Ascoltare il mare: in Sicilia nasce la prima rete di sensori e intelligenza artificiale

Ascoltare il mare: in Sicilia nasce la prima rete di sensori e intelligenza artificiale

Ascoltare il mare: in Sicilia nasce la prima rete di sensori e intelligenza artificiale

Matteo Rigamonti

Ottobre 25, 2025

In un’epoca in cui la tecnologia sta trasformando il nostro modo di interagire con l’ambiente, la Sicilia si pone all’avanguardia in un progetto innovativo che unisce sensori avanzati e Intelligenza Artificiale. Si chiama “Vongola” ed è la prima rete a livello europeo dedicata all’ascolto del mare. Questo sistema è progettato per monitorare in tempo reale i fondali del mar Ionio e per tutelare la biodiversità degli ecosistemi marini, un obiettivo cruciale in un’area come il Mediterraneo, dove le attività umane sono sempre più invasive.

Un progetto innovativo

Avviato nel luglio 2024, il progetto ha scelto tre siti pilota:

  1. Porto di Catania
  2. Stretto di Messina
  3. Area Marina Protetta del Plemmirio a Siracusa

La scelta di questi luoghi non è casuale; il porto di Catania è un crocevia marittimo di grande importanza, mentre lo Stretto di Messina è noto per la sua complessità ecologica e la varietà di specie marine che lo abitano. L’Area Marina Protetta del Plemmirio, con la sua ricca biodiversità, rappresenta un laboratorio ideale per le ricerche di conservazione.

Il finanziamento del progetto proviene dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), nell’ambito del National Biodiversity Future Center di Palermo. A realizzare “Vongola” è il Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia (Csfnsm), in collaborazione con le Università di Catania e Mediterranea di Reggio Calabria, insieme all’azienda messinese Nadir Byte. Questo consorzio di enti di ricerca e imprese evidenzia l’importanza della sinergia tra il mondo accademico e quello industriale per affrontare le sfide ambientali.

Monitoraggio e innovazione

Alessia Tricomi, direttrice del Csfnsm e coordinatrice del progetto, ha spiegato che “il Mar Mediterraneo è come un grande laboratorio per il monitoraggio sottomarino”. Le sue parole riflettono l’intento del progetto di non solo raccogliere dati, ma anche di sviluppare tecnologie innovative al servizio dell’ambiente. La missione di “Vongola” è duplice: da un lato, comprende l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi marini; dall’altro, trasforma queste informazioni in conoscenza utile a supportare azioni di tutela e conservazione.

Un elemento distintivo di “Vongola” è l’utilizzo di un sensore avanzato installato sul cavo elettro-ottico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, situato a 2.100 metri di profondità nel porto di Catania. Questo sensore, un prototipo sviluppato dall’azienda francese Alcatel Submarine Networks, impiega tecnologia laser per generare migliaia di punti di ascolto virtuali, creando una sorta di catena di microfoni che si estende per 40 chilometri. Questo sistema è in grado di acquisire suoni in modo continuo, distinguendo tra le varie sorgenti sonore, dal crepitio dei gamberetti ai rumori delle grandi navi in transito a chilometri di distanza.

Un passo verso la sostenibilità

L’implementazione di tecnologie così sofisticate è fondamentale per ottenere un quadro chiaro e preciso dello stato di salute degli ecosistemi marini. Le informazioni raccolte dai sensori non solo contribuiranno a monitorare la biodiversità, ma aiuteranno anche a identificare i cambiamenti ambientali causati da fattori come l’inquinamento, il traffico marittimo e il cambiamento climatico. In questo modo, “Vongola” diventa un’importante risorsa per le autorità locali e nazionali, fornendo dati che possono guidare le politiche di conservazione e gestione sostenibile delle risorse marine.

Il progetto ha anche un forte valore educativo e di sensibilizzazione. Attraverso la condivisione dei dati e dei risultati delle ricerche, sarà possibile aumentare la consapevolezza sull’importanza della biodiversità marina e sulle minacce che essa affronta. L’educazione e la sensibilizzazione della comunità sono essenziali per stimolare un cambiamento positivo nei comportamenti individuali e collettivi, favorendo un atteggiamento più responsabile nei confronti del mare.

Inoltre, la scelta di utilizzare algoritmi di Intelligenza Artificiale per analizzare i dati raccolti rappresenta un passo avanti significativo nella ricerca oceanografica. L’IA consente di elaborare enormi quantità di informazioni in tempi rapidi, identificando schemi e tendenze che potrebbero rimanere invisibili a un’analisi manuale. Ciò permetterà di avere un monitoraggio più efficace e tempestivo, fondamentale per la conservazione della biodiversità.

In sintesi, il progetto “Vongola” non è solo un’iniziativa tecnologica, ma un passo verso una gestione più sostenibile delle risorse marine nel Mediterraneo. Attraverso l’integrazione di sensori avanzati e IA, la Sicilia si pone come un modello di innovazione e responsabilità ambientale, contribuendo a preservare uno degli ecosistemi più ricchi e vulnerabili del pianeta. Con l’auspicio che simili iniziative possano diffondersi in altre regioni, il progetto “Vongola” rappresenta una luce di speranza per il futuro del nostro mare.