New York, 2 marzo 2026 – L’invecchiamento delle cellule è molto più complesso e coordinato di quanto si pensasse finora. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Science, firmato dal team guidato da Junyue Cao alla Rockefeller University di New York. Analizzando più di 7 milioni di cellule prelevate da 21 tessuti diversi di topi di varie età, i ricercatori hanno scoperto che i cambiamenti legati all’età avvengono in modo sincronizzato in tutto il corpo. Questo fenomeno aumenta il rischio di malattie come tumori, demenze e patologie cardiovascolari.
Una mappa precisa dell’invecchiamento cellulare
Per la prima volta, grazie alla tecnica single-cell Atac-seq, è stato possibile osservare come la struttura della cromatina – il materiale che avvolge il DNA nel nucleo – cambi nel tempo. Gli scienziati hanno esaminato cellule di topi giovani (un mese), adulti (cinque mesi) e anziani (21 mesi), creando una vera e propria “mappa” delle trasformazioni legate all’età. “Il sistema è molto più dinamico di quanto si pensasse”, ha spiegato Cao, sottolineando che alcuni cambiamenti partono già in giovane età. “L’invecchiamento non è solo qualcosa che succede alla fine della vita, ma la continuazione di processi già in corso.”
Cambiamenti coordinati tra organi lontani
Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dallo studio è la sincronia dei cambiamenti cellulari in organi diversi. “Gli stessi stati cellulari comparivano e sparivano in modo parallelo in tessuti diversi”, ha detto Cao, suggerendo che esistono segnali comuni – probabilmente sostanze trasportate dal sangue – che regolano queste trasformazioni in tutto il corpo. Il fenomeno si è osservato sia nei topi maschi sia nelle femmine, anche se più della metà dei cambiamenti varia in base al sesso.
Declino e crescita: cosa succede nei tessuti
Nel dettaglio, lo studio mostra che mentre le cellule del sistema immunitario aumentano con l’età, quelle di muscoli e reni calano vistosamente. La composizione cellulare e la struttura della cromatina cambiano in tutti i tipi di cellule, ma in modi diversi a seconda del tessuto. “Abbiamo visto che le cellule immunitarie crescono, mentre quelle muscolari diminuiscono molto”, ha raccontato Ziyu Lu, co-autrice dello studio.
Nuove strade per le terapie anti-invecchiamento
Scoprire i segnali che regolano l’invecchiamento cellulare apre ora la strada a possibili interventi mirati. “Nella mappa dei cambiamenti cellulari possiamo individuare i fattori che guidano l’invecchiamento”, ha spiegato Cao. “Questo potrebbe permetterci di intervenire direttamente sul processo stesso.” In pratica, capire questi segnali comuni potrebbe portare a nuove terapie per rallentare o modificare l’andamento delle malattie legate all’età.
Un meccanismo condiviso da tutti i mammiferi
Anche se lo studio è stato fatto sui topi, gli autori sottolineano che il meccanismo riguarda tutti i mammiferi, umani compresi. La ricerca è un passo avanti importante per capire come funziona davvero l’invecchiamento e le malattie che ne derivano. “Capire non solo cosa cambia con l’età, ma perché succede, è la sfida più grande per la medicina nei prossimi anni”, ha ribadito Cao.
La comunità scientifica segue con attenzione i risultati della Rockefeller University, nella speranza che presto si possano mettere a punto strategie concrete per combattere le malattie dell’età agendo direttamente sui processi cellulari che le causano.
