Rivoluzione dei trasporti: i nuovi punti di interscambio treno-bus nelle stazioni olimpiche di Tirano e Ponte

Rivoluzione dei trasporti: i nuovi punti di interscambio treno-bus nelle stazioni olimpiche di Tirano e Ponte

Rivoluzione dei trasporti: i nuovi punti di interscambio treno-bus nelle stazioni olimpiche di Tirano e Ponte

Giada Liguori

Dicembre 31, 2025

Milano, 31 dicembre 2025 – A poco più di un mese dall’avvio dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato oggi l’apertura di nuovi punti di interscambio tra treno e bus in due stazioni chiave: Tirano (Sondrio) e Ponte nelle Alpi (Belluno). L’obiettivo è chiaro: garantire spostamenti più semplici e ordinati per spettatori, delegazioni e staff diretti alle sedi di gara.

Nuovi snodi per muoversi meglio sulle Alpi

Il Ministero ha affidato a Rete Ferroviaria Italiana il compito di allestire due veri e propri “Transport Mall” in queste due stazioni alpine. L’idea è di permettere a tutti di arrivare velocemente e senza intoppi agli impianti olimpici, spiegano da Roma. Nei nuovi punti di interscambio, i viaggiatori saranno smistati su autobus navetta o pullman riservati, così da mettere in piedi una logistica snella e ben coordinata, pensata su misura per i territori montani.

Il modello non è una novità all’estero, dove è già stato testato in grandi eventi, ma in Italia è la prima volta che si fa su così larga scala per un’Olimpiade invernale. “L’integrazione tra treno e bus è fondamentale per far funzionare tutto come si deve”, ha detto un portavoce del Ministero, ricordando che la conformazione delle Alpi richiede soluzioni flessibili e ben organizzate.

Verona Porta Nuova, il punto strategico per le cerimonie

Non solo le montagne: il piano prevede un hub simile anche a Verona Porta Nuova, ma con un funzionamento limitato ai giorni delle cerimonie di apertura e chiusura, oltre a quelle delle Paralimpiadi. Questo perché in quei momenti si prevedono flussi intensi di persone che arriveranno o partiranno in massa.

“La gestione degli eventi olimpici non si ferma alle gare”, ha spiegato un funzionario della Prefettura di Milano. “Serve una macchina organizzativa che copra anche le cerimonie e gli eventi collaterali per il pubblico”. Da qui la scelta di soluzioni temporanee ma di grande impatto.

Un test importante per la mobilità alpina

L’annuncio arriva mentre i cantieri sulle infrastrutture ferroviarie e stradali vanno avanti a ritmo serrato nelle zone interessate. A Tirano, punto di passaggio fondamentale per chi arriva da Milano o dalla Svizzera, si stanno completando gli spazi destinati all’interscambio. A Ponte nelle Alpi, invece, si lavora soprattutto per gestire al meglio i flussi in arrivo da Veneto e Friuli.

Questa esperienza sarà un banco di prova anche per il futuro del turismo in montagna”, ha detto il sindaco di Tirano, Franco Spada. L’amministrazione locale spera che questi nuovi snodi restino un’eredità utile anche dopo le Olimpiadi, facilitando gli spostamenti verso le località sciistiche.

Tra speranze e dubbi sul territorio

Non mancano però le preoccupazioni da parte dei residenti. Alcuni comitati locali hanno chiesto più trasparenza sulla gestione del traffico nei giorni più intensi e sull’impatto ambientale delle nuove strutture. “Vogliamo capire come funzioneranno i collegamenti e quali misure ci saranno per contenere le emissioni”, ha spiegato Anna Rinaldi, portavoce del gruppo “Valtellina Sostenibile”.

Il Ministero assicura che tutto è stato pensato “in sintonia con le esigenze delle comunità alpine”, con attenzione particolare alla sostenibilità e all’integrazione con i servizi già esistenti.

Verso il via: la sfida della mobilità integrata

Mancano 38 giorni all’inizio ufficiale dei Giochi. L’apertura dei nuovi punti di interscambio treno-bus è uno degli ultimi pezzi del complicato puzzle organizzativo che sta prendendo forma per accogliere atleti e spettatori da ogni parte del mondo. Le prossime settimane serviranno a testare il sistema e a correggere il tiro, se necessario.

Siamo pronti a questa sfida, ma servirà l’aiuto di tutti”, ha concluso il portavoce del MIT. Solo allora si potrà vedere se la scommessa sulla mobilità integrata sarà stata vinta.