Quattro aggressori di Cicalone nella metro di Roma catturati all’estero

Quattro aggressori di Cicalone nella metro di Roma catturati all'estero

Quattro aggressori di Cicalone nella metro di Roma catturati all'estero

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Roma, 1 marzo 2026 – Sono stati arrestati all’estero i quattro cittadini rumeni accusati dell’aggressione a Simone Ruzzi, conosciuto come “Cicalone”, avvenuta il 12 novembre scorso sulla linea A della metropolitana di Roma, vicino alla fermata Ottaviano. L’operazione, portata avanti dalla Polizia di Stato sotto la guida della Procura di Roma, ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia in carcere, su richiesta dei pm del Dipartimento criminalità diffusa e grave.

Aggressione nella metro Ottaviano: la dinamica

Quel mattino di novembre, poco dopo le 10, i quattro uomini si sarebbero accorti di essere ripresi da una collaboratrice dello youtuber. Da lì la situazione è precipitata: prima urla, poi la violenza. “Hanno iniziato a insultarci, poi sono passati alle mani”, ha raccontato Ruzzi agli agenti poco dopo l’aggressione. Le telecamere interne e i video della troupe hanno immortalato tutto: calci, pugni, anche quando la vittima era già a terra. Due guardie giurate a bordo hanno provato a intervenire, ma sono state colpite anche loro.

Le ferite e l’avvio delle indagini

Simone Ruzzi, noto per le sue battaglie contro il borseggio sui mezzi pubblici, ha riportato lesioni che guariscono in 45 giorni. Le due guardie giurate hanno avuto prognosi di due giorni ciascuna. “Non pensavo potesse succedere una cosa del genere”, ha detto lo youtuber ai suoi follower nei giorni dopo l’episodio. Tra i passeggeri presenti, lo choc è stato forte: “Sembrava una scena fuori controllo”, ha raccontato una testimone che si trovava poco distante.

Identificati grazie ai video

Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, si sono concentrate subito sui filmati raccolti dalle telecamere della metro e dalla troupe di Ruzzi. La Polizia Metropolitana ha passato settimane a incrociare testimonianze, dati e immagini. “Abbiamo seguito ogni movimento dei sospetti”, ha spiegato un investigatore. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto il quadro accusatorio solido e ha firmato l’ordinanza di custodia.

Arresti tra Finlandia e Romania

Tre dei quattro sospetti sono stati trovati in Finlandia, dove erano già in carcere per altri reati. La collaborazione tra le autorità italiane e finlandesi è stata fondamentale: ora i tre aspettano l’estradizione verso l’Italia. Il quarto, un ventisettenne, è stato localizzato in Romania. Ieri pomeriggio è arrivato a Fiumicino, scortato dalla polizia italiana che lo ha preso in consegna appena sbarcato.

Reazioni e cosa succede ora

L’arresto ha portato sollievo a chi segue da tempo le attività di Cicalone. “Finalmente un segnale chiaro contro chi si sente impunito sui mezzi pubblici”, ha scritto un utente sotto uno degli ultimi video dello youtuber. Ruzzi, da parte sua, ha ringraziato le forze dell’ordine: “Non era scontato arrivare a questo risultato”, ha detto in una diretta social.

Ora si attende la conclusione delle procedure per l’estradizione dei tre fermati in Finlandia. Intanto, il ventisettenne arrestato in Romania resta a disposizione della giustizia italiana. La Procura continua a indagare per capire se ci siano legami con altri episodi simili avvenuti negli ultimi mesi nella rete metropolitana di Roma.

Un’aggressione che riapre il tema della sicurezza

L’aggressione a Cicalone ha riportato sotto i riflettori la questione della sicurezza sui mezzi pubblici a Roma. Nei giorni seguenti, Atac ha annunciato un aumento dei controlli nelle stazioni più frequentate. “Serve più presenza delle forze dell’ordine”, ha detto un rappresentante sindacale delle guardie giurate. Solo così, forse, episodi come quello del 12 novembre potranno diventare meno frequenti.