Tragedia a Milano: indagini sul conducente del tram deragliato e perquisizioni in Atm

Tragedia a Milano: indagini sul conducente del tram deragliato e perquisizioni in Atm

Tragedia a Milano: indagini sul conducente del tram deragliato e perquisizioni in Atm

Matteo Rigamonti

Marzo 2, 2026

Milano, 2 marzo 2026 – Il conducente del tram 9 coinvolto nel deragliamento di venerdì scorso in viale Vittorio Veneto è ora iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di disastro ferroviario. La Procura ha preso questa decisione dopo aver ricevuto la relazione della Polizia locale, che ha ricostruito passo passo cosa è successo nell’incidente costato la vita a due persone. Stamattina, gli agenti hanno fatto una perquisizione nella sede Atm di via Monte Rosa, portando via documenti e registrazioni delle comunicazioni tra il conducente e la centrale operativa. Un passaggio fondamentale per capire cosa sia davvero successo nei minuti prima dello schianto.

Lo schianto: la corsa fuori controllo del tram 9

Dalle prime verifiche tecniche, sembra che il nuovo modello Tramlink stesse andando oltre i limiti di velocità consentiti in quel tratto. Ma non è tutto: il tram avrebbe saltato la fermata, ignorato un semaforo e attraversato lo scambio senza rallentare. Gli investigatori parlano di una corsa “a manetta”, finita drammaticamente alla curva di via Lazzaretto. Qui il tram si è inclinato pericolosamente, rischiando di ribaltarsi. Un albero secolare sullo spartitraffico ha fermato la corsa, ma non abbastanza per evitare l’impatto contro le vetrine dell’edificio all’angolo.

L’urto è stato violentissimo. I soccorsi sono arrivati poco dopo le 8.30 del mattino, ma per Ferdinando Favia, 59 anni, e Abdou Karim Touré, 56 anni, non c’è stato niente da fare. Erano a bordo del tram e sono stati travolti dalla massa d’acciaio e dai vetri rotti. Altri passeggeri hanno riportato ferite meno gravi. Qualcuno ha parlato di “un’accelerazione improvvisa”, altri hanno visto il conducente “immobile” pochi attimi prima dello schianto.

Le indagini si stringono: perquisizioni e sequestri in Atm

La Procura di Milano, guidata dal pm Giovanni Polizzi, ha subito avviato accertamenti serrati. Stamattina, intorno alle 7.45, la Polizia locale ha fatto irruzione nella sede Atm di via Monte Rosa per una perquisizione e sequestro. Gli investigatori puntano a mettere le mani sulle registrazioni delle comunicazioni tra il conducente e la centrale nelle ore prima dell’incidente, oltre ai registri di manutenzione del tram e ai turni di lavoro del personale.

Fonti interne ad Atm dicono che “tutta la documentazione richiesta è stata consegnata senza problemi”. L’azienda, in una nota diffusa nel pomeriggio, ha ribadito “la massima collaborazione con le autorità” e la volontà di “fare chiarezza su ogni aspetto, tecnico e umano, di questa tragedia”.

Il racconto del conducente: “Ho perso conoscenza”

Il tranviere indagato, 60 anni e quasi 35 di servizio, ha raccontato la sua versione dal letto dell’ospedale Niguarda, dove è ricoverato per un trauma cranico. “Ho sentito dolore alla gamba – ha detto agli agenti – poi mi sono sentito male. Ho avuto un mancamento, tutto è diventato buio e ho perso il controllo”. Ha ribadito che proprio in quel momento ha perso completamente il comando del tram.

I primi test tossicologici, su alcol e droghe, sono risultati negativi. Nessuna traccia di sostanze alteranti nel sangue, come confermato dai referti medici consultati dagli inquirenti. Il conducente è stato dimesso con una prognosi di venti giorni.

Il futuro delle indagini: analisi tecniche e testimonianze

Nei prossimi giorni saranno decisive le verifiche sulle scatole nere del tram e sulle condizioni meccaniche del mezzo. Gli investigatori stanno ascoltando testimoni a bordo e residenti della zona. Alcuni hanno parlato di un “boato improvviso”, altri hanno visto i soccorsi arrivare in pochi minuti.

La Procura aspetta ora i risultati delle perizie per capire se ci siano state falle nei sistemi di sicurezza o errori umani dietro la tragedia. Solo così si potrà stabilire chi è davvero responsabile e se si poteva evitare. Intanto, Milano resta sotto choc per un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza dei trasporti pubblici in città.