Occupazione in flessione: 45mila posti persi, ma la disoccupazione scende al 6,1%

Occupazione in flessione: 45mila posti persi, ma la disoccupazione scende al 6,1%

Occupazione in flessione: 45mila posti persi, ma la disoccupazione scende al 6,1%

Giada Liguori

Dicembre 11, 2025

Roma, 11 dicembre 2025 – Il mercato del lavoro italiano rallenta nel terzo trimestre del 2025. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, gli occupati sono calati di 45mila unità rispetto ai tre mesi precedenti, fermandosi a 24 milioni 102mila. Un piccolo calo dello 0,2% che mette fine, almeno per ora, a una crescita che durava da diciassette trimestri di fila. Va detto però che, rispetto allo stesso periodo del 2024, il dato resta praticamente stabile, con una diminuzione di appena 7mila persone.

Occupazione ferma, ma con differenze tra Nord e Sud

Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni resta fermo al 62,5%, identico al trimestre prima. Dietro a questa apparente stabilità però si nascondono realtà molto diverse da zona a zona. Nel Mezzogiorno si registra un leggero aumento degli occupati, mentre nel Centro-Nord si vede una piccola flessione. “La situazione generale tiene, ma le differenze tra territori restano importanti”, spiega un analista Istat. In particolare, alcune province del Sud come Bari e Palermo hanno guadagnato qualche posto di lavoro, mentre città come Milano e Bologna hanno visto una lieve diminuzione.

Disoccupazione in calo, ma cresce chi non cerca lavoro

Nonostante il calo degli occupati, il tasso di disoccupazione scende al 6,1%, calando di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente. Un dato che può sembrare strano, ma si spiega con l’aumento del tasso di inattività, salito al 33,3% (+0,3 punti). In sostanza, più persone hanno smesso di cercare un lavoro. “È un fenomeno da tenere d’occhio”, commenta un funzionario del Ministero del Lavoro, “perché può segnalare scoraggiamento o difficoltà a entrare nel mercato del lavoro”. Le prime analisi mostrano che l’aumento dell’inattività riguarda soprattutto donne e giovani tra i 18 e i 29 anni.

Dati non corretti per stagionalità: un quadro stabile

Se si guardano i dati grezzi, senza togliere gli effetti stagionali, il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre resta al 5,6%, lo stesso valore di un anno fa. Questo conferma una certa tenuta del mercato del lavoro italiano nel confronto annuale. “Il sistema regge, ma dà segnali di fatica”, osserva un economista della Cgil. In alcune regioni come Veneto e Toscana la domanda di lavoro rimane alta, soprattutto nei settori turistico e manifatturiero. In altre zone, invece, la ripresa stenta a decollare.

Sindacati e imprese: serve una risposta concreta

Le prime reazioni ai dati Istat arrivano da sindacati e imprese. La Cisl chiede “un piano straordinario per l’occupazione di giovani e donne”, mentre Confindustria sottolinea la necessità di “politiche attive più efficaci e incentivi mirati per far entrare i giovani nel lavoro”. Dal governo arrivano rassicurazioni: “Monitoreremo con attenzione l’andamento nei prossimi mesi”, spiegano fonti del Ministero dell’Economia.

Cosa aspettarsi nel 2026

Gli esperti invitano a muoversi con cautela nelle previsioni per il prossimo anno. Il rallentamento dell’economia globale e le incognite sull’inflazione potrebbero pesare sull’andamento dell’occupazione anche nel 2026. “Sarà fondamentale sostenere la domanda interna e rafforzare le competenze dei lavoratori”, spiega un docente di economia del lavoro dell’Università La Sapienza. Solo così, dicono gli analisti, si potrà capire se il calo di questi mesi è solo un momento di pausa o l’inizio di una fase più difficile per il mercato del lavoro italiano.