Roma, 1 marzo 2026 – La crisi in Medio Oriente si fa sempre più grave. Nelle ultime ore, l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti all’Iran ha provocato la morte della Guida Suprema, Ali Khamenei. In questo clima di alta tensione, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha espresso forte preoccupazione per gli italiani ancora bloccati nei Paesi del Golfo, chiedendo al governo di muoversi con urgenza per calmare la situazione.
Attacco coordinato e italiani in pericolo
Le prime notizie parlano di un attacco lanciato da Israele e Usa contro obiettivi chiave a Teheran e in altre città iraniane tra il 28 e il 29 febbraio. La morte di Khamenei, confermata alle 3.40 ora italiana, ha scatenato una serie di rappresaglie militari da parte dell’Iran contro Paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. In queste aree, spiegano fonti della Farnesina, ci sono ancora molti italiani, tra residenti e diplomatici, che non sono riusciti a lasciare la zona a causa della chiusura degli aeroporti e delle restrizioni imposte.
“Seguiamo con grande preoccupazione questa escalation in Medio Oriente”, ha detto Schlein in una nota stamattina. “Siamo molto in ansia per i nostri connazionali bloccati nei Paesi del Golfo. Il governo deve impegnarsi al massimo per fermare gli attacchi e riportarli a casa sani e salvi”.
L’Italia deve giocare un ruolo autonomo
La leader del Pd ha poi ribadito che l’Italia non può farsi schiacciare dalla politica americana. “Se il nostro governo si allinea troppo agli Usa, rischia di perdere il ruolo di mediatore che ha sempre avuto riconosciuto in quella regione”, ha spiegato Schlein. Una tradizione che ha sempre visto l’Italia protagonista soprattutto nel Mediterraneo e in Medio Oriente.
Fonti diplomatiche confermano che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è in stretto contatto con le ambasciate di Riad, Abu Dhabi e Manama per monitorare la situazione degli italiani sul posto. “Stiamo facendo tutto il possibile per garantire la loro sicurezza”, ha detto un funzionario della Farnesina alle 11.15.
Le reazioni politiche e il quadro internazionale
La morte di Khamenei segna una svolta pericolosa. “Khamenei era un dittatore sanguinario, non ci mancherà”, ha detto Schlein, ma ha subito aggiunto: “Riteniamo però sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che ignorano il diritto internazionale e scavalcano le istituzioni multilaterali”. Parole condivise anche da altri esponenti dell’opposizione, che chiedono un maggior coinvolgimento di Nazioni Unite e Unione Europea.
Intanto, secondo la BBC, questa mattina alle 9.30 ora italiana, l’esercito iraniano ha lanciato missili contro basi Usa in Kuwait e Qatar. Non risultano feriti tra i militari italiani nei contingenti internazionali, ma la tensione resta alta. Nel pomeriggio si riunirà d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per valutare eventuali iniziative diplomatiche.
Famiglie in ansia a Roma e all’estero
Davanti alla Farnesina, a Roma, alcuni parenti degli italiani bloccati si sono radunati fin dalle prime ore del mattino. “Mio fratello lavora a Dubai e non riesce a tornare”, racconta Anna, 42 anni, visibilmente scossa. “Chiediamo solo che il governo faccia il possibile per riportarli a casa”.
Tensione anche tra le comunità italiane all’estero. L’Associazione Italiani nel Mondo conta almeno 1.200 connazionali tra Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. La Farnesina aggiorna costantemente la situazione attraverso i suoi canali ufficiali.
Cosa ci aspetta nelle prossime ore
Si attendono aggiornamenti dal governo sulle misure per gestire l’emergenza. La priorità è la sicurezza degli italiani all’estero e cercare di favorire una calma diplomatica nella regione. Solo dopo si potranno capire le conseguenze politiche di una crisi che potrebbe cambiare gli equilibri di tutto il Medio Oriente.
