Napoli, 1 marzo 2026 – La balenottera avvistata lunedì mattina nel porto di Napoli è stata trovata morta ieri sera, poco prima delle 21, vicino all’imboccatura. A scovarla, ormai senza vita, è stata la nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera, che ha segnalato la carcassa alla deriva. Immediata l’allerta: il corpo del cetaceo rischiava di diventare un pericolo per la navigazione, proprio all’ingresso di uno dei porti più trafficati del Mediterraneo.
La corsa per mettere in sicurezza la carcassa
Appena ricevuta la segnalazione, la Capitaneria di Porto ha subito messo in moto il protocollo previsto. La motovedetta SAR CP890, insieme a un mezzo del gruppo ormeggiatori, si è messa al lavoro per spostare la carcassa lontano dalle rotte di ingresso e uscita delle navi. “Bisognava agire in fretta – ha detto un ufficiale della Guardia Costiera – per evitare rischi alle imbarcazioni e all’ambiente”. Solo questa mattina, intorno alle 8, il corpo è stato portato ai cantieri Piloda Shipyard, che hanno messo a disposizione mezzi e spazi per la custodia temporanea.
L’avvistamento che ha fermato gli aliscafi
La presenza della balenottera nel porto di Napoli aveva richiamato decine di curiosi fin dalle prime ore di lunedì. Molti si erano radunati sul lungomare e vicino al Molo Beverello per guardare l’animale, che nuotava vicino alle banchine, visibilmente disorientato. Secondo le prime testimonianze raccolte dalla Capitaneria, si trattava di un esemplare giovane, lungo almeno otto metri. “Sembrava perso, si immergeva e riemergeva senza una direzione precisa”, ha raccontato un operatore portuale di turno quella mattina. L’ipotesi più probabile è che il cetaceo abbia perso l’orientamento o abbia seguito una nave in entrata.
Per sicurezza, l’autorità marittima ha deciso di bloccare momentaneamente tutti gli aliscafi in partenza e in arrivo dalle isole del Golfo. Una misura necessaria, spiegano dal comando della Capitaneria, sia per proteggere l’animale sia per evitare incidenti.
Le indagini sulle cause della morte
Sul posto sono arrivati i tecnici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, chiamati a fare l’autopsia sulla balenottera. Con loro anche i rappresentanti della Regione Campania, dell’Asl Napoli 1 Centro e del Centro di igiene urbana veterinaria. Toccherà a loro capire cosa ha fatto perdere l’orientamento al cetaceo e cosa ha causato la sua morte nel golfo. “Solo l’esame autoptico potrà chiarire le cause del decesso”, ha detto uno dei veterinari sul posto. Al momento non si esclude nulla: potrebbe essere legato all’inquinamento o a traumi subiti dall’animale.
La città tra stupore e preoccupazione
La notizia della morte della balenottera ha subito fatto il giro, scatenando reazioni tra cittadini e ambientalisti. Sui social sono spuntate foto e video girati da chi aveva visto l’animale nei giorni scorsi. “È stato un evento raro – ha raccontato una residente del quartiere San Ferdinando – vederla così vicina alla riva ci aveva colpito tutti”. Anche la Stazione Zoologica Anton Dohrn ha seguito da vicino la vicenda, dando supporto scientifico alle autorità.
L’episodio riporta al centro il dibattito sulla presenza di grandi cetacei nel Mediterraneo e sulle condizioni delle acque costiere. Negli ultimi anni gli avvistamenti di balene e delfini vicino ai porti italiani sono aumentati, spesso legati a disorientamenti o a cambi di rotte migratorie.
Cosa succederà adesso
Nei prossimi giorni arriveranno i risultati degli accertamenti fatti dagli esperti. Intanto la Capitaneria di Porto invita a stare all’erta: “Chi vede animali in difficoltà deve segnalarlo subito”, ha ricordato il comandante. Un appello che arriva mentre la città è ancora scossa da quanto successo davanti al Molo Beverello, dove la presenza della balenottera aveva acceso speranze e curiosità. E poi, solo poche ore dopo, la scoperta della sua fine.
