Putin esprime le sue condoglianze per la scomparsa di Khamenei, un leader di grande rilievo

Putin esprime le sue condoglianze per la scomparsa di Khamenei, un leader di grande rilievo

Putin esprime le sue condoglianze per la scomparsa di Khamenei, un leader di grande rilievo

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Mosca, 1 marzo 2026 – Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di condoglianze al nuovo presidente iraniano, Massud Pezeshkian, dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. La notizia, diffusa oggi dal Cremlino tramite l’agenzia Ria Novosti, arriva poche ore dopo la conferma ufficiale della scomparsa di Khamenei, avvenuta ieri sera a Teheran. Putin ha definito Khamenei “un eminente statista”, mettendo in luce il suo “enorme contributo personale allo sviluppo delle relazioni amichevoli russo-iraniane”, che negli ultimi anni, secondo il presidente russo, hanno raggiunto “il livello di un partenariato strategico globale”.

Putin: “Un leader chiave per il dialogo tra Mosca e Teheran”

Nel messaggio a Pezeshkian, Putin ha espresso “profondo cordoglio” per la perdita di Khamenei, ricordando come la sua figura sia stata un punto di riferimento non solo per l’Iran, ma per tutta la regione. “Sotto la sua guida – si legge nella nota del Cremlino – l’Iran ha rafforzato la propria posizione internazionale e ha giocato un ruolo decisivo nel consolidare i rapporti tra i nostri Paesi”. Un passaggio che, secondo fonti diplomatiche russe, vuole sottolineare quanto l’alleanza Mosca-Teheran resti fondamentale in un mondo segnato da continue tensioni e cambiamenti di alleanze.

La conferma della morte di Khamenei, arrivata nella notte dalle autorità iraniane, ha subito scatenato reazioni in tutto il mondo. In Russia, il portavoce Dmitrij Peskov ha detto che “il presidente Putin ha seguito con attenzione gli eventi a Teheran” e ha aggiunto che “la stabilità dell’Iran è un elemento chiave per la sicurezza nella regione”.

Russia e Iran: un rapporto che si rafforza

Negli ultimi anni, Russia e Iran hanno stretto legami più stretti, collaborando su sicurezza, energia e tecnologia. Mosca ha giocato un ruolo importante già nel 2015, durante l’accordo sul nucleare iraniano, ma è stata soprattutto la guerra in Siria a cementare l’intesa tra i due Paesi. “Khamenei ha sempre puntato sul dialogo con la Russia”, ha ricordato ieri sera un funzionario del Ministero degli Esteri russo, citato dall’agenzia Interfax.

I dati ufficiali parlano chiaro: nel 2025 gli scambi commerciali tra Russia e Iran hanno superato i 5 miliardi di dollari. Un segnale della crescita di un rapporto che, come ha detto Putin, “ha raggiunto il livello di un partenariato strategico globale”. Ora, con la morte di Khamenei, si apre il nodo sul futuro della politica estera iraniana.

Reazioni globali e incertezze a Teheran

La morte della Guida Suprema ha scosso anche la scena internazionale. Dalla Casa Bianca è arrivato un messaggio prudente: “Seguiamo da vicino la situazione in Iran”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano. In Europa, il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso “vicinanza al popolo iraniano”, mentre da Berlino si invita a “evitare qualsiasi escalation”.

A Teheran, la nomina di Massud Pezeshkian a presidente ad interim è stata accolta con manifestazioni e un clima di forte incertezza. Secondo i primi resoconti dei media locali, nella notte sono stati rafforzati i controlli vicino ai principali edifici governativi e religiosi. La televisione di Stato ha trasmesso le immagini delle esequie di Khamenei, con una folla raccolta e silenziosa davanti al mausoleo dell’Imam Khomeini.

Mosca guarda al futuro con attenzione

Ora resta da capire come si muoverà la nuova leadership iraniana nei confronti della Russia. L’analista russo Aleksandr Baunov, intervistato questa mattina da alanews.it, ha spiegato che “la continuità del dialogo dipenderà dalla capacità di Pezeshkian di mantenere il controllo interno e di gestire le pressioni esterne”. Un compito tutt’altro che semplice, in un momento di crescenti tensioni in Medio Oriente e con la guerra in Ucraina ancora in corso.

Per Mosca, la scomparsa di Khamenei è una perdita importante, ma anche una sfida diplomatica. Solo nelle prossime settimane si potrà capire se il partenariato strategico evocato da Putin reggerà ai cambiamenti a Teheran. Nel frattempo, il Cremlino ribadisce la sua disponibilità a “proseguire il dialogo su basi di rispetto reciproco e interesse comune”, come si legge nella nota ufficiale diffusa oggi alle 9.30 ora locale.