Salvini: l’Italia dice no a soldati in Iran e Ucraina

Salvini: l'Italia dice no a soldati in Iran e Ucraina

Salvini: l'Italia dice no a soldati in Iran e Ucraina

Matteo Rigamonti

Marzo 2, 2026

Milano, 2 marzo 2026 – Questa mattina, durante un sopralluogo ai cantieri di riqualificazione degli edifici Aler in zona San Siro, a Milano, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ribadito con decisione che l’Italia non manderà truppe né in Ucraina né in Iran. Una presa di posizione chiara, arrivata a pochi giorni dall’attacco americano in territorio iraniano e mentre Francia e Gran Bretagna discutono di un possibile aumento della loro presenza militare in Medio Oriente.

Italia fuori dai conflitti armati

L’Italia non è in guerra con nessuno”, ha detto Salvini ai giornalisti poco dopo le 10, tra ponteggi e operai al lavoro. “Abbiamo sempre detto che non avremmo mandato soldati in Ucraina, e credo che lo stesso varrà per l’Iran. Sostenere i nostri alleati è una cosa, mandare truppe in una zona di guerra è un’altra, e questo non è nei nostri piani”. Con queste parole, il vicepremier ha voluto mettere in chiaro la linea del governo, mentre a Parigi e Londra si valuta un coinvolgimento diretto nel Medio Oriente.

Solo la diplomazia può evitare l’escalation

Alla domanda sul fatto che l’Italia non fosse stata informata prima dell’attacco americano in Iran, Salvini ha risposto senza giri di parole: “Non è questione di imbarazzo, ma di salvare vite in Italia e nel mondo. La diplomazia è sempre la strada da seguire”. Ha poi aggiunto che sarà il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a riferire in Parlamento sugli sviluppi internazionali: “Ci penserà lui in Aula”, ha chiarito.

Le tensioni dopo l’attacco in Iran

L’atmosfera resta pesante dopo il raid americano che, secondo la Casa Bianca, ha colpito obiettivi militari ritenuti cruciali dal regime di Teheran. Interrogato sulle ragioni dell’intervento senza consultare gli alleati europei, Salvini ha sottolineato: “Il dialogo è sempre la strada migliore per risolvere i conflitti. Penso a tutti gli sforzi per fermare la guerra tra Russia e Ucraina. Se Washington ha deciso di agire prima che una bomba atomica cadesse nelle mani di un regime sanguinario, avrà avuto le sue ragioni”. E, a proposito delle comunicazioni tra leader, ha scherzato: “Non sto a contare chi chiama chi per primo o per secondo”.

Il governo unito nonostante le polemiche

Non sono mancate le domande sul viaggio a Dubai del ministro della Difesa, Guido Crosetto. Salvini ha evitato dettagli: “Mi fido dei miei colleghi, so che stanno facendo il massimo in un momento difficile”. Una risposta anche alle critiche dell’opposizione, che ha chiesto chiarimenti sulle assenze istituzionali: “L’opposizione fa il suo lavoro, chiede dimissioni ogni giorno, noi continuiamo a lavorare”.

Il ruolo dell’Italia in un quadro internazionale teso

La posizione italiana resta dunque prudente. Mentre Francia e Regno Unito valutano di rafforzare le loro forze in Medio Oriente, il governo Meloni conferma il no a un coinvolgimento diretto nelle guerre in corso. Secondo fonti diplomatiche raccolte da alanews.it, questa scelta trova sostegno anche tra i partner europei più cauti. La priorità è proteggere la sicurezza nazionale e puntare sulla diplomazia multilaterale.

Nel cantiere Aler di via Zamagna, intanto, il rumore delle betoniere continuava a fare da sottofondo alle chiacchiere tra gli operai e Salvini, che si è fermato a scambiare qualche parola prima di lasciare la zona poco prima delle 11. Nessun commento in più sul fronte internazionale. Ma il messaggio è chiaro: l’Italia non manderà soldati né in Ucraina né in Iran, puntando tutto sul dialogo e la collaborazione tra alleati.