Raid iraniani negli Emirati: tre morti e 58 feriti in un attacco devastante

Raid iraniani negli Emirati: tre morti e 58 feriti in un attacco devastante

Raid iraniani negli Emirati: tre morti e 58 feriti in un attacco devastante

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Abu Dhabi, 1 marzo 2026 – Tre persone sono morte e almeno cinquantotto sono rimaste ferite nei raid dell’Iran sugli Emirati Arabi Uniti, avvenuti tra ieri sera e le prime ore di questa mattina, ha reso noto il ministero della Difesa emiratino. Le vittime sono tutte straniere: un pachistano, un nepalese e un bengalese, ha precisato la stessa fonte. Gli attacchi hanno colpito diverse zone del Paese, causando danni e paura tra la popolazione. Nel frattempo, le autorità hanno aggiornato i dati sulle operazioni di difesa.

Raid iraniani sugli Emirati: il bilancio e le prime reazioni

Il ministero della Difesa di Abu Dhabi ha fatto sapere che, dall’inizio degli attacchi, sono stati lanciati 165 missili balistici, di cui 152 sono stati abbattuti dai sistemi di difesa aerea. Oltre a questi, sono stati avvistati anche due missili da crociera. Sul fronte droni, la situazione è ancora più complessa: “Abbiamo rilevato 541 droni iraniani, ne abbiamo intercettati e distrutti 506”, ha spiegato un portavoce durante la conferenza stampa convocata alle 10 del mattino nella capitale.

La maggior parte dei feriti si trova nelle zone residenziali di Dubai e Sharjah, colpite dai frammenti dei missili abbattuti. “Verso le tre di notte abbiamo sentito un boato fortissimo, poi sono partite le sirene”, racconta Ahmed, che abita nel quartiere Al Nahda di Dubai. “I vetri delle finestre sono andati in frantumi, la gente scappava giù per le scale”. Le ambulanze sono arrivate in pochi minuti e la polizia ha chiuso alcune strade per permettere i rilievi.

Difesa aerea sotto pressione

L’intensità degli attacchi ha messo a dura prova i sistemi di difesa degli Emirati. Secondo fonti militari, i lanci sono iniziati poco dopo le 22 di ieri sera e sono continuati a ondate fino all’alba. “Abbiamo lavorato tutta la notte per intercettare i missili in arrivo”, ha detto un ufficiale dell’aeronautica emiratina. I resti dei missili abbattuti sono stati raccolti in diverse zone periferiche di Abu Dhabi e Dubai.

Il traffico aereo negli aeroporti principali è stato sospeso tra le 2 e le 4 del mattino, con decine di voli cancellati o dirottati. Molti passeggeri sono rimasti bloccati nei terminal fino a quando non è stato ristabilito il controllo. “Non ci aspettavamo una cosa del genere”, ha ammesso una viaggiatrice indiana bloccata all’aeroporto internazionale di Dubai.

Tensioni in aumento: la risposta internazionale

Gli attacchi arrivano in un momento di forte tensione tra Iran ed Emirati Arabi Uniti, già segnata da episodi simili nelle ultime settimane. Le autorità emiratine hanno ribadito la volontà di “difendere la sicurezza nazionale” e hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ha detto: “Non tollereremo minacce contro la nostra popolazione e i residenti”.

La Casa Bianca ha espresso “profonda preoccupazione” per l’escalation e ha invitato tutte le parti a mantenere la calma. Anche l’Unione Europea ha chiesto un cessate il fuoco immediato. Fonti diplomatiche confermano che nelle prossime ore si terrà un vertice straordinario dei Paesi del Golfo.

Vita quotidiana sotto choc e misure di sicurezza

Nelle città colpite la vita è stata sconvolta. Le scuole resteranno chiuse almeno fino a lunedì, ha annunciato il ministero dell’Istruzione. In vari quartieri di Dubai e Abu Dhabi si segnalano ancora blackout elettrici e interruzioni delle linee telefoniche. Le autorità invitano la popolazione a evitare spostamenti non necessari e a seguire solo le comunicazioni ufficiali.

Questa mattina nei supermercati del centro si sono formate lunghe file davanti agli scaffali di acqua e generi di prima necessità. “La gente è preoccupata, ma cerca di mantenere la calma”, racconta un negoziante di Deira.

Le indagini sulle modalità degli attacchi sono ancora in corso. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni droni sarebbero partiti da postazioni mobili fuori dai confini emiratini. Il governo assicura che prenderà “tutte le misure necessarie” per proteggere la popolazione.

La situazione resta molto tesa. Mentre si contano i danni e si assiste i feriti negli ospedali, come il Rashid Hospital di Dubai e lo Sheikh Khalifa Medical City di Abu Dhabi, la gente segue con apprensione ogni sviluppo.