Borsa europea in calo: l’impatto della crisi in Medio Oriente

Borsa europea in calo: l'impatto della crisi in Medio Oriente

Borsa europea in calo: l'impatto della crisi in Medio Oriente

Giada Liguori

Marzo 2, 2026

Milano, 2 marzo 2026 – Le Borse europee hanno aperto in rosso questa mattina, reagendo subito alle crescenti tensioni in Medio Oriente dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran. Gli investitori seguono con ansia gli sviluppi nella regione, soprattutto per il rischio che venga chiuso lo stretto di Hormuz, una via cruciale per il petrolio mondiale.

Mercati in calo dopo lo scontro in Medio Oriente

Alle 9:00, il listino di Francoforte ha perso il 2,33%, mentre Londra ha aperto con un -0,91%. A Parigi la reazione è stata più contenuta, con un calo di appena lo 0,04%. A Milano, il clima è teso: il Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in territorio negativo, con i titoli dell’energia e delle banche tra i più colpiti. “La situazione è molto incerta, gli investitori stanno cercando di capire se la crisi si allargherà”, ha spiegato un analista di una banca d’affari milanese.

Il nodo caldo: lo stretto di Hormuz

Il vero punto di attenzione è la possibile chiusura dello stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. L’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte: un blocco duraturo potrebbe far volare il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile. “Ogni interruzione lì si riflette subito sui mercati globali”, ha detto un portavoce dell’agenzia. I futures sul petrolio Brent sono già saliti del 4% nella notte, mentre il WTI si avvicina ai 98 dollari.

Banche ed energia sotto pressione

Nel settore bancario, le vendite hanno colpito soprattutto i gruppi più esposti all’estero. Un trader della City di Londra, contattato alle 8:45, ha detto: “C’è molta prudenza, nessuno vuole correre rischi inutili in questo momento”. Anche i titoli dell’energia hanno risentito della volatilità: Eni e Total hanno aperto in calo, mentre Shell ha limitato le perdite grazie a coperture sul prezzo del petrolio.

Geopolitica e timori di escalation

L’attacco della notte, secondo fonti diplomatiche europee, sarebbe una risposta a recenti provocazioni iraniane nella zona. Ma la comunità internazionale teme che la crisi possa allargarsi coinvolgendo altri Paesi della regione. “Siamo in continuo contatto con i partner europei e mediorientali”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, poco dopo le 7:30, sottolineando l’importanza di evitare un conflitto più grande.

Euro e obbligazioni: segnali contrastanti

Sul fronte valutario, l’euro ha perso un po’ terreno sul dollaro, scendendo a 1,073. I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono saliti di qualche punto base, segno che gli investitori cercano rifugio nei beni più sicuri. “In momenti come questo, l’obbligazionario core è il porto più tranquillo”, ha confidato un gestore di fondi parigino.

Attesa e prudenza in vista delle prossime ore

Ora tutti gli occhi sono puntati sulle reazioni delle grandi capitali mondiali. La Banca Centrale Europea non ha ancora commentato, ma da Francoforte filtrano indiscrezioni: la situazione viene monitorata “minuto per minuto”. Nel frattempo, la volatilità resta alta e molti desk hanno già rafforzato i controlli sul rischio.

La parola d’ordine è prudenza

Solo nelle prossime ore si capirà se la crisi resterà circoscritta o se si allargherà con effetti più pesanti sui mercati. Per ora, la cautela domina. “Non è il momento di prendere rischi inutili”, ha concluso un operatore milanese poco prima delle 10:00. Ma negli occhi e sui monitor delle sale trading europee, l’incertezza si fa sentire forte e chiara.