Everett lascia Emily in Paris per un nuovo progetto su Wilde

Everett lascia Emily in Paris per un nuovo progetto su Wilde

Everett lascia Emily in Paris per un nuovo progetto su Wilde

Giada Liguori

Agosto 18, 2025

Rupert Everett, attore britannico noto per il suo talento versatile e il suo carisma, ha recentemente condiviso la sua esperienza nel mondo dello spettacolo, rivelando sia le sue passioni che le sue delusioni. La sua carriera è costellata di successi, da opere teatrali a film di grande impatto, ma non senza ostacoli. Everett, che ha raggiunto la fama internazionale grazie a pellicole iconiche come Another Country e Ballando con uno sconosciuto, ha sempre mantenuto un legame speciale con l’Italia, un Paese che ha avuto un ruolo significativo nella sua crescita professionale.

il sogno di diventare come julie andrews

In un’intervista all’ANSA, Everett ha rivelato un aneddoto personale, dichiarando di aver sognato di diventare come Julie Andrews, l’amatissima attrice di Mary Poppins, che ha avuto un’influenza profonda sulla sua infanzia e sulla sua carriera. “Mary Poppins è stato il mio film del cuore, quello determinante per me”, ha affermato, sottolineando quanto il cinema e l’arte abbiano influenzato la sua vita.

delusioni professionali e il mondo dello spettacolo

Tuttavia, non tutto è andato secondo i piani. Recentemente, l’attore ha subito una delusione professionale. In occasione del festival di Marateale, ha rivelato di essere stato “cacciato” dal popolare show Emily in Paris, in cui interpretava il ruolo di Giorgio Barbieri, il direttore di uno studio di interior design. “Ho girato una scena nell’ultima stagione e mi hanno detto: ‘Ci sentiamo l’anno prossimo’. Ho aspettato che mi chiamassero, ma alla fine la telefonata non è mai arrivata e mi hanno semplicemente licenziato. Per me è stata una tragedia. Sono stato a letto per due settimane perché non riuscivo a superarli”, ha raccontato, esprimendo il suo disorientamento nei confronti delle dinamiche dello show business.

Everett ha commentato come sia difficile comprendere le scelte che vengono fatte durante la scrittura di un copione. “Quando scrivono la sceneggiatura, pensano di volerti bene, ma poi le cose cambiano e decidono di far fuori il tuo personaggio e tu non sai perché”, ha spiegato, mostrando una vulnerabilità che risuona con molti artisti del settore.

la lotta per la carriera e l’amore per l’italia

Un elemento significativo della sua storia è il suo coming out nei primi anni ’90, un gesto che ha attirato l’attenzione dei media e ha avuto un impatto profondo sulla sua carriera. “Ebbe clamore sì e portò pregiudizio. Non è stato facile andare avanti nella carriera, essere apertamente gay in un ambiente ipocrita come era ancora di più in quegli anni mi ha tagliato fuori da molti lavori”, ha riflettuto, rievocando le sfide che ha affrontato.

Nonostante le difficoltà, Everett si identifica come un “bulimico di lavoro”, riconoscendo che la chiave per il successo è la perseveranza. “Il mio consiglio è che un attore giovane deve lavorare sempre. La carriera è un up and down e tu devi sempre fare sforzi per esserci”, ha detto, sottolineando l’importanza di non arrendersi e di continuare a cercare opportunità.

Il suo amore per l’Italia è evidente e risale agli anni ’80, quando ha recitato in film come Gli occhiali d’oro di Giuliano Montaldo e Cronaca di una morte annunciata di Francesco Rosi, che hanno contribuito ad aumentare la sua popolarità nel Paese. Everett parla anche italiano e si è detto “onorato” di aver ispirato Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog, personaggio che ha avuto un forte impatto sulla cultura popolare italiana. “Sono stato felice di scoprire che il personaggio di Dylan Dog era un po’ ispirato a me”, ha rivelato, mostrando il suo orgoglio per questo legame con la cultura italiana.

Quando si tratta di progetti futuri, Everett ha dichiarato di essere attratto da storie ambientate in contesti storici. “Io vado pazzo per questo. La cosa che mi piace di più, che sia teatro, cinema o televisione, è scoprire la verità storica di un personaggio, il contesto, l’epoca”, ha affermato, evidenziando la sua passione per la narrazione autentica.

Una figura che ha particolarmente colpito Everett è Oscar Wilde, il celebre scrittore britannico perseguitato per la sua omosessualità nell’Inghilterra del XIX secolo. “Ho dedicato tantissimo a lui. In The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde nel 2018, ho scritto, diretto e interpretato la storia dei suoi ultimi anni nell’esilio di Parigi”, ha spiegato, rivelando il suo desiderio di continuare a esplorare la vita di Wilde attraverso il cinema. “Il mio sogno, cui lavoro sempre, è di fare ancora un nuovo film su di lui”, ha concluso, lasciando intravedere la sua continua dedizione all’arte e alla storia.

Con un curriculum così ricco e una passione inarrestabile, Rupert Everett rimane una figura affascinante nel panorama cinematografico contemporaneo, intriso di esperienze e desideri che lo guidano verso nuovi orizzonti creativi.