Roma, 1 marzo 2026 – L’intelligenza artificiale è già una realtà nelle fabbriche italiane. A ribadirlo oggi è stato Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria, durante l’evento “IA e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità” organizzato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a Roma. Parlando davanti a imprenditori, sindacalisti e rappresentanti istituzionali, Marchesini non ha nascosto il suo ottimismo: “Sono convinto che migliorerà non solo il lavoro ma la vita di tutti noi”, ha detto dal palco poco dopo le 10.30 nella sala conferenze di via Veneto.
L’intelligenza artificiale: un’opportunità concreta per l’Italia
Per Marchesini, l’IA può rappresentare una grande chance per l’Italia e l’Europa, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione. “È un’occasione importante per mantenere i posti di lavoro che abbiamo finora”, ha sottolineato, aggiungendo che serve “capire come applicarla al meglio”. Il vice presidente di Confindustria ha insistito su un punto chiave, quasi scandendolo: “Cosa dobbiamo fare? Innovazione, innovazione, innovazione”. Tre volte, come per imprimere l’idea nella testa di tutti.
Durante la mattinata, Marchesini ha ascoltato diversi interventi che mettevano in guardia sui rischi legati all’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Ma il suo approccio resta pratico. “Oggi ho sentito parlare più di rischi che di opportunità”, ha ammesso. Poi ha aggiunto: “La forza di questa tecnologia è così grande che non possiamo ignorarla né provare a bloccarla”.
Non fermare l’innovazione, ma aiutarla a crescere
Marchesini ha lanciato un appello a non frenare lo sviluppo dell’IA. “Dobbiamo trovare tutte le strade per sostenerla”, ha detto, ammettendo però che “ci saranno problemi individuali che dovremo affrontare insieme”. Un punto che ha raccolto qualche cenno di consenso tra i rappresentanti delle piccole imprese in sala.
La posizione di Confindustria è chiara: l’innovazione tecnologica non va temuta, ma accompagnata. Solo così – ha fatto capire Marchesini – si possono raccogliere i frutti senza lasciare indietro nessuno. “Dobbiamo spingere sull’applicazione dell’IA”, ha ribadito, ricordando la particolarità del tessuto produttivo italiano.
Formazione: la chiave per non lasciare indietro le piccole imprese
Uno dei nodi fondamentali resta quello della formazione. “L’intelligenza artificiale non sostituisce il lavoro, lo potenzia”, ha spiegato Marchesini. Il riferimento è chiaro: il sistema industriale italiano è fatto soprattutto di piccolissime imprese, spesso con meno di dieci dipendenti. Realtà che rischiano di rimanere escluse se non vengono adeguatamente supportate in questa transizione.
“Lontani dall’ostacolare l’IA, dobbiamo spingerla”, ha ribadito il vice presidente di Confindustria. Ma con una precisazione importante: “Bisogna tenere conto delle difficoltà che possono emergere”. In sostanza, serve un equilibrio tra spinta all’innovazione e tutela dei lavoratori.
Parti sociali: un ruolo da protagoniste
Marchesini ha coinvolto anche le parti sociali, chiamandole a un compito doppio: tenere d’occhio quello che succede e intervenire per prevenire o risolvere problemi. “Le parti sociali hanno un ruolo importante in tutto questo”, ha detto. “Devono osservare, prevenire e affrontare le criticità”.
Nel pomeriggio sono previsti altri interventi, compreso quello del ministro del Lavoro Marina Calderone. Nel frattempo, il dibattito sull’intelligenza artificiale e il suo impatto sul lavoro resta aperto. Ma il messaggio di Confindustria è chiaro: innovare senza paura, puntando su formazione e dialogo tra imprese e lavoratori.
