Parigi, 2 marzo 2026 – Per la prima volta nella storia, un aereo in volo ha trasmesso dati a velocità altissima direttamente a un satellite geostazionario. Il flusso di informazioni ha raggiunto i 2,6 gigabit al secondo, senza alcun errore. A diffondere la notizia è l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che ha guidato l’esperimento nei cieli sopra Nîmes, nel sud della Francia, insieme ad Airbus Defence and Space, alla Netherlands Organisation for Applied Scientific Research (TNO) e a Tesat, subappaltatore del progetto. Un passo avanti che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe rivoluzionare le connessioni internet a bordo di aerei e navi in movimento.
Il test a Nîmes: dati laser tra cielo e spazio
Nei giorni scorsi un aereo dotato del terminale ultraAir ha stabilito un collegamento laser con il satellite Alphasat TDP 1, posizionato a circa 36mila chilometri sopra la Terra. Il sistema, nato nell’ambito del programma ESA sulle comunicazioni quantistiche chiamato ScyLight, ha mantenuto la connessione per qualche minuto a una velocità costante di 2,6 gigabit al secondo, senza interruzioni o errori.
“Tenere il collegamento stabile con un aereo che si muove veloce tra le nuvole e in condizioni atmosferiche variabili è una vera sfida”, hanno spiegato i tecnici ESA. Eppure, nonostante turbolenze e nuvolosità sopra Nîmes, il segnale è rimasto solido per tutto il tempo. Un risultato che, dicono gli ingegneri, dimostra la robustezza della tecnologia anche in situazioni difficili.
Laser contro radio: una sfida cruciale
Le comunicazioni laser sono viste come una via d’uscita dal sovraffollamento delle frequenze radio. “I fasci laser si diffondono molto meno rispetto alle onde radio, permettendo così collegamenti più sicuri e potenti”, spiega l’ESA. In pratica, il segnale ottico resta più concentrato e meno esposto a disturbi esterni, un vantaggio decisivo per trasmettere dati in sicurezza.
Laurent Jaffart, responsabile del direttorato ESA per Resilienza, Navigazione e Connettività, ha commentato: “Questo risultato prova che le comunicazioni ottiche possono rivoluzionare la connettività sicura per i nostri Paesi”. Jaffart ha aggiunto che si sta lavorando per superare le difficoltà tecniche legate all’uso dei laser in condizioni reali: “Stiamo affrontando le sfide per mettere a punto collegamenti laser veloci capaci di evitare interferenze e di non essere facilmente rilevati, anche in situazioni complicate”.
Internet veloce anche in volo
L’obiettivo è chiaro: portare una connessione internet affidabile e veloce anche su voli di linea e traversate in mare aperto. Oggi chi viaggia su aerei o navi spesso deve rinunciare a una connessione stabile, soprattutto quando si attraversano zone lontane o oceani. La tecnologia testata sopra Nîmes potrebbe cambiare radicalmente questa situazione.
Il terminale ultraAir è stato progettato per resistere alle sollecitazioni tipiche del volo: vibrazioni, cambi di quota, variazioni improvvise del clima. Durante il test, partito poco dopo le 10 del mattino da una pista secondaria dell’aeroporto locale, gli ingegneri hanno monitorato in tempo reale la qualità del segnale. “Abbiamo visto i dati scorrere senza mai fermarsi”, ha raccontato uno dei tecnici a bordo.
Prossimi passi e scenari futuri
Non è solo una prova tecnica. Questo esperimento apre la strada a sviluppi concreti per l’industria aeronautica e navale europea. “Immaginiamo un futuro in cui chiunque possa lavorare o comunicare senza limiti anche durante un volo intercontinentale”, ha detto un portavoce di Airbus Defence and Space. Le prossime tappe prevedono test su rotte più lunghe e con condizioni meteorologiche più variabili.
L’ESA non ha ancora fissato una data per l’arrivo sul mercato della tecnologia, ma fonti vicine al progetto parlano di una possibile estensione dei test entro la fine del 2026. Nel frattempo, le aziende coinvolte stanno lavorando per rendere i terminali più piccoli e meno costosi.
In attesa di sviluppi, il successo della trasmissione tra aereo e satellite è un segnale chiaro: la corsa a una connettività globale ad alta velocità entra in una nuova fase. E questa volta, tra nuvole e raggi laser, l’Europa vuole giocare da protagonista.
