Tragedia all’ex Ilva: operaio perde la vita, indagini in corso

Tragedia all'ex Ilva: operaio perde la vita, indagini in corso

Tragedia all'ex Ilva: operaio perde la vita, indagini in corso

Matteo Rigamonti

Marzo 2, 2026

Taranto, 2 marzo 2026 – Loris Costantino, operaio di 26 anni della ditta di pulizie Gea Power, è morto questa mattina dopo essere caduto da un piano di calpestio nella linea di Agglomerato dello stabilimento ex Ilva di Taranto. La notizia, confermata dall’Asl, ha scosso la comunità operaia e riacceso il dibattito sulla sicurezza negli impianti industriali.

Tragedia all’ex Ilva: cosa è successo

L’incidente è avvenuto intorno alle 8.30 mentre Costantino stava svolgendo le sue mansioni di pulizia per conto della Gea Power, una delle aziende che lavorano all’interno dello stabilimento siderurgico. Il giovane era su una passerella sopraelevata nella zona dell’Agglomerato, l’area dove si lavorano le materie prime prima della fusione. Per motivi ancora da chiarire, ha perso l’equilibrio ed è precipitato nel vuoto. I colleghi hanno subito dato l’allarme. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Il cordoglio e le prime reazioni

La notizia della morte di Loris Costantino ha fatto rapidamente il giro tra i lavoratori e i sindacati. “Siamo distrutti, non si può morire così a 26 anni”, ha raccontato un collega che ha preferito restare anonimo. Anche Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria, che gestisce lo stabilimento, ha espresso “profondo cordoglio” per la tragica scomparsa. In una nota, l’azienda ha spiegato di aver “avviato subito tutte le verifiche per ricostruire con precisione l’incidente” e ha assicurato “piena collaborazione con le autorità”.

Indagini in corso, si cerca la verità

Sul posto sono arrivati gli ispettori dello Spesal dell’Asl di Taranto, insieme ai carabinieri e ai tecnici della Procura. Stanno raccogliendo testimonianze e controllando i filmati delle telecamere per capire se le regole di sicurezza siano state rispettate. “Serve verificare se l’operaio indossasse i dispositivi di protezione e se la zona fosse adeguatamente segnalata”, ha detto uno degli ispettori.

Un impianto già segnato da incidenti

L’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, non è nuova a episodi simili. Negli ultimi anni, diversi lavoratori, sia diretti sia dell’indotto, sono rimasti coinvolti in incidenti. Solo nel 2024, nell’area dell’Agglomerato, si erano già registrati due casi gravi, anche se senza vittime. I sindacati tornano a chiedere “più controlli e investimenti sulla sicurezza”. “Non possiamo continuare a piangere giovani vite spezzate”, ha dichiarato Giuseppe Romano, segretario provinciale della Fiom Cgil.

Il dolore di una comunità

Nel quartiere Tamburi, a casa di Loris, amici e parenti si sono stretti intorno alla famiglia. Il padre, visibilmente provato, ha detto solo: “Era un ragazzo serio, lavorava per aiutarci”. La madre non riesce a parlare. I vicini raccontano che Loris era entrato da poco nella Gea Power, dopo anni di lavori saltuari. “Aveva tanti sogni – confida un amico d’infanzia – ma qui a Taranto non è facile”.

Cosa succederà adesso

Nei prossimi giorni la Procura disporrà l’autopsia sul corpo del giovane. Intanto, l’area dell’incidente è sotto sequestro per i rilievi tecnici. Gli inquirenti dovranno stabilire se ci siano state negligenze o violazioni delle norme di sicurezza. Solo allora sarà possibile capire se qualcuno dovrà rispondere penalmente.

La morte di Loris Costantino riapre una ferita mai chiusa nella città dell’acciaio. Un’altra giornata segnata dal dolore e dalle domande ancora senza risposta sulla sicurezza nei grandi impianti industriali italiani.