Milano, 2 marzo 2026 – La Borsa di Milano ha chiuso in netto calo oggi, lunedì 2 marzo, seguendo il trend negativo delle principali piazze europee. A spaventare i mercati è stata l’ennesima escalation della crisi in Medio Oriente, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran nella notte tra domenica e lunedì. Il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,5%, scendendo sotto i 46mila punti poco prima delle 17.30, in un clima di grande incertezza che si è avvertito fin dall’apertura.
Medio Oriente, mercati in fibrillazione
L’attacco, confermato da fonti ufficiali statunitensi e israeliane, ha fatto scattare subito la reazione dei mercati europei. A Milano, come a Francoforte e Parigi, si sono viste vendite pesanti soprattutto su titoli industriali e bancari. “La situazione geopolitica è molto tesa, e i mercati rispondono con nervosismo”, ha detto un analista di una banca d’affari milanese. Il Ftse Mib ha aperto subito in rosso e non è più riuscito a riprendersi nel corso della giornata.
Difesa ed energia vanno controcorrente
In mezzo a questo scenario incerto, però, alcuni settori hanno retto. Il comparto della difesa ha messo a segno rialzi importanti: Leonardo è salito del 4,61%, mentre Fincantieri ha guadagnato il 2,2%. “Quando il clima si fa teso, gli investitori cercano rifugio nei titoli legati alla sicurezza e alla difesa”, ha spiegato un gestore di portafoglio contattato da alanews.it. Bene anche il settore dell’energia: Eni ha chiuso con un +3,9%, spinta dal rialzo del petrolio dopo le tensioni nel Golfo Persico.
Industriali e banche in affanno
A soffrire di più sono stati i titoli industriali e quelli bancari. Stellantis ha perso quasi il 6% (-5,96%), colpita sia dall’incertezza internazionale sia dal timore di una frenata nella domanda globale di auto. Male anche le banche: Bper ha lasciato sul campo il 4,5%, Mps il 4,56% e Mediobanca il 4,4%. “Il settore finanziario paga sempre un prezzo alto quando il rischio geopolitico cresce”, ha spiegato un trader milanese. Le vendite sulle banche si sono fatte più intense soprattutto nel pomeriggio.
Moda sotto pressione
Anche la moda ha risentito della giornata negativa. Moncler ha chiuso in calo del 4,38%, mentre Brunello Cucinelli ha perso il 4,18%. Secondo alcuni operatori, il settore soffre sia per le tensioni internazionali sia per alcune prese di profitto dopo i recenti guadagni. “Il clima resta incerto, così gli investitori preferiscono alleggerire le posizioni più esposte”, ha confidato un broker specializzato nel lusso.
Europa in rosso, occhi puntati sul futuro
La giornata nera di Piazza Affari si inserisce in un quadro europeo altrettanto difficile. A Francoforte il Dax ha perso più del 2%, Parigi ha chiuso con un calo simile. Gli operatori guardano ora alle prossime mosse delle banche centrali e agli sviluppi diplomatici. “Se la crisi si allarga, la volatilità potrebbe crescere ancora”, ha ammesso un economista di una società di consulenza internazionale.
Per ora, però, la parola d’ordine è prudenza. Nelle sale operative di Piazza Affari, tra via Tommaso Grossi e piazza degli Affari, si è lavorato fino all’ultimo minuto con sguardi tesi sui monitor e telefoni che non smettevano di squillare. Solo domani si potrà capire se questa tempesta sarà breve o l’inizio di un periodo più difficile per i mercati europei.
