Tajani svela le ultime novità sull’Iran in commissione al Senato domani

Tajani svela le ultime novità sull'Iran in commissione al Senato domani

Tajani svela le ultime novità sull'Iran in commissione al Senato domani

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Roma, 1 marzo 2026 – Domani alle 15, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà in aula davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato per fare il punto sugli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente. A darne notizia, nel tardo pomeriggio di oggi, sono state fonti parlamentari. La convocazione arriva dopo il raid condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha riacceso le tensioni nella regione e ha messo sotto i riflettori la posizione dell’Italia.

Tajani in Senato: la risposta italiana all’attacco a Teheran

Il calendario parlamentare è stato aggiornato in fretta. Domani pomeriggio, nella sala della Commissione Esteri di Palazzo Madama, Tajani dovrà spiegare quale linea intende seguire il governo Meloni di fronte alla crisi. L’attacco, avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 febbraio, ha visto l’uso di droni e missili su obiettivi militari iraniani. Secondo le prime ricostruzioni, Stati Uniti e Israele hanno colpito basi considerate strategiche per Teheran. Le autorità iraniane hanno parlato di “aggressione” e minacciato ritorsioni.

Fonti della Farnesina confermano che il ministro, già in stretto contatto con i partner europei, aggiornerà il Parlamento sulle iniziative diplomatiche in corso. Un funzionario del ministero spiega: “L’Italia segue con la massima attenzione quello che sta succedendo”, sottolineando la necessità di “evitare un’escalation”.

Allarme per la sicurezza degli italiani in Iran

La crisi non è rimasta senza conseguenze per gli italiani presenti nell’area. Sono circa 1.200 i connazionali che vivono in Iran, secondo i dati dell’Ambasciata a Teheran. La Farnesina ha messo in piedi una task force per tenere sotto controllo la situazione e offrire assistenza. “Abbiamo rafforzato i contatti con la nostra comunità”, dice una fonte diplomatica, “e stiamo valutando eventuali misure aggiuntive”.

Nel frattempo, diverse compagnie aeree europee hanno sospeso i voli da e per l’Iran. Anche Alitalia ha annunciato modifiche ai propri collegamenti, in attesa di capire come si evolverà la situazione. Il ministero degli Esteri raccomanda ai connazionali “la massima prudenza” e invita a registrarsi sul portale “Dove siamo nel mondo”.

Il dibattito politico si accende in Italia

L’attacco ha fatto scattare il dibattito anche tra i partiti italiani. Il Partito Democratico chiede al governo di chiarire la posizione dell’Italia all’interno di NATO e Unione Europea. Il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, ha detto: “Serve trasparenza sulle scelte che riguardano la sicurezza nazionale”. La Lega ha chiesto “fermezza contro ogni minaccia alla stabilità internazionale”, mentre il Movimento 5 Stelle ha invitato a “non farsi trascinare in conflitti che non ci riguardano”.

Stefania Craxi, presidente della Commissione Esteri del Senato, ha confermato che l’audizione di Tajani sarà pubblica e trasmessa in streaming sui canali istituzionali. “È fondamentale che il Parlamento sia informato in tempo reale”, ha spiegato Craxi, “soprattutto in un momento così delicato”.

L’Europa cerca una risposta unita

A livello internazionale, l’Unione Europea si è riunita in seduta straordinaria per discutere una risposta comune. Josep Borrell, capo della diplomazia europea, ha invitato tutte le parti a moderare i toni: “La priorità è evitare un conflitto più ampio”. Anche il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno avuto colloqui telefonici con il premier Meloni nelle ultime ore.

Secondo fonti di Bruxelles, l’Italia avrebbe spinto per un coordinamento stretto tra i Paesi membri. “Non possiamo permetterci divisioni”, avrebbe detto un diplomatico italiano, “serve una linea condivisa”.

Tutti gli occhi puntati su Palazzo Madama

L’intervento di Tajani al Senato sarà seguito con attenzione anche dalle cancellerie estere. Finora il governo italiano ha mantenuto un profilo prudente: nessuna dichiarazione ufficiale sull’attacco, ma contatti costanti con Washington e Tel Aviv. Domani si capirà se Roma intende rafforzare il proprio ruolo diplomatico o adottare nuove misure.

Intanto, la tensione resta alta. A Teheran, le autorità hanno aumentato i controlli attorno alle ambasciate occidentali. In Italia, le forze dell’ordine hanno alzato il livello di sicurezza nelle sedi diplomatiche iraniane a Roma e Milano.

Appuntamento quindi a domani alle 15, quando a Palazzo Madama il governo sarà chiamato a chiarire la sua posizione sulla crisi mediorientale e le prospettive di una possibile de-escalation.