Israele colpisce un alto dirigente di Hezbollah: potrebbe essere Qassem

Israele colpisce un alto dirigente di Hezbollah: potrebbe essere Qassem

Israele colpisce un alto dirigente di Hezbollah: potrebbe essere Qassem

Matteo Rigamonti

Marzo 2, 2026

Beirut, 2 marzo 2026 – L’esercito israeliano ha annunciato nelle ultime ore di aver colpito un “importante terrorista di Hezbollah” nel cuore di Beirut, senza però rivelare chi fosse esattamente il bersaglio. La notizia, diffusa dal portavoce militare israeliano, ha subito acceso le speculazioni sia nella capitale libanese che oltreconfine, mentre la tensione tra Israele e il movimento sciita resta altissima.

Raid a Beirut, colpito un alto esponente di Hezbollah

L’IDF (Israel Defense Forces) ha fatto sapere che l’attacco ha preso di mira un esponente di rilievo di Hezbollah. “Poco fa, l’IDF ha colpito con precisione un importante terrorista di Hezbollah a Beirut”, si legge nel comunicato diffuso nel pomeriggio. Non sono stati forniti altri dettagli, né sull’identità della vittima né sulle modalità dell’operazione. Fonti locali raccontano di esplosioni intorno alle 15.30 nella zona sud della città, da sempre una roccaforte del movimento guidato da Hassan Nasrallah.

Voci su Naim Qassem: il numero due di Hezbollah nel mirino?

In pochi minuti, diverse testate mediorientali hanno rilanciato l’ipotesi che il bersaglio fosse Naim Qassem, il segretario generale aggiunto di Hezbollah e numero due del movimento. Al momento però non ci sono conferme ufficiali né da Israele né da fonti vicine al gruppo sciita. “Secondo le prime ricostruzioni”, spiegano alcuni giornalisti sul posto, “l’attacco ha colpito un convoglio in movimento, ma non è chiaro chi fosse a bordo”. Anche la tv libanese Al-Manar, vicina a Hezbollah, non ha diffuso notizie su eventuali feriti o vittime.

Le parole dure del ministro della Difesa israeliano

A rendere ancora più tesa la situazione ci hanno pensato le dichiarazioni del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che poche ore prima aveva indicato proprio Qassem come “un bersaglio”. “Naim Qassem ora è un bersaglio”, ha detto Katz in una conferenza stampa a Tel Aviv. Il ministro ha aggiunto: “Chiunque segua la strada di Khamenei finirà presto con lui nelle profondità dell’inferno, insieme a tutti gli altri che abbiamo eliminato dell’asse del male”. Parole forti, che segnano una linea dura e una strategia israeliana sempre più aggressiva verso i vertici di Hezbollah e i loro alleati.

Tensione alle stelle a Beirut, la reazione di Dahiyeh

Nel quartiere di Dahiyeh, cuore della presenza di Hezbollah a Beirut, la tensione è palpabile. Pattuglie armate sorvegliano gli ingressi principali e molti negozi hanno chiuso le serrande. “Abbiamo sentito un forte boato, poi sirene ovunque”, racconta Ahmed, commerciante locale. “La gente teme nuovi attacchi”. Sui social si diffondono video che mostrano colonne di fumo e ambulanze che sfrecciano verso il luogo dell’esplosione.

Nessuna conferma su Qassem, il mistero resta

Nonostante le voci insistenti, fonti vicine a Hezbollah non hanno confermato nulla sulla sorte di Naim Qassem. In serata, alcuni media libanesi hanno riportato che il leader sarebbe illeso e in un luogo sicuro, ma anche queste notizie non trovano riscontri ufficiali. “Non commentiamo operazioni in corso”, ha detto un portavoce del movimento raggiunto telefonicamente.

Un’escalation pericolosa, il rischio guerra è dietro l’angolo

L’attacco arriva in un momento di forte escalation tra Israele e Hezbollah lungo il confine meridionale del Libano. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati scontri a fuoco e raid mirati contro esponenti del movimento sciita. Secondo analisti locali, un colpo ai vertici di Hezbollah potrebbe scatenare una risposta su larga scala. “Il rischio di una nuova guerra è reale”, avverte Karim Bitar, politologo dell’Università Saint Joseph di Beirut.

Per ora, Beirut resta sospesa nell’attesa. Le autorità libanesi hanno aumentato i controlli nei punti chiave della città, mentre la comunità internazionale segue con preoccupazione gli sviluppi. Nel frattempo, il timore è che la spirale della violenza possa allargarsi ancora, senza che si abbia ancora certezza su chi è stato colpito nell’attacco israeliano.