Milano, 2 marzo 2026 – L’attacco all’Iran e la rapida rappresaglia di Teheran contro i Paesi del Golfo stanno già facendo tremare i mercati internazionali e mettendo a rischio il commercio mondiale. Nello Stretto di Hormuz, tra Oman e Iran, centinaia di petroliere e navi di gas liquefatto sono bloccate ai margini delle rotte principali. I grandi player della logistica, come Maersk, hanno iniziato a deviare le loro portacontainer lontano dal Golfo. Il risultato? Prezzi del petrolio alle stelle e un clima di incertezza che rischia di travolgere le Borse di tutto il mondo.
Petrolio in volo: il Brent sfiora gli 80 dollari
Nel mercato over the counter, fuori dai circuiti ufficiali, il prezzo del barile è schizzato in poche ore di oltre il 10%. Il Brent, il riferimento mondiale per il greggio, ha toccato i 80 dollari, rispetto ai 72,8 della chiusura di venerdì. Un balzo che non si vedeva da mesi e che, secondo gli esperti, potrebbe essere solo l’inizio. “Pensiamo che i prezzi si avvicineranno ai 100 dollari al barile, e potrebbero superarli se lo Stretto di Hormuz resterà chiuso a lungo”, ha detto Ajay Parmar, direttore energia e raffinazione di ICIS. Un pronostico condiviso anche dagli analisti di Barclays e delle principali banche d’affari.
Stretto di Hormuz, il punto nevralgico del commercio mondiale
Lo Stretto di Hormuz è un passaggio obbligato per circa un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas. In queste ore, la sua parziale chiusura, controllata dai Pasdaran iraniani, sta mettendo in crisi la logistica energetica globale. Gli otto Paesi dell’Opec+ hanno annunciato un aumento della produzione di oltre 200mila barili al giorno per aprile, ma per molti è troppo poco. “È un rialzo più alto del previsto, ma rappresenta una goccia nel mare rispetto alla produzione totale del cartello”, ha commentato un trader londinese contattato nel primo pomeriggio.
Borse in rosso: il Medio Oriente paga il prezzo più alto
Le prime a risentire della tensione sono state le Borse del Medio Oriente, aperte già domenica: ad Amman, Il Cairo e Mascate si sono viste perdite pesanti. A Riad, l’indice principale ha lasciato sul terreno il 2%. Dubai e Abu Dhabi hanno scelto di sospendere le contrattazioni per lunedì e martedì, una mossa che, secondo gli analisti, potrebbe far salire la volatilità nei prossimi giorni. L’unico a muoversi in controtendenza è stato Saudi Aramco, che ha guadagnato oltre il 3%, spinto dalle scommesse su un rapido aumento del prezzo del petrolio.
Effetti a catena: inflazione e rischi per il commercio globale
Il blocco delle rotte marittime nel Golfo non colpisce solo il petrolio. Le principali compagnie aeree stanno già pensando di fermare i voli nei grandi hub mediorientali, con un impatto diretto sui costi. “Siamo doppiamente colpiti: da un lato il blocco dei voli, dall’altro il caro carburante”, ha spiegato un manager di Emirates durante una call con gli investitori. Gli operatori temono che un aumento prolungato del prezzo dell’energia possa scatenare una nuova ondata di inflazione in Europa e Asia, proprio mentre le economie cercano di rialzarsi dopo la pandemia.
Bitcoin si riprende dopo la morte di Khamenei
In questo clima teso, fa notizia anche il comportamento del Bitcoin: dopo aver perso terreno sabato, la criptovaluta ha recuperato terreno fino a quota 68.000 dollari nelle ultime ore. A spingere il rialzo è stata la conferma della morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Un segnale che alcuni investitori stanno cercando rifugio negli asset digitali, in attesa di capire come si evolverà la crisi.
Mercati in apnea: tutti con il fiato sospeso
Ora tutti guardano all’apertura delle Borse asiatiche, nella notte tra domenica e lunedì. Gli esperti si aspettano forti oscillazioni anche nei titoli petroliferi europei e asiatici. “Il respiro è corto: tutto dipenderà da quanto durerà la crisi nello Stretto”, ha confidato un gestore milanese. Per ora, tra operatori e osservatori si respira una tregua fragile. Ma basta poco — una nuova escalation militare o un incidente sulle rotte — per cambiare tutto di nuovo.
