Superbonus: il conto salato dello Stato supera i 128 miliardi a novembre

Superbonus: il conto salato dello Stato supera i 128 miliardi a novembre

Superbonus: il conto salato dello Stato supera i 128 miliardi a novembre

Giada Liguori

Dicembre 16, 2025

Roma, 16 dicembre 2025 – A fine novembre, il bilancio del Superbonus racconta una storia fatta di cifre impressionanti e di una platea variegata di beneficiari. Secondo i dati pubblicati da Enea, le detrazioni fiscali accumulate per i lavori completati grazie a questo incentivo hanno raggiunto quota 128,4 miliardi di euro. A più di quattro anni dal lancio, il quadro è chiaro: il Superbonus ha lasciato un segno profondo sul patrimonio edilizio italiano.

Superbonus, i numeri dei cantieri: condomini, case singole e persino castelli

Il rapporto Enea, aggiornato al 30 novembre 2025, mostra che sono stati 139.073 i condomini che hanno sfruttato il bonus per interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza sismica. Un numero che da solo racconta quanto il Superbonus abbia preso piede nelle grandi città e nei centri più popolosi. Ma la misura ha toccato anche le abitazioni singole: sono ben 245.294 gli edifici unifamiliari che hanno beneficiato degli incentivi, mentre le unità immobiliari indipendenti – spesso villette o porzioni di case bifamiliari – ammontano a 117.394.

Tra i dati più curiosi spicca la presenza di cinque castelli tra i beneficiari, a dimostrazione che il Superbonus ha raggiunto anche immobili di pregio e valore storico. “Abbiamo registrato richieste da proprietari di dimore storiche”, spiega un funzionario Enea, “ma si tratta di casi particolari, spesso vincolati da regole molto rigide”.

Un impatto economico senza precedenti

Le detrazioni maturate – 128,4 miliardi – sono una delle voci più pesanti tra gli aiuti all’edilizia degli ultimi decenni. Gli esperti del settore parlano di un vero e proprio effetto volano che ha coinvolto imprese edili, fornitori di materiali e professionisti. “Il volume dei lavori ha superato ogni aspettativa”, ammette un dirigente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), “ma ora il settore guarda al futuro con un po’ di incertezza sulla sostenibilità”.

Intanto il governo segue da vicino l’andamento della spesa pubblica legata al Superbonus. La Corte dei Conti, in una relazione di ottobre, ha messo in guardia: “L’impatto sul bilancio dello Stato è stato rilevante” e ha invitato a procedere con prudenza su eventuali proroghe o nuove misure simili.

Reazioni tra entusiasmo e dubbi sul domani

Gli amministratori condominiali esprimono una generale soddisfazione per i risultati ottenuti. “Abbiamo visto migliorare la qualità degli edifici e il comfort per chi ci abita”, racconta Marco De Santis, amministratore a Milano. Ma non mancano i problemi: ritardi nei pagamenti dei crediti fiscali e intoppi burocratici hanno segnato molte fasi del percorso.

Sul fronte politico, il dibattito resta acceso. Alcuni membri della maggioranza parlano del successo della misura come spinta per la ripresa dopo la pandemia. Dall’altra parte, le opposizioni chiedono più trasparenza sui controlli e sulle reali ricadute ambientali. “Serve un’analisi seria sull’effettiva efficienza energetica degli interventi”, commenta la deputata Chiara Rossi (PD), “non basta guardare solo ai numeri”.

Cosa ci aspetta: scadenze e prospettive

Con il 2025 che volge al termine, molti proprietari si chiedono cosa succederà adesso. Il Superbonus, nella sua forma originaria al 110%, ha già subito diverse modifiche. Oggi la percentuale di detrazione è scesa e le regole per accedere sono più rigide. Fonti del Ministero dell’Economia confermano che non sono in programma nuove proroghe generali, ma si sta valutando di intervenire con misure mirate per chi è più in difficoltà.

Nel frattempo, nei cantieri ancora aperti si corre contro il tempo per rispettare le scadenze di legge. “L’incertezza è tanta”, confida un tecnico nella provincia di Roma, “molti clienti temono di non riuscire a chiudere i lavori in tempo”.

Un’eredità difficile da decifrare

Il Superbonus lascia un segno profondo nel panorama urbano italiano: milioni di metri quadri rinnovati, ma anche molte domande aperte su costi e benefici nel lungo periodo. Gli esperti invitano a non buttare via l’esperienza accumulata in questi anni. Solo così si potrà capire davvero l’impatto di questa misura sulla vita delle persone e sull’ambiente.

Per ora, restano i numeri: 128,4 miliardi di euro in detrazioni accumulate, quasi 500mila edifici coinvolti e un dibattito destinato a tenere banco a lungo nella politica economica italiana.