Milano, 1 marzo 2026 – Due morti e almeno cinque feriti gravi: questo il pesante bilancio dell’incidente del tram della linea 9, deragliato ieri mattina a pochi passi da Porta Venezia, nel cuore di Milano. A perdere la vita sono stati Ferdinando Favia, 59 anni, travolto mentre camminava sul marciapiede, e Abdou Karim Tourè, 58 anni, passeggero del convoglio. L’impatto, avvenuto poco dopo le 8, ha scosso la città.
Chi erano le vittime del deragliamento
Ferdinando Favia era nato nel 1966 e avrebbe compiuto sessant’anni a novembre. Gestiva una piccola impresa di servizi di marketing e campagne pubblicitarie e viveva a Vigevano, in provincia di Pavia. Secondo alcuni conoscenti, era a Milano per un appuntamento di lavoro. Proprio mentre attraversava via Lazzaretto, all’incrocio con via Lecco, il tram, uscito dai binari a tutta velocità, l’ha travolto. “Non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa stava succedendo”, ha raccontato un testimone seduto in un bar poco distante.
Abdou Karim Tourè, cittadino senegalese di 58 anni, era invece a bordo del tram. Dalle prime ricostruzioni della polizia locale, al momento dello schianto contro la facciata di un palazzo, Tourè sarebbe stato sbalzato fuori dal convoglio. I soccorritori lo hanno trovato quasi sotto il tram, privo di sensi. Trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, è arrivato in arresto cardiaco. I medici hanno provato a rianimarlo a lungo, ma senza risultato. Tourè non aveva una residenza fissa: secondo fonti comunali, era senza dimora e frequentava spesso la zona della Stazione Centrale.
I feriti e come è successo
Oltre alle due vittime, l’incidente ha lasciato almeno cinque feriti gravi. Due di loro sono in rianimazione al Policlinico di Milano: una donna di 34 anni e un uomo di 41, entrambi passeggeri del tram. Gli altri tre feriti sono stati portati in codice rosso al Fatebenefratelli e al San Raffaele. Le condizioni sono critiche, ma stabili, secondo l’ultimo bollettino medico diffuso intorno alle 18.
Sulla dinamica dell’incidente si stanno ancora facendo accertamenti. Dalle prime indagini della polizia locale, il tram avrebbe preso la curva a velocità troppo alta. “Abbiamo raccolto le immagini delle telecamere di sorveglianza”, ha detto il comandante della polizia locale, Marco Ciacci. “Stiamo cercando di capire se è stato un errore umano o un guasto tecnico”. L’autista, un uomo di 52 anni con vent’anni di esperienza, è stato ascoltato nel pomeriggio. “Non ricordo nulla dopo l’ingresso in curva”, avrebbe detto agli investigatori.
La città si ferma e piange
La notizia ha fatto subito il giro della città. In via Lazzaretto, tra i nastri che delimitano l’area dei rilievi, si sono radunati residenti e commercianti. Qualcuno ha portato fiori e lasciato biglietti per le vittime. “Favia era un uomo gentile, sempre disponibile”, ha ricordato una vicina di casa a Vigevano, raggiunta al telefono. Anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso il suo cordoglio: “Una tragedia che colpisce tutta la comunità milanese”.
Sul fronte delle indagini, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e lesioni gravi. Gli investigatori vogliono capire se ci siano responsabilità da parte dell’azienda dei trasporti o se il deragliamento sia stato causato da un guasto improvviso.
Cosa succederà adesso
Nelle prossime ore saranno ascoltati altri testimoni e svolte perizie tecniche sul tram coinvolto. L’area tra via Lazzaretto e Porta Venezia resta transennata: i tecnici Atm stanno lavorando per rimuovere i rottami e rimettere in funzione la linea. Solo quando tutto sarà sistemato – spiegano dal Comune – si potrà riaprire completamente la circolazione.
Intanto, la città si interroga sulle condizioni della rete tranviaria milanese. “Serve più manutenzione e sicurezza”, ha detto un rappresentante sindacale dei tranvieri. Un tema che torna d’attualità dopo una giornata segnata dal dolore e dalle tante domande ancora aperte.
