nuova escalation nel conflitto digitale che attraversa il Medio Oriente. Intanto, in Iran cresce l’incertezza sulla solidità delle istituzioni e sulla capacità del Paese di fronteggiare minacce sempre più complesse.
