Roma, 21 dicembre 2025 – All’Auditorium della Tecnica, nel cuore dell’Eur, si è tenuta oggi la quarta edizione di Labordì, l’evento organizzato dalle Acli di Roma per avvicinare i giovani al mondo del lavoro. Dalle 9 del mattino, tra corridoi e sale affollate, si sono incrociati studenti, rappresentanti di aziende, insegnanti e operatori delle istituzioni. Secondo gli organizzatori, hanno partecipato oltre 1.600 ragazzi delle scuole superiori della Capitale, coinvolti in incontri, laboratori e colloqui.
Labordì 2025: affrontare il divario tra scuola e lavoro
Al centro di questa edizione c’è stato il problema del mismatch tra le competenze richieste dalle imprese e quelle che i giovani posseggono davvero. Un tema caldo: dati di Unioncamere e Anpal parlano di quasi il 45% delle posizioni aperte in Italia che restano scoperte proprio per questo motivo. “Non basta più il titolo di studio – ha detto Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma – servono competenze tecniche aggiornate e capacità trasversali, come il problem solving e una comunicazione efficace. Solo così i ragazzi potranno affrontare il mercato del lavoro con più sicurezza”.
La giornata è stata scandita da workshop su orientamento consapevole, simulazioni di colloqui e laboratori dedicati all’alfabetizzazione digitale. Alle 11.30, in una delle aule al primo piano, un gruppo di studenti del liceo Kennedy ha ascoltato le testimonianze di ex allievi ora impiegati in aziende tecnologiche. “Ho imparato più qui in due ore che in un mese di scuola”, ha raccontato Marco, 17 anni, mentre aspettava il suo turno per il colloquio simulato.
Aziende e istituzioni: un dialogo concreto
All’Auditorium della Tecnica hanno trovato spazio anche rappresentanti di grandi aziende come Enel, Poste Italiane e BNL, insieme a enti pubblici e associazioni del terzo settore. L’obiettivo è chiaro: costruire un ponte vero tra domanda e offerta di lavoro. “Cerchiamo giovani preparati ma anche curiosi”, ha spiegato Francesca Rossi, responsabile risorse umane di una multinazionale presente all’evento. “Questi incontri servono a capire cosa vogliono davvero le imprese”.
Nel pomeriggio, alle 15, si è svolto un confronto tra dirigenti scolastici e recruiter. Si è parlato di soft skills, ma anche di strumenti digitali: “L’intelligenza artificiale sta cambiando tutto”, ha ammesso un docente dell’ITIS Galilei. “Dobbiamo aggiornare i programmi e insegnare ai ragazzi a usare questi strumenti con spirito critico”.
Alfabetizzazione digitale: una sfida aperta
Uno dei temi che ha più colpito durante Labordì è stato proprio quello dell’alfabetizzazione ai nuovi strumenti digitali. Secondo una ricerca della Fondazione Mondo Digitale, solo il 38% degli studenti romani si sente pronto ad affrontare le richieste tecnologiche delle aziende. “Serve più formazione pratica”, ha sottolineato una volontaria delle Acli. Nei laboratori del pomeriggio, i ragazzi hanno potuto provare software gestionali, piattaforme per cercare lavoro e simulazioni di project management.
Non sono mancati momenti informali. Nei corridoi si sono formati gruppi che si scambiavano consigli su come scrivere un curriculum efficace o affrontare un assessment center. “Ho scoperto lavori di cui non avevo mai sentito parlare”, ha raccontato Chiara, studentessa del liceo linguistico.
Scuola e lavoro, un ponte da costruire
Per gli organizzatori, la partecipazione a Labordì 2025 conferma quanto sia importante creare occasioni di incontro diretto tra studenti e mondo del lavoro. “Il rischio è che i giovani restino ai margini”, ha avvertito Borzì chiudendo l’evento. “Solo così possono scegliere con più consapevolezza”.
Il prossimo appuntamento è già fissato: sempre a Roma, a dicembre 2026. Intanto, all’uscita dell’Auditorium, molti ragazzi stringevano biglietti da visita e appunti presi al volo. Un segno che, almeno per oggi, il dialogo tra scuola e lavoro ha trovato un posto vero nella Capitale.
