Il macaco Punch conquista Sanremo: tra borse, tatuaggi e gli Easter egg di Google

Il macaco Punch conquista Sanremo: tra borse, tatuaggi e gli Easter egg di Google

Il macaco Punch conquista Sanremo: tra borse, tatuaggi e gli Easter egg di Google

Matteo Rigamonti

Marzo 2, 2026

Tokyo, 2 marzo 2026 – Punch, il piccolo macaco giapponese che ha conquistato il cuore di milioni sui social, è ormai un vero fenomeno globale. Arrivato allo zoo di Ishikawa sei mesi fa, il suo racconto ha ispirato meme, tatuaggi, accessori di moda e persino una sorpresa digitale firmata Google. Tutto è partito da un gesto semplice: un peluche Ikea donato dagli operatori dello zoo per aiutarlo a superare il rifiuto della madre.

Punch e il peluche Ikea: un legame che ha fatto il giro del mondo

A luglio, quando Punch è venuto alla luce nello zoo della prefettura di Ishikawa, la madre, stanca e provata, lo ha respinto. Preoccupati per il suo destino, gli operatori hanno scelto di crescerlo a mano. Per dargli conforto, gli hanno messo tra le zampe un orango di peluche della linea Djungelskog di Ikea. Da allora, Punch non si è mai separato dal suo “genitore” di stoffa: lo stringe quando dorme, lo tiene stretto se si sente minacciato. Le immagini del cucciolo che si rifugia tra le braccia del peluche hanno fatto il giro del mondo, spopolando su TikTok, Instagram e X.

La Punch-mania conquista i giovani tra moda e tatuaggi

Non è passato molto prima che la storia di Punch uscisse dallo zoo. In molte città del Giappone, ma anche a Milano e Parigi, sono spuntate borse con il celebre peluche Djungelskog appeso. Ragazzi e adolescenti lo portano come simbolo di solidarietà verso Punch e, più in generale, verso chi si sente escluso. Intanto sui social si diffondono video di tatuaggi ispirati al macaco: “Tiny Punch the monkey” recita uno dei post più condivisi su TikTok. L’artista @stenner_tattoo racconta: “Me lo chiedono in tanti, ormai è diventato un simbolo”.

Il ritorno tra i suoi e le lunghe file allo zoo

Dopo mesi difficili e qualche tentativo fallito – i primi incontri con gli altri macachi sono stati pieni di fughe e rifiuti – Punch è stato finalmente accolto dal branco. Oggi vive stabilmente nello zoo di Ishikawa, dove ogni giorno centinaia di visitatori fanno la fila per vederlo. “C’è chi arriva alle otto del mattino solo per scattare una foto”, racconta un addetto alla biglietteria. Il peluche è sempre con lui, una presenza rassicurante che non ha mai abbandonato.

Il peluche Djungelskog va a ruba nei negozi Ikea

La popolarità di Punch ha avuto effetti immediati anche sul mercato. Nei negozi Ikea in Giappone, ma anche negli Stati Uniti, in Corea del Sud e in Italia, il peluche Djungelskog è sparito dagli scaffali in poche settimane. Chi ne aveva uno lo mette in vendita online su piattaforme come Vinted ed eBay a prezzi triplicati rispetto all’originale. Ikea Japan ha colto la palla al balzo, lanciando una campagna social dedicata a Punch e donando una collezione completa di peluche allo zoo di Ishikawa. “È diventato il nostro prodotto più richiesto”, ammette un responsabile del negozio di Tokyo.

Google celebra Punch con un Easter egg speciale

Anche Google ha voluto rendere omaggio alla storia: digitando “Punch macaco” o “Punch the monkey” sul motore di ricerca, appare una pioggia di immagini animate del piccolo macaco. L’Easter egg, lanciata la settimana scorsa, ha già raccolto oltre 35 milioni di “cuoricini” ed è facile da condividere con un click. Un modo, spiegano da Mountain View, per “diffondere una storia che ha toccato il cuore di tanti”.

Da meme a Sanremo: Punch è ovunque

La fama di Punch non si è fermata ai social o ai negozi. All’ultimo Festival di Sanremo, il macaco è stato protagonista di meme che lo ritraevano come ospite d’onore sul palco dell’Ariston. Un’ironia collettiva che conferma quanto la sua vicenda abbia conquistato l’immaginario di tutti.

Una storia che parla a tutti

In fondo, la storia di Punch – fatta di abbandono, forza e affetto inaspettato – continua a emozionare persone di ogni età. Dai bambini che chiedono ai genitori un peluche “come quello di Punch” agli adulti che ci vedono un messaggio universale. E mentre Punch cresce, sempre abbracciato al suo orango di stoffa, la fila davanti allo zoo non accenna a diminuire.