Roma, 1 marzo 2026 – Il futuro del lavoro e l’impatto dell’intelligenza artificiale sono stati i protagonisti dell’evento “IA e lavoro: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità”. L’incontro, promosso dal Ministero del Lavoro, si è svolto questa mattina nella storica Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, in piazza di Pietra, nella sede della Camera di commercio di Roma. A dare il via è stato Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera, che ha accolto la ministra Marina Calderone e i numerosi presenti, sottolineando l’importanza strategica dell’iniziativa.
L’intelligenza artificiale al centro del dibattito
“Ringrazio la ministra Calderone per aver scelto proprio la nostra sede per un evento così importante”, ha detto Tagliavanti poco dopo le 10.30. Il presidente ha messo in evidenza come la gestione dell’intelligenza artificiale sia ormai una questione cruciale, non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa. “Parliamo di un futuro che è già qui”, ha aggiunto, spiegando come la trasformazione digitale stia cambiando profondamente il modo in cui lavoriamo e viviamo.
La scelta della sala non è stata casuale. Questo spazio, affacciato su una delle piazze più suggestive del centro di Roma, è da tempo un punto d’incontro tra istituzioni, imprese e mondo accademico. Tra colonne antiche e schermi moderni, oggi si è discusso delle sfide che il mercato del lavoro dovrà affrontare nei prossimi anni.
Competenze digitali: la domanda cresce, l’offerta fatica a tenere il passo
Tagliavanti ha puntato i riflettori su un problema chiave: la necessità di accelerare sul fronte delle competenze digitali per sostenere la crescita dell’economia italiana. “La domanda di lavoratori è alta”, ha spiegato il presidente della Camera di commercio, “ma il 36% riguarda figure con competenze digitali e il 10% ruoli di alto livello”. È un quadro che mostra quanto veloce sia il cambiamento: le aziende cercano specialisti, ma spesso non riescono a trovarli.
La domanda che si è sentita più forte in sala è: il mercato è pronto a fornire queste figure? “La vera sfida”, ha detto Tagliavanti, “è capire se sappiamo formare e attrarre i talenti di cui abbiamo bisogno”. È una questione che riguarda scuole, università, centri di formazione e imprese.
Il ruolo delle istituzioni e la risposta delle aziende
Durante la mattinata, diversi esperti hanno parlato di regole per l’intelligenza artificiale e di politiche attive per il lavoro. La ministra Calderone, che interverrà nel primo pomeriggio, ha già anticipato l’intenzione del governo di mettere a punto un quadro normativo chiaro e di offrire strumenti di sostegno a imprese e lavoratori.
Secondo i dati del Ministero del Lavoro, nel 2025 le offerte di lavoro legate alle competenze digitali sono aumentate del 18% rispetto all’anno prima. Ma, come ha ricordato Tagliavanti, resta aperto il nodo della qualità della formazione. “Serve uno sforzo condiviso”, ha commentato un imprenditore in sala, “perché la tecnologia corre veloce e rischiamo di restare indietro”.
Un confronto diretto tra pubblico e privato
All’evento hanno partecipato rappresentanti delle associazioni datoriali, sindacati, esperti di innovazione e giovani startupper. Tra i temi caldi: l’impatto dell’IA sui mestieri tradizionali, le opportunità della digitalizzazione nei settori manifatturiero e dei servizi, e le nuove figure richieste dal mercato.
Non sono mancati spunti concreti: dalla necessità di rafforzare l’orientamento scolastico verso le materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) alla richiesta di incentivi per la formazione continua degli adulti. “Solo investendo sulle persone”, ha concluso Tagliavanti, “potremo davvero moltiplicare le opportunità”.
Formazione e inclusione digitale: la sfida che viene
La giornata si è chiusa con un appello comune: puntare su formazione, inclusione digitale e collaborazione tra pubblico e privato per gestire una trasformazione ormai inevitabile. Le istituzioni promettono nuovi strumenti, le imprese chiedono tempi certi e regole chiare. Sullo sfondo resta chiaro che l’intelligenza artificiale non è più un’idea lontana, ma una realtà con cui si deve fare i conti ogni giorno, dentro le aziende italiane.
