Ancona, 16 dicembre 2025 – Nadir Taji, giovane regista di origini marocchine, ha trionfato al Premio Stamira con il cortometraggio “Festa in famiglia”, premiato come miglior corto al Dorico International Film Fest. La cerimonia si è svolta tra la Mole Vanvitelliana, il Cinema Italia e il Cinema Azzurro, nel cuore di Ancona, dal 6 al 14 dicembre. Questa ventiduesima edizione ha visto arrivare oltre mille opere da tutto il mondo e un pubblico attento, coinvolto in più di cinquanta eventi tra proiezioni, incontri e workshop.
Dorico International Film Fest, il cinema breve che fa discutere
Il Dorico International Film Fest, guidato dal regista Daniele Ciprì e dallo sceneggiatore Luca Caprara, si conferma uno degli appuntamenti di punta in Italia per il cinema breve. Organizzato dall’associazione Nie Wiem, il festival ha presentato una selezione ricca e diversificata di corti, con uno sguardo particolare ai temi sociali e ai diritti umani. “Abbiamo voluto dare spazio a storie che mettono in discussione la società – ha detto Ciprì – perché il cinema deve raccontare anche ciò che spesso si preferisce ignorare”.
“Festa in famiglia”: dietro la facciata di una famiglia marocchina
“Festa in famiglia” di Nadir Taji racconta una realtà difficile. Dietro la serenità apparente di una famiglia marocchina si nasconde un episodio scioccante: Hassan, uno degli adulti, molesta di nascosto la cugina dodicenne. Questo segreto costringe la famiglia a una scelta dolorosa: proteggere l’unità o affrontare la verità. “Volevo portare alla luce una storia che spesso resta nascosta tra le mura di casa – ha spiegato Taji – perché solo affrontando il dolore si può sperare di guarire”. Il corto ha colpito la giuria per la capacità di trattare un tema così delicato senza cadere in soluzioni scontate.
Nadir Taji, un talento in crescita
Nato a Cremona nel 2000 e cresciuto a Mantova, Taji si è trasferito a Roma per studiare sceneggiatura. Nel 2017 ha pubblicato “Torna a me” per Franco Angeli. Ha lavorato come fonico e assistente operatore in diverse produzioni televisive italiane. Nel 2021 ha diretto il cortometraggio “Alla Speranza Che Tu Possa Demolirmi e Nulla Più”, seguito dal documentario “Le Mot” nel 2022, entrambi prodotti da Persona Film Industri. Oggi vive a Roma e frequenta il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. “Il cinema è il mio modo per capire il mondo”, ha detto durante la premiazione.
I premi principali e le menzioni d’onore
Oltre al Premio Stamira, la giuria ha dato una menzione speciale a “Dead time – Tempi morti” di Giacomo Tazzini, che ha vinto anche il secondo Premio Accademia del Cinema Renoir. Il Premio del Pubblico Dorico Moroder è andato a “Pinocchio Reborn” di Matteo Cirillo, che ha incassato anche il riconoscimento della Confartigianato. Il Premio Giuria Giovani Nazareno Re è stato assegnato a “Marcello” di Maurizio Lombardi. “A domani” di Emanuele Vicorito ha conquistato sia il Premio Coop For Movies sia il Premio Ristretti Oltre Le Mura. Infine, “Vermi” di Domenico Distilo ha ricevuto il Premio Acec Sentieri di Cinema.
Diritti umani e cinema: il concorso internazionale
Il concorso “Short on rights / A corto di diritti”, nato con Amnesty International Italia, ha premiato “Yarê” di Sallar Othman con il Premio Amnesty International. Pubblico e giuria giovani hanno scelto “The Weight of Light” di Anna Hints. “Il cinema è uno strumento potente per parlare di diritti umani”, ha sottolineato Luca Caprara durante uno dei panel.
Ancona e il cinema: un legame che guarda avanti
“Il sostegno del Comune di Ancona al Dorico International Film Festival 2025 nasce da un percorso condiviso”, ha detto l’assessora alla Cultura Marta Paraventi. Con la candidatura di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028, il festival diventa uno strumento chiave per valorizzare la città e rafforzare il dialogo con il cinema internazionale.
La ventiduesima edizione del Dorico si chiude così, tra applausi e riflessioni, lasciando sul tavolo nuove promesse per il futuro del cinema breve italiano e internazionale.
