Roma, 18 dicembre 2025 – La tredicesima mensilità, quella somma extra che aspettano ogni anno milioni di lavoratori italiani, torna a far parlare di sé con l’uscita della guida aggiornata della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Il documento, pubblicato proprio in questi giorni, mette nero su bianco regole, eccezioni e casi particolari legati alla cosiddetta gratifica natalizia. Spiega come si calcola, come viene tassata e chi ha davvero diritto a riceverla. Un tema che, come ogni dicembre, coinvolge aziende, dipendenti e consulenti in vista delle festività.
La tredicesima: cosa è e a chi spetta davvero
La tredicesima è una mensilità in più rispetto alle dodici previste dal contratto di lavoro. È una sorta di retribuzione differita, di solito pagata a dicembre, che spetta ai lavoratori dipendenti in base ai mesi effettivamente lavorati durante l’anno. “Non tutte le assenze valgono per la tredicesima”, spiegano gli esperti della Fondazione, che sottolineano come contino solo i giorni effettivamente lavorati o quelli coperti da eventi tutelati, come malattia o maternità obbligatoria.
In linea di massima, chi ha lavorato tutto l’anno senza interruzioni non giustificate riceve una mensilità lorda in più. Se invece si è assunti o si lascia il lavoro a metà anno, la tredicesima viene calcolata a proporzione: un dodicesimo per ogni mese effettivo di lavoro. Attenzione però, perché i contratti collettivi possono prevedere regole diverse. “Per capire quando un dodicesimo è maturato bisogna sempre guardare il contratto applicato”, ricordano i consulenti.
Assenze, cassa integrazione e situazioni particolari
Non tutte le assenze pesano allo stesso modo sulla maturazione della tredicesima. Le assenze per motivi legali, come malattia certificata, infortunio sul lavoro o maternità obbligatoria, sono considerate valide per il calcolo. Diverso il discorso per ferie non pagate, aspettative senza stipendio o sospensioni non pagate dal datore: in questi casi, la tredicesima può essere ridotta o addirittura non spettare.
Attenzione particolare va ai lavoratori in cassa integrazione. La guida spiega che i periodi coperti da integrazione salariale contribuiscono alla tredicesima solo se previsto dal contratto collettivo o se il datore di lavoro integra la retribuzione. Ci sono poi casi particolari, come chi lavora a chiamata o da casa, dove il calcolo segue regole specifiche, illustrate con esempi nel documento.
Tredicesima in busta paga: come si calcola e quanto si paga di tasse
L’importo lordo della tredicesima è soggetto alle stesse trattenute previdenziali delle normali retribuzioni. Vale anche per i premi Inail. Dopo aver sottratto i contributi a carico del lavoratore, la somma viene tassata secondo le aliquote Irpef in vigore nel mese in cui viene pagata. “La tredicesima non gode delle detrazioni per lavoro dipendente né per familiari a carico”, spiegano dalla Fondazione. Per questo, il netto che arriva in busta spesso è più basso rispetto a una mensilità normale.
Per chiarezza e praticità, molte aziende fanno un cedolino a parte per la tredicesima, che di solito arriva entro Natale. Questa somma non è un pagamento occasionale e rientra nel calcolo del trattamento di fine rapporto, come stabilito dall’articolo 2120 del Codice civile.
Bonus 100 euro: cosa succede sulla tredicesima
Un nodo spesso fonte di dubbi è il cosiddetto bonus fiscale da 100 euro, introdotto nel 2020 e destinato ai lavoratori con redditi fino a 28.000 euro l’anno. Questo bonus, che ha preso il posto del vecchio credito da 80 euro, si calcola in base al reddito e alle detrazioni spettanti.
Ma attenzione: come chiarisce la Fondazione Studi, il bonus non si applica sulla tredicesima, ma solo sulla paga ordinaria di dicembre. “Il bonus di 100 euro lo si trova solo nella busta paga di dicembre, non in quella della tredicesima”, spiegano gli esperti. Questo perché il bonus si lega ai giorni coperti da detrazione per lavoro dipendente.
Domande frequenti e consigli utili
La guida della Fondazione risponde anche a tanti dubbi comuni: dal calcolo per apprendisti e part-time, alle questioni legate a maternità facoltativa e congedi parentali. Gli esperti consigliano sempre di controllare le regole del proprio contratto collettivo e, in caso di dubbi, di rivolgersi a un consulente del lavoro.
In conclusione, la tredicesima resta un appuntamento molto atteso, ma regolato da norme precise e spesso variabili a seconda delle situazioni. Un tema che, tra attese e domande pratiche, richiede sempre un po’ di attenzione in più – soprattutto a ridosso del Natale.
