Oleotto: un Natale da dark comedy con Ultimo schiaffo

Oleotto: un Natale da dark comedy con Ultimo schiaffo

Oleotto: un Natale da dark comedy con Ultimo schiaffo

Giada Liguori

Dicembre 21, 2025

Udine, 21 dicembre 2025 – Dopo undici anni, Matteo Oleotto torna al cinema con “Ultimo schiaffo”, una dark comedy ambientata tra le montagne del Friuli, che arriverà nelle sale italiane l’8 gennaio. Il regista, già noto per “Zoran, il mio nipote scemo”, racconta di aver voluto realizzare “un film libero, dopo tanti anni passati in televisione”. Voleva esplorare generi e suggestioni che lo avevano colpito di recente. “Ho cercato di giocare con il cinema”, ha detto all’ANSA, spiegando che voleva mettere in scena emozioni accumulate nel tempo.

Un ritorno tra le montagne friulane

Il film è stato girato tra il Tarvisiano e le Cave del Predil, con alcune scene in Slovenia. Oleotto ammette senza nasconderlo il debito con capolavori come “Fargo” dei fratelli Coen. Ma “Ultimo schiaffo” è tutto tranne che la solita commedia natalizia: il Natale qui è solo uno sfondo, un pretesto per raccontare solitudini e sogni di riscatto. “È quel momento dell’anno in cui, se sei felice, lo sei ancora di più. Ma se sei solo, rischi di sentirti ancora più solo”, riflette Oleotto, durante la presentazione stampa in una piccola sala del centro di Udine.

Giovani protagonisti e un cast di esperienza

Al centro della storia ci sono Jure (Massimiliano Motta) e Petra (Adalgisa Manfrida), fratello e sorella che vivono in una roulotte gelata nei boschi, arrangiandosi come tuttofare. La sparizione del loro cane, Marlowe, e la promessa di una ricompensa cambiano tutto. Da lì parte una serie di equivoci, furti e incontri strani che li trascinano in una spirale tragicomica. Nel cast anche volti noti come Giuseppe Battiston, Giovanni Ludeno, Davide Iacopini, Carla Manzon e Rossana Mortara.

Adalgisa Manfrida, già premiata ad Alice nella città come miglior rivelazione, ha raccontato di aver trovato in Petra “una fragilità che mi somiglia”. Massimiliano Motta ha invece ricordato come “girare nella neve vera, con temperature sotto zero, ha dato al film un realismo che si sente”.

Dalla tv al grande schermo: la scelta di Oleotto

Dopo il successo di “Zoran” nel 2013, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia, Oleotto aveva scelto la strada della televisione. Ha lavorato come coregista in serie come “Volevo fare la rockstar”, “Doc” e “Maschi veri”, oltre a firmare diversi film tv. “Mi arrivavano proposte che non sentivo mie – ammette – così ho preferito prendermi una pausa dal cinema. Volevo che rimanesse un luogo di divertimento”.

Il ritorno al cinema è arrivato quasi per caso. “Avevo bisogno di libertà – spiega – e la montagna mi ha sempre dato quella sensazione”. La produzione è di Staragara IT, con Spok Films e Rtv Slovenia, in collaborazione con Rai Cinema. La distribuzione italiana è affidata a Tucker Film.

Un Natale diverso, tra sogni e disincanto

“Ultimo schiaffo” non è la solita commedia natalizia. Il tono è spesso amaro, con momenti di comicità nera che ricordano il cinema nordico. I due protagonisti inseguono una ricompensa che sembra sempre sfuggire, mentre intorno a loro si muovono personaggi eccentrici e situazioni ai limiti dell’assurdo. La neve, le luci fioche delle case isolate, il silenzio dei boschi: sono dettagli che raccontano un Friuli autentico e poco visto.

Oleotto ha voluto mostrare “energie diverse”, come le chiama lui: la voglia di cambiare vita, la paura di restare fermi, il bisogno di sentirsi parte di qualcosa. “Ho cercato di raccontare cosa si prova quando tutto sembra andare storto, ma si continua a sperare”, spiega il regista.

L’attesa per l’uscita

Il film arriverà nelle sale italiane l’8 gennaio. L’attesa è alta tra chi ha amato la sottile ironia e l’umanità di “Zoran”. Questa volta Oleotto propone una storia più scura, ma non senza tenerezza. “Non volevo un film su commissione – dice – ma qualcosa che fosse davvero mio”. E così, tra le montagne friulane e i sogni sospesi dei suoi personaggi, “Ultimo schiaffo” si prepara a lasciare il segno nel cinema italiano di oggi.