Trump rivela: i potenziali leader dell’Iran che potrebbero fare la differenza

Trump rivela: i potenziali leader dell'Iran che potrebbero fare la differenza

Trump rivela: i potenziali leader dell'Iran che potrebbero fare la differenza

Matteo Rigamonti

Marzo 1, 2026

Washington, 1 marzo 2026 – Una via diplomatica per calmare le tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti è “facilmente raggiungibile”, ha detto ieri sera Donald Trump in un’intervista a CBS News. L’ex presidente americano, parlando dagli studi di New York poco dopo le 20 ora locale, ha sottolineato come la situazione internazionale sia cambiata in fretta nelle ultime ore, lasciando intendere che le pressioni su Teheran stanno spostando gli equilibri in Medio Oriente.

Trump: “Ora è più facile che ieri”

“Adesso è molto più facile che un giorno fa, perché stanno sentendo un forte peso”, ha detto Trump parlando del governo iraniano. Il riferimento, non del tutto esplicito, sembra riguardare sia le sanzioni economiche americane sia le recenti tensioni militari nella zona. Solo pochi giorni fa il Pentagono ha confermato un rafforzamento della presenza navale nel Golfo Persico, mentre da Tel Aviv sono arrivate parole caute ma ferme sulla necessità di “contenere ogni minaccia”.

Da mesi impegnato tra comizi e interviste in vista delle prossime elezioni, Trump ha scelto toni meno duri rispetto al passato. Ma non ha nascosto la sua conoscenza dei temi più delicati. “So chi sta guidando l’Iran dopo la morte di Khamenei”, ha detto, senza però entrare nei dettagli. La morte della Guida Suprema iraniana, ufficialmente il 27 febbraio a Teheran, ha aperto un periodo di incertezza politica nel Paese.

Successione in Iran: un nodo ancora da sciogliere

Quando gli è stato chiesto chi vorrebbe alla guida dell’Iran, Trump ha risposto con una battuta: “Ci sono diversi candidati validi”. Nessun nome, nessun suggerimento preciso. Solo un accenno a possibili interlocutori ritenuti affidabili da Washington. Fonti diplomatiche raccolte da CBS indicano come possibili successori figure vicine ai Pasdaran o esponenti del clero meno estremista. Ma la transizione rimane incerta. A Teheran, in queste ore, si susseguono incontri a porte chiuse tra i vertici militari e i leader religiosi.

La comunità internazionale guarda con attenzione. L’Unione Europea, con una nota del portavoce di Josep Borrell, ha ribadito l’importanza di “evitare escalation” e di “favorire un dialogo costruttivo”. Anche la Russia si è detta pronta a fare da mediatrice, mentre dalla Cina arrivano appelli per mantenere la stabilità.

Pressioni e diplomazia: gli Usa in prima linea

Le parole di Trump arrivano in un momento delicato per la diplomazia americana. Da un lato la Casa Bianca, guidata da Joe Biden, mantiene prudenza ed evita dichiarazioni troppo nette. Dall’altro, l’ex presidente cerca di proporsi come un punto di riferimento per gestire crisi internazionali complesse. “Serve fermezza ma anche apertura”, ha detto un consigliere repubblicano vicino a Trump, raggiunto al telefono nella notte.

Secondo esperti del Council on Foreign Relations, le pressioni su Teheran – tra sanzioni e isolamento politico – hanno ridotto le possibilità di manovra del nuovo gruppo al potere. Restano però molte incognite, soprattutto sulla reazione delle milizie sciite in zona e sulle conseguenze per i mercati energetici.

Israele: alta tensione e contromisure

A Tel Aviv la tensione resta alta. Fonti del Ministero della Difesa israeliano hanno fatto sapere che “ogni sviluppo sarà seguito con attenzione”, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione urgente con i vertici dei servizi segreti. Negli ultimi due giorni sono stati rafforzati i controlli al confine nord e nelle principali città.

La stampa israeliana parla di contatti indiretti tra Washington e Gerusalemme per coordinare eventuali risposte. Un diplomatico europeo a Beirut ha commentato che “la situazione è molto fluida”, con il rischio che un incidente possa far precipitare di nuovo la regione nel caos.

Cosa ci aspetta?

Al momento non ci sono segnali chiari di apertura da parte iraniana. Ma fonti ONU dicono che nelle prossime settimane potrebbero riprendere colloqui informali tra le delegazioni di Iran, Israele e Stati Uniti. Trump si mostra ottimista: “Una soluzione diplomatica è possibile”, ha ribadito a CBS.

Resta da vedere se le parole diventeranno fatti concreti. E se la crisi legata alla leadership iraniana potrà davvero essere l’occasione per cambiare gli equilibri in Medio Oriente.