Sanità in crisi: 13 miliardi di euro in meno in tre anni secondo Gimbe

Sanità in crisi: 13 miliardi di euro in meno in tre anni secondo Gimbe

Sanità in crisi: 13 miliardi di euro in meno in tre anni secondo Gimbe

Matteo Rigamonti

Ottobre 8, 2025

La situazione della sanità pubblica in Italia è sempre più allarmante, come evidenziato dall’ottavo Rapporto della Fondazione Gimbe, un’istituzione chiave nel monitoraggio della salute pubblica. Secondo il rapporto, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è in una fase critica, descritta come una “lenta agonia”. Negli ultimi tre anni, il settore ha subito un taglio di 13,1 miliardi di euro, un dato che solleva interrogativi sul futuro dell’assistenza sanitaria pubblica.

I dati rivelano che le famiglie italiane si trovano ad affrontare un carico economico insostenibile, con 41,3 miliardi di euro di spese sanitarie a loro carico. Questo ha costretto un italiano su dieci a rinunciare a cure mediche necessarie, evidenziando le disuguaglianze nell’accesso alle cure, che colpiscono in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione.

disparità nel numero di professionisti sanitari

Il rapporto mette in luce una significativa disparità nel numero di professionisti sanitari. Sebbene l’Italia si posizioni al secondo posto in Europa per numero di medici, la carenza di infermiere, figure fondamentali per garantire un’assistenza di qualità, amplifica le difficoltà del sistema. Questa mancanza di personale sanitario crea un circolo vizioso che compromette l’efficienza del SSN.

ritardi nel piano nazionale di ripresa e resilienza

Un altro aspetto critico riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per il settore sanitario, che presenta gravi ritardi. Attualmente, solo il 4,4% delle case della comunità, misure chiave del piano, è pienamente operativo. Questo ritardo è preoccupante, poiché tali strutture dovrebbero alleviare la pressione sugli ospedali e migliorare l’accesso alle cure.

Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha commentato che, nonostante l’aumento di 11,1 miliardi di euro nel Fondo sanitario nazionale per il triennio 2023-2025, questo incremento non compensa il taglio di 13,1 miliardi subito in precedenza. Infatti, la percentuale del Fondo sanitario nazionale sul PIL è scesa dal 6,3% nel 2022 al 6% nel 2023, con una leggera ripresa prevista al 6,1% per il biennio 2024-2025.

il rischio di privatizzazione della sanità

Cartabellotta avverte che ignorare questa problematica porta a un lento smantellamento del SSN, aprendo la strada a interessi privati. La privatizzazione della sanità potrebbe trasformare l’accesso alle cure in un privilegio per pochi, negando il diritto alla salute a milioni di cittadini.

L’analisi della Fondazione Gimbe evidenzia l’assenza di visione e determinazione da parte dei governi nel rilanciare il SSN. Nonostante le promesse di investimenti e riforme, le risorse destinate alla sanità pubblica risultano insufficienti. Le conseguenze sono chiare: aumento delle disuguaglianze, famiglie in difficoltà economica e personale sanitario demotivato che cerca opportunità nel privato.

Cartabellotta sottolinea l’importanza di una sinergia tra governo, regioni e aziende sanitarie locali (ASL) per trasformare le risorse disponibili in servizi accessibili e di qualità. Senza questa collaborazione, si rischia di lasciare in eredità alle future generazioni non solo strutture vuote, ma anche un pesante indebitamento.

Il futuro del Servizio Sanitario Nazionale dipende da una chiara scelta politica: considerare la salute come un investimento strategico per il benessere della società o trattarla come un costo da comprimere. La sfida è garantire un SSN forte, equo e sostenibile, in grado di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, senza distinzione.