Fuoricorti: il nuovo concorso per giovani autori under 25 di #24FramealSecondo

Fuoricorti: il nuovo concorso per giovani autori under 25 di #24FramealSecondo

Fuoricorti: il nuovo concorso per giovani autori under 25 di #24FramealSecondo

Giada Liguori

Dicembre 21, 2025

Roma, 21 dicembre 2025 – Una serata tutta per i giovani registi under 25, per le loro storie e il bisogno di farsi sentire. Questo è stato Fuoricorti, lo spin-off di #24FramealSecondo, andato in scena il 19 dicembre al Cinema Troisi di Roma. Un’iniziativa voluta dalla famiglia Valdiserri/Di Caro, che vuole dare spazio a chi, in Italia, spesso fatica a trovare un palco e un pubblico.

Un palco aperto ai registi under 25

Sedici cortometraggi, tra prime visioni, musica, thriller, documentari e commedie. Tutti firmati da ragazzi nati dopo il 1° gennaio 2000, scelti tra i partecipanti delle passate edizioni di #24FramealSecondo. “Fuoricorti è una selezione fuori concorso”, ha spiegato Paola Di Caro, giornalista e mamma di Francesco Valdiserri, scomparso nel 2022 in un incidente su via Cristoforo Colombo. “Volevamo dare un’opportunità a tanti giovani come lui: vedersi proiettati su un grande schermo, senza pagare nulla e con una sola regola – essere davvero giovani”.

Al Cinema Troisi l’atmosfera era quella di una grande festa, ma con un tono intimo e familiare. Ragazzi emozionati, genitori in sala, qualche insegnante. Sullo schermo scorrevano storie diverse: amori acerbi, paure, sogni e rabbia. “In un paese vecchio e chiuso – ha confidato Di Caro – proviamo a fare quello che gli adulti spesso dimenticano: credere in questa generazione, lasciarla esprimere, spingerla a osare”.

Un progetto nato dal dolore, rivolto al futuro

Il concorso #24FramealSecondo è nato nel 2023, su iniziativa della famiglia Valdiserri/Di Caro dopo la perdita di Francesco. Un modo per trasformare il dolore in qualcosa di vivo. “Mettiamo a disposizione spazi – ha aggiunto Di Caro – che tocca a loro riempire. Offriamo occhi e orecchie per ascoltare e guardare. Poi sarà il loro momento: per alcuni resterà un gioco, per altri il primo passo verso un lavoro che amano”.

La memoria di Francesco era palpabile tra le poltrone rosse del Troisi. C’erano anche alcuni suoi amici, che hanno ricordato la sua passione per il cinema e la musica. “Francesco avrebbe voluto vedere tutto questo”, ha sussurrato una ragazza all’uscita. Il pubblico ha risposto con applausi lunghi, risate durante le commedie e silenzi attenti nei momenti più forti.

Un’Italia che dà voce ai suoi giovani

In Italia, secondo i dati Istat 2024, solo il 7% dei registi alle prime armi ha meno di 25 anni. Spesso mancano spazi e occasioni vere. “Qui non si paga nulla – ha sottolineato Di Caro – non ci sono barriere, solo la voglia di mettersi in gioco”. Un messaggio chiaro: la fiducia nei giovani non si dice, si fa.

I corti in programma hanno affrontato temi attuali: solitudine in città, identità digitale, paura del futuro. Alcuni sono stati girati con uno smartphone, altri con attrezzature prese in prestito. “Non conta come – ha spiegato uno degli organizzatori – ma la storia che vuoi raccontare”.

Dopo la proiezione: emozioni e nuovi progetti

Alla fine della serata, fuori dal cinema, piccoli gruppi si sono fermati a parlare. C’era chi chiedeva notizie sulla prossima edizione di #24FramealSecondo, chi scambiava contatti e idee per nuovi lavori. “È stato bello vedere il mio corto su uno schermo vero”, ha detto Marco, 19 anni, uno dei partecipanti.

La famiglia Valdiserri/Di Caro non nasconde la fatica di portare avanti questa avventura. “Ma ne vale la pena”, ha ammesso Paola Di Caro. “Noi ci siamo. Ora tocca a loro”. Un passaggio di testimone che apre una strada nuova: quella in cui i giovani non sono più solo spettatori.

Fuoricorti si conferma così un piccolo laboratorio di futuro, senza grandi proclami ma con la forza delle immagini e delle voci che chiedono solo una cosa – essere ascoltate.