San Paolo, 16 dicembre 2025 – La compagnia mineraria cinese China Molybdenum (Cmoc) ha annunciato oggi l’acquisto di quattro miniere d’oro in Brasile per oltre un miliardo di dollari. Un passo importante che rafforza la sua presenza in Sud America. L’operazione riguarda siti finora gestiti dalla canadese Equinox Gold e si estende tra Maranhão, Minas Gerais e Bahia. La chiusura è prevista entro il primo trimestre del 2026, ma dipende ancora dal via libera delle autorità antitrust brasiliane e dei regolatori cinesi.
Cmoc punta in alto nel mercato dell’oro sudamericano
Il pacchetto comprende la miniera di Aurizona a Maranhão, la miniera Rdm in Minas Gerais e il complesso Bahia, che racchiude i siti di Fazenda e Santa Luz. Secondo Equinox Gold, queste miniere producono insieme circa 7,5 tonnellate d’oro all’anno e dispongono di riserve stimate in 121,3 tonnellate (3,9 milioni di once). Un volume che, come ha detto un dirigente canadese, “rappresenta una fetta importante della produzione aurifera brasiliana”.
Questa mossa di Cmoc arriva dopo un’altra operazione simile: ad aprile scorso il gruppo cinese aveva già comprato la canadese Lumina, proprietaria della più grande miniera d’oro dell’Ecuador, per 421 milioni di dollari. Un segnale chiaro della strategia cinese di consolidarsi nel settore minerario del Sud America.
Accordo in attesa di ok e prime reazioni dal mercato
L’intesa tra Cmoc ed Equinox Gold prevede che il passaggio di proprietà avvenga solo dopo il via libera delle autorità competenti. A esaminare l’operazione saranno il Consiglio amministrativo per la difesa economica (Cade) brasiliano e i regolatori cinesi. “Contiamo che tutto si risolva senza intoppi entro marzo 2026”, ha detto una fonte vicina alla trattativa.
La notizia ha già mosso i mercati: il titolo Equinox Gold alla Borsa di Toronto ha segnato un piccolo rialzo nelle prime ore di contrattazione. Gli investitori sembrano aver apprezzato la liquidità ottenuta dalla vendita. Intanto, diversi analisti sottolineano come la presenza cinese nel settore minerario latinoamericano sia destinata a crescere ancora.
Lavoro e comunità: aspettative e timori
Le quattro miniere coinvolgono oggi circa 2.000 addetti, tra personale diretto e indotto. Nei territori interessati – come Godofredo Viana (Maranhão) e Santaluz (Bahia) – la notizia è stata accolta con prudenza. I sindacati chiedono garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro e sulla continuità dei progetti sociali portati avanti da Equinox Gold.
Un rappresentante dei lavoratori di Aurizona ha spiegato: “Aspettiamo di capire quali sono i piani del nuovo proprietario. La priorità resta la sicurezza del lavoro e il rispetto degli accordi sindacali”. Cmoc ha risposto rassicurando che “non ci saranno cambiamenti immediati nella gestione” e che “verranno valutate tutte le iniziative già avviate”.
La Cina rafforza la sua morsa sulle materie prime
L’acquisto delle miniere brasiliane rientra in un disegno più ampio: la crescita degli investimenti cinesi nelle materie prime dell’America Latina. Secondo il Ministero delle Miniere brasiliano, negli ultimi cinque anni i capitali cinesi nel settore aurifero locale sono più che raddoppiati. Pechino punta a diversificare le fonti di approvvigionamento e a tenere in mano le filiere chiave.
“Il Brasile resta uno dei maggiori produttori mondiali di oro”, ha ricordato un funzionario del governo. “L’interesse degli investitori stranieri è destinato a crescere.” Solo nel 2024 la produzione nazionale ha superato le 90 tonnellate, con una buona parte esportata verso l’Asia.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Per Cmoc è la seconda grande operazione in pochi mesi. Gli esperti prevedono che altre acquisizioni potrebbero arrivare, soprattutto in Perù e Colombia, dove si stanno già facendo trattative preliminari. Intanto, tutti gli occhi sono puntati sulle decisioni delle autorità brasiliane e sulle condizioni che potrebbero imporre per dare il via libera definitivo.
“Il settore minerario sudamericano sta cambiando velocemente”, ha commentato un analista a Rio de Janeiro. “La presenza cinese è ormai una realtà consolidata.” Resta da vedere quali saranno gli effetti concreti per le comunità e per il mercato globale dell’oro.
