Mezzaluna Rossa: 60 attacchi su Teheran in 24 ore, un bilancio drammatico di 57 morti

Mezzaluna Rossa: 60 attacchi su Teheran in 24 ore, un bilancio drammatico di 57 morti

Mezzaluna Rossa: 60 attacchi su Teheran in 24 ore, un bilancio drammatico di 57 morti

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Teheran, 1 marzo 2026 – Sessanta attacchi aerei in meno di un giorno, almeno 57 morti confermati e una città, Teheran, che si è svegliata sotto il peso di una notte di terrore. Questo è il bilancio fornito stamattina da Shahin Fathi, responsabile della Mezzaluna Rossa nella provincia di Teheran, che ha denunciato una serie di raid attribuiti a Stati Uniti e Israele. Secondo le autorità locali, i bombardamenti hanno colpito diversi quartieri della capitale iraniana tra le 22 di ieri sera e l’alba.

Una notte di attacchi coordinati

Le prime esplosioni sono state avvertite poco dopo le dieci, nella zona nord della città. Chi abita a Tajrish ha raccontato di aver sentito “un boato improvviso, poi le sirene”. Fathi ha spiegato che i raid hanno preso di mira obiettivi militari e infrastrutture strategiche, ma almeno due bombe sono cadute in quartieri residenziali. “Abbiamo contato almeno 57 morti e decine di feriti”, ha detto il capo della Mezzaluna Rossa, sottolineando che i soccorsi sono ancora in corso in vari punti della città.

La risposta dura di Teheran

Il governo iraniano, con un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri alle 7.30 locali, ha definito “un’aggressione straniera” quanto accaduto e ha promesso una risposta “decisa e proporzionata”. Il portavoce, Ali Bahrami, ha parlato di “atto di guerra” e ha chiesto una convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Nel frattempo, la presenza delle forze dell’ordine è aumentata nei punti chiave della città: pattuglie dell’esercito controllano gli ingressi a sud, mentre la polizia ha allestito posti di blocco lungo la Valiasr Avenue.

Silenzio e reticenze dall’estero

Dalle sedi di Washington e Gerusalemme, nelle prime ore del mattino, non sono arrivate conferme ufficiali sugli attacchi. Fonti diplomatiche occidentali, però, hanno riferito che l’operazione sarebbe stata organizzata in risposta a recenti tensioni nella regione. “Non possiamo commentare operazioni in corso”, ha detto un portavoce del Pentagono. In Israele, il ministro della Difesa ha evitato dichiarazioni pubbliche, limitandosi a ribadire che “la sicurezza nazionale è la priorità”.

Teheran sotto choc: la città che fatica a ripartire

Questa mattina, nelle strade centrali di Teheran il traffico procede a rilento. Molti negozi hanno chiuso le saracinesche e le scuole sono rimaste chiuse per ordine del prefetto. In piazza Enghelab, un gruppo di studenti si è radunato poco dopo le otto per chiedere “protezione e verità”. Le ambulanze continuano a sfrecciare tra i quartieri colpiti: “Abbiamo lavorato tutta la notte”, ha raccontato un volontario della Mezzaluna Rossa, “molte persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie”.

Un bilancio ancora provvisorio, paura per nuovi attacchi

Il numero delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore. I soccorritori dicono che alcune zone sono ancora inaccessibili a causa dei danni alle infrastrutture. La Croce Rossa Internazionale ha lanciato un appello per aprire corridoi umanitari. “La situazione è molto delicata”, ha ammesso Fathi, “servono aiuti urgenti”.

Tensione alle stelle, un rischio di escalation

Negli ultimi mesi, i rapporti tra Iran, Stati Uniti e Israele si erano fatti ancora più tesi dopo una serie di incidenti lungo i confini occidentali del Paese. Gli esperti temono che quanto successo a Teheran possa segnare una nuova frattura nella già fragile pace della regione. Per ora, la gente resta in attesa, tra paura e incertezza. Solo col tempo si capirà davvero il peso di questa notte di fuoco sulla capitale iraniana.