Istat: l’export in caduta libera, ma l’import segna un lieve incremento a ottobre

Istat: l'export in caduta libera, ma l'import segna un lieve incremento a ottobre

Istat: l'export in caduta libera, ma l'import segna un lieve incremento a ottobre

Giada Liguori

Dicembre 16, 2025

Milano, 16 dicembre 2025 – A ottobre 2025 le esportazioni italiane hanno fatto un passo indietro, calando del 3% rispetto al mese precedente. Nel frattempo, le importazioni hanno messo a segno una leggera crescita dello 0,3%. A fornire questi numeri è l’Istat, che oggi ha diffuso il quadro degli scambi commerciali del nostro Paese con l’estero. La flessione dell’export ha riguardato sia i mercati dell’Unione europea (in calo del 2,8%) che quelli extra Ue (meno 3,2%), interrompendo la serie positiva dei mesi scorsi.

Export in discesa a ottobre, ma su base annua tiene

L’Istat spiega che la frenata delle esportazioni rispetto a settembre si inserisce in un quadro di incertezza che ha segnato il commercio internazionale negli ultimi tempi. Però, se si guarda all’anno, la situazione cambia: rispetto a ottobre 2024, l’export italiano è salito del 2,3% in valore e dello 0,5% in volume. Gli esperti dell’Istituto sottolineano come questo dato rifletta la solidità di alcuni settori chiave e una domanda ancora robusta da parte di certi mercati esteri.

A spingere in alto la crescita annua sono soprattutto i paesi extra Ue, con un aumento del 4,1%. Più contenuto invece il passo verso i partner europei, dove la crescita si ferma allo 0,5%. “Questo rallentamento va letto tenendo conto delle tensioni globali e delle oscillazioni dei prezzi dell’energia”, spiegano dall’Istat. Solo così si capisce la complessità della situazione.

Importazioni in lieve crescita, trainate dall’estero extra Ue

Sul fronte delle importazioni, ottobre ha segnato un aumento modesto mese su mese (+0,3%), ma più consistente su base annua, con un +3,4% in valore rispetto allo stesso mese del 2024. Anche qui il contributo più forte arriva dai paesi extra Ue, che registrano un +4,2%, mentre l’area Ue cresce del 2,7%. In termini di volume, l’import è salito del 4,4%.

Gli addetti ai lavori fanno notare come la domanda interna resti vivace per alcune categorie di merci, soprattutto beni intermedi e materie prime, nonostante il rallentamento della produzione industriale in autunno. “Il dato sulle importazioni – ha detto un funzionario del Ministero delle Imprese – rispecchia anche la necessità di rifornirsi in vista delle festività e della ripresa delle attività produttive nel nuovo anno”.

Energia e domanda globale dietro le oscillazioni

Dietro i numeri di export e import ci sono diverse cause. Da un lato la domanda globale, ancora influenzata da tensioni geopolitiche e dalla frenata di alcune economie asiatiche. Dall’altro, il prezzo dell’energia: secondo le prime analisi, la volatilità dei costi energetici ha pesato sia sui prezzi all’esportazione sia su quelli all’importazione.

“Non è solo una questione di quantità, ma anche di valore degli scambi”, spiega un economista della Bocconi. “L’aumento dei prezzi può gonfiare i dati senza riflettere una vera crescita delle merci scambiate”. Un dettaglio che si vede bene nei numeri Istat: la crescita su base annua dell’export in volume (+0,5%) è molto più contenuta rispetto a quella in valore (+2,3%).

Prospettive incerte, operatori guardano al futuro con prudenza

Per i prossimi mesi, tra chi opera nel commercio estero prevale la prudenza. Le incertezze legate all’andamento dei mercati internazionali e alle scelte delle banche centrali rendono difficile fare previsioni precise. “Siamo in una fase di passaggio – ammette un export manager milanese – e ogni mese può riservare sorprese”.

Gli osservatori sottolineano che sarà fondamentale tenere d’occhio l’andamento dei prezzi dell’energia e la domanda dai principali partner commerciali dell’Italia. Solo così si potrà capire se il calo di ottobre è un episodio isolato o l’inizio di una tendenza più duratura. Nel frattempo, i dati Istat offrono un quadro utile per orientarsi in un autunno economico pieno di incognite.