Raid fulmineo: 40 comandanti chiave dei pasdaran neutralizzati in un minuto dall’IDF

Raid fulmineo: 40 comandanti chiave dei pasdaran neutralizzati in un minuto dall'IDF

Raid fulmineo: 40 comandanti chiave dei pasdaran neutralizzati in un minuto dall'IDF

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Tel Aviv, 1 marzo 2026 – “Stiamo aprendo la strada verso il cuore dell’Iran“. Così il portavoce delle Forze di Difesa israeliane (IDF), Effi Defrin, ha raccontato questa mattina l’operazione militare in corso tra Israele e Iran, senza giri di parole. “Quaranta comandanti iraniani chiave sono stati eliminati in un solo minuto“, ha aggiunto, sottolineando il colpo duro inferto ai vertici militari nemici. Una dichiarazione netta, che arriva mentre la tensione nella regione si fa sempre più palpabile e le cancellerie mondiali seguono con ansia gli sviluppi.

Israele conferma: “Colpiti i vertici militari iraniani”

Defrin ha spiegato che l’attacco è scattato nella notte tra giovedì e venerdì. I raid hanno preso di mira i “sistemi di difesa aerea” e le “postazioni di comando strategiche” vicino a Isfahan e Teheran, due centri nevralgici per l’esercito iraniano. “Abbiamo rafforzato la nostra superiorità aerea“, ha detto, lasciando intendere che non si è trattato di un solo blitz, ma di più ondate di aerei e droni.

Fonti militari israeliane, riportate dalla radio pubblica Kan, parlano di vittime tra gli “alti ufficiali dei Pasdaran“, l’elite dei Guardiani della Rivoluzione. Il bilancio ufficiale non è stato ancora confermato da fonti iraniane indipendenti. Ma, stando alle prime ricostruzioni, l’attacco avrebbe colpito una riunione operativa con comandanti responsabili della pianificazione militare nella regione.

Teheran risponde con silenzio e smentite

A Teheran, la reazione è stata prima di chiusura. Dopo alcune ore ha parlato il generale Abdolrahim Mousavi, portavoce delle forze armate iraniane: “Le nostre difese hanno respinto la maggior parte degli attacchi. Le perdite sono minime“, ha detto alla tv di Stato. Nessuna conferma ufficiale sui nomi o sul numero dei caduti tra i vertici militari. Nelle prime ore del mattino, alcune agenzie locali hanno diffuso immagini di colonne di fumo vicino alla base aerea di Mehrabad, ma non è stato possibile verificare in modo indipendente i danni.

Nel quartiere di Valiasr, cuore di Teheran, alle 10.30 la situazione sembrava tranquilla. Solo qualche pattuglia in più e controlli ai varchi. “Non sappiamo molto, ma la gente è preoccupata”, ha raccontato un negoziante del posto, che ha preferito restare anonimo.

La comunità internazionale tiene d’occhio la situazione

La notizia dell’attacco ha fatto rapidamente il giro del mondo. A Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato ha chiesto “massima moderazione da tutte le parti”. Anche da Bruxelles sono arrivati appelli simili: “Bisogna evitare un’escalation che rischia di far saltare la stabilità regionale”, ha detto un funzionario dell’Unione Europea.

Intanto, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si prepara a una riunione urgente nelle prossime ore. Secondo fonti raccolte da Reuters, la Russia avrebbe chiesto “chiarimenti immediati” sia a Israele sia all’Iran. La Cina, attraverso il suo ministero degli Esteri, ha espresso “profonda preoccupazione” per quanto sta accadendo.

Tensione alle stelle: mesi di minacce e provocazioni

L’attacco israeliano arriva dopo settimane di tensioni crescenti tra i due Paesi. Solo dieci giorni fa un drone aveva colpito una base militare israeliana nel Negev, colpa attribuita da Tel Aviv a milizie filo-iraniane. Da allora, clima sempre più teso: accuse reciproche, minacce e movimenti sospetti lungo i confini.

Secondo analisti militari intervistati da Haaretz, l’azione della scorsa notte segna “una svolta nella strategia israeliana”. Fino a ora, Israele aveva evitato attacchi così profondi nel territorio iraniano. “È un segnale chiaro: Israele vuole colpire al cuore la catena di comando nemica”, ha spiegato Amos Harel, esperto di sicurezza.

E adesso? Le incognite sul futuro

Per ora non è chiaro se l’operazione israeliana sia finita o se sia solo la prima fase di una campagna più ampia. Defrin non ha dato dettagli su altri obiettivi o sulla durata delle azioni. In Iran, cresce la paura di nuovi raid, e la popolazione segue con attenzione le notizie diffuse dai media di Stato.

Le prossime ore saranno decisive. Le reazioni ufficiali dei governi coinvolti e le mosse nelle sedi internazionali faranno capire se questo attacco resterà un episodio isolato o sarà l’inizio di una nuova fase del conflitto tra Israele e Iran.