Roma, 1 marzo 2026 – L’Intelligenza artificiale sta facendo sempre più breccia nel mondo del lavoro, con effetti tangibili su salute e sicurezza. A metterlo in chiaro è stato questa mattina Fabrizio D’Ascenzo, presidente di Inail, intervenuto all’evento “Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze”, organizzato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nella sede di via Veneto. Un incontro che ha riunito esperti, rappresentanti istituzionali e operatori del settore, tutti chiamati a riflettere sulle sfide che la tecnologia porta dentro le aziende.
Prevenire gli incidenti: il primo passo dell’Intelligenza artificiale
“Le nostre applicazioni di Intelligenza artificiale si dividono in due grandi filoni”, ha spiegato D’Ascenzo davanti a una platea di tecnici, funzionari e giornalisti. Il primo riguarda tutto ciò che serve per la prevenzione, cioè tutto quello che si fa prima che un incidente accada. L’Inail punta soprattutto su strumenti e sistemi in grado di anticipare i rischi, scovare situazioni pericolose e intervenire in anticipo.
“Cerchiamo di evitare che gli incidenti succedano”, ha detto il presidente. Per farlo, si usano sensori intelligenti, algoritmi che prevedono i pericoli e piattaforme digitali che monitorano in tempo reale le condizioni di lavoro. Così, ha aggiunto D’Ascenzo, “possiamo intervenire subito e diminuire il numero degli infortuni”.
Dopo l’incidente: protesi e riabilitazione a supporto del lavoratore
Il secondo filone riguarda invece cosa succede dopo un infortunio. “L’Intelligenza artificiale entra in gioco anche in protesi e riabilitazione”, ha continuato il presidente di Inail. Qui la tecnologia diventa un alleato importante per aiutare chi ha subito un incidente a tornare a una vita il più possibile normale.
D’Ascenzo ha ricordato che l’ente lavora su protesi intelligenti, esoscheletri e programmi di riabilitazione su misura. “Facciamo di tutto per restituire condizioni di vita accettabili ai nostri assistiti”, ha sottolineato. Questi strumenti utilizzano reti neurali, apprendimento automatico e sensori avanzati per adattarsi alle esigenze di ciascuno.
Tecnologia e tutela: un binomio indispensabile
Nel corso dell’incontro, diversi interventi hanno sottolineato quanto sia importante unire innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei lavoratori. La questione della fiducia nelle nuove tecnologie ha dominato il dibattito. “Serve una governance chiara”, ha detto un funzionario del ministero, “solo così l’Intelligenza artificiale può davvero lavorare a favore delle persone”.
Non sono mancati i riferimenti alle competenze necessarie per affrontare questi cambiamenti. “La formazione continua è la chiave”, ha spiegato un rappresentante sindacale in sala. Secondo i dati del ministero, nel 2025 sono stati più di 3.000 i corsi attivati in Italia su temi legati all’IA e alla sicurezza sul lavoro.
Regole, etica e nuove strade: le sfide da affrontare
Il confronto si è poi spostato sulle regole da mettere in campo per gestire questo cambiamento. D’Ascenzo ha ammesso che “la rapidità con cui queste tecnologie si evolvono richiede una riflessione continua”. Il pericolo, secondo alcuni esperti, è che le fasce più fragili della forza lavoro restino indietro.
Ma nel dibattito non è mancato un filo di ottimismo. Se usata nel modo giusto, l’Intelligenza artificiale può davvero migliorare la qualità della vita sul lavoro e aprire nuove strade professionali. Solo così, hanno concluso i partecipanti, potremo parlare di una trasformazione davvero a misura d’uomo.
