Il super peso messicano: una corsa trionfale verso la fine del 2025

Il super peso messicano: una corsa trionfale verso la fine del 2025

Il super peso messicano: una corsa trionfale verso la fine del 2025

Giada Liguori

Dicembre 16, 2025

Città del Messico, 16 dicembre 2025 – Contro ogni previsione fatta a inizio anno, il peso messicano si conferma tra le valute più forti del 2025. A due settimane dalla chiusura dell’anno, la moneta messicana ha messo a segno un +16,6% sul dollaro americano, superata solo da alcune valute emergenti e di paesi dell’Est Europa. Un risultato che, dicono gli esperti locali, “ha stupito anche i più ottimisti”, in un periodo segnato da molte incertezze a livello globale.

Peso messicano ai massimi da luglio: i dati che sorprendono

Nelle ultime ore, il tasso di cambio ha superato la soglia psicologica delle 18 unità per dollaro, attestandosi intorno a 17,96. Un livello che mancava da luglio 2024. Nel confronto con le altre valute, il peso messicano è stato battuto solo dal rublo russo (+42,1%), dal fiorino ungherese (+21,1%), dalla corona ceca (+17,7%) e dal peso colombiano (+15,9%). “Il mercato ha premiato la solidità dei fondamentali messicani”, ha detto Ana María Salazar, economista intervistata da Reuters, sottolineando come il Messico sia riuscito a mantenere il suo appeal nonostante le tensioni geopolitiche e le minacce tariffarie dagli Stati Uniti.

Inflazione e politica monetaria: la chiave della tenuta

Dietro la forza del peso messicano c’è un mix di fattori. Da una parte, la Federal Reserve ha adottato una linea più morbida, tagliando i tassi per sostenere l’economia americana. Dall’altra, la Banca centrale del Messico (Banxico) ha dovuto tenere i tassi alti. L’inflazione di novembre, salita al 3,80%, ha superato le attese, rallentando le speranze di un rapido allentamento monetario. “Non possiamo permetterci passi falsi”, ha ammesso il governatore Victoria Rodríguez Ceja durante una conferenza stampa a Città del Messico. “La priorità è tenere stabile il prezzo al consumo”.

Carry trade e flussi di capitale: il Messico resta una scommessa

Il differenziale tra i tassi messicani e quelli americani continua ad attirare capital stranieri. Il cosiddetto carry trade – cioè la strategia di guadagnare sulla differenza tra i tassi di due Paesi – ha visto molti investitori puntare sul peso. Secondo la Banca centrale, negli ultimi giorni gli ingressi netti verso il debito pubblico messicano sono aumentati del 7%. “Gli investitori cercano rendimento e il Messico lo offre”, spiega l’analista finanziario Carlos Herrera. Ma i rischi restano: le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e le tensioni commerciali sono sempre lì, in agguato.

2026 tra opportunità e insidie

Guardando avanti, gli operatori mantengono un atteggiamento prudente. “Il peso ha fatto un bel salto quest’anno”, confida un trader della Bolsa Mexicana de Valores. “Ma basta poco per far cambiare rotta”. Tra i pericoli principali ci sono un possibile cambio di politica monetaria negli Stati Uniti e nuove pressioni sull’inflazione interna. Le prime stime della banca JP Morgan indicano che nel 2026 il peso potrebbe restare stabile sui livelli attuali, a meno di shock improvvisi.

La Banca centrale tiene il punto, i mercati osservano

La decisione della Banxico di non abbassare ancora i tassi è stata accolta bene dai mercati. Gli investitori hanno letto questa scelta come un segnale di prudenza. “La banca centrale messicana procede con molta cautela”, nota l’economista Rafael Camacho. Solo così si potrà parlare di un vero cambio di passo. Nel frattempo, il peso resta sotto la lente: ogni dato economico viene passato al setaccio, ogni parola dei banchieri fa la differenza nelle attese.

Un 2025 sorprendente per la valuta messicana

In sintesi, il 2025 si chiude con un bilancio che nessuno si aspettava per il peso messicano. Una moneta che, tra sorprese e resistenza, è diventata protagonista sui mercati valutari mondiali. Gli investitori restano all’erta, consapevoli che la volatilità può tornare da un momento all’altro. Ma per ora, da Città del Messico a New York, la parola d’ordine è una sola: resilienza.